Teatro Cantiere Florida (Firenze): ecco la nuova stagione 2019/2020

Un cartellone ibrido e composito, dove la contaminazione dei linguaggi è strumento imprescindibile per raccontare la contemporaneità e le sue sfide. 22 titoli, 6 prime assolute, 1 rassegna di teatro per ragazzi

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Teatro Cantiere Florida«Contrariamente all’opinione comune, l’esperienza è per lo più immaginazione».

Pioniera dell’antropologia novecentesca, inesausta esploratrice di popoli e culture, Ruth Benedict condensò con fulminante efficacia un rivoluzionario cambiamento di paradigma: non più prodotto di competenze acquisite, non soltanto risultato delle stratificazioni che il tempo deposita sulle biografie, l’esperienza si rivela essere soprattutto un nucleo di incandescente immaginazione. Quotidianamente, con naturalezza, essa disegna nuove figure e combinazioni, ricerca possibilità inespresse, traduce sensazioni momentanee in intuizioni: infine sogna, desidera, progetta.

Giunti al settimo anno di un progetto condiviso, forti di un confronto costante che non teme il dissenso e la discussione ma che anzi in questi trova la scaturigine per istituire processi virtuosi, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Versiliadanza e Murmuris curano, proprio a partire dalle esperienze comuni e individuali, un teatro che nel palcoscenico trova soltanto il proprio punto d’origine. Dilagando verso il quartiere e la città, venendo incontro alle persone e alle loro storie, testimoniandone l’esistenza e combattendo l’oblio, il Teatro Cantiere Florida propone anche quest’anno un cartellone ibrido e composito, dove la contaminazione dei linguaggi è strumento imprescindibile per raccontare la contemporaneità e le sue sfide. Ventidue titoli, sei prime assolute, una rassegna di teatro per ragazzi: e poi i percorsi di alta formazione, le residenze, le conversazioni con gli artisti, le masterclass, la formazione dello spettatore, i progetti condivisi con le altre istituzioni culturali della città. Grazie al sostegno della Regione Toscana, della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze e del Quartiere 4, con il supporto di Fondazione CR Firenze e Unicoop Firenze, la Multiresidenza FLOW, e le esperienze che ogni giorno lì si confrontano, immaginano un teatro che si fa mondo.

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Elsinor Centro di Produzione Teatrale

Versiliadanza

Murmuris

STAGIONE PROSA 2019.2020

Drammaturgia, ricerca, classici: è attorno a questi tre ambiti che si declina la stagione di prosa curata da Elsinor Centro di Produzione Teatrale. Il cartellone 2019.2020 propone otto titoli, tra i quali la prima nazionale di uno spettacolo che proprio al Teatro Cantiere Florida ha avuto un’importante fase di gestazione e realizzazione: Little Boy di Teatro dell’Elce, in scena l’8 e il 9 novembre, ispirato al carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota che sganciò su Hiroshima la bomba atomica, il cui nome in codice dà il titolo allo spettacolo, e in seguito internato in un ospedale psichiatrico. Due le proposte di grande drammaturgia: il 21 e 22 febbraio Una tragedia reale, ultimo testo di uno degli intellettuali più importanti del secondo Novecento italiano, Giuseppe Patroni Griffi, e il 29 febbraio Patres del giovane Saverio Tavano, tra le voci più interessanti della scena teatrale nazionale. La vicenda di Una Tragedia reale si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario pop con derive da rotocalco, e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina. Un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento, che sembra risalire dal repertorio fiabesco del Basile condito da una buona dose di politically incorrect. Patres racconta l’impossibilità di un rapporto tra un padre e il figlio cieco, l’impossibilità di incontro, di filiazione. Un padre, Ulisse senza patria, che fugge per sempre, per le spiagge esotiche di Santo Domingo, e un figlio, Telemaco paralizzato dall’attesa, che davanti all’orizzonte attende, mette le mani avanti, si rivolge verso il mare e aspetta che questo padre ritorni.

Alla sfida rappresentata dai classici rispondono Il Mulino di Amleto, formazione emergente che con Platonov — coproduzione tra Elsinor e Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa — affronterà il 12 13 dicembre uno dei testi più ostici della drammaturgia di Anton Čechov. Un gigantesco affresco composto da brandelli di scene, dialoghi, personaggi che cercano un senso a quello che senso non può avere. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove: un’opera non finita per esseri umani non finiti, incompleti, incerti, resi fragili dal loro “voler essere” che si scontra inevitabilmente con ciò che sono nella realtà. Ancora un confronto con i classici per

Guglielmo Ferro, che affida all’arte attorale di Enrico Guarneri il compito di riportare sulla scena Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga il 14 e 15 gennaio. Uno spettacolo che intende ricontestualizzare il concetto di roba che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti.

Con L’abisso, Davide Enia, recentemente insignito del premio Le Maschere del Teatro come miglior interprete di monologo, racconterà il 28 novembre la tragedia di Lampedusa attraverso le parole del proprio romanzo Appunti per un naufragio. Un dialogo con i testimoni diretti, come pescatori, residenti, medici e il personale della guardia costiera, che attraverso i linguaggi propri del teatro come il gesto, il canto, il cunto, affronta il mosaico di questo tempo presente. Il il 31 gennaio e il 1 febbraio, il collettivo bolognese Kepler-452, vincitore del premio Rete Critica 2018, indaga in F. Perdere le cose un’esistenza ai margini, talmente sfuggente da essere ineffabile. Così ineffabile che il suo protagonista, F., non può neppure essere nominato per intero. Nicola Borghesi cerca, in scena, di relazionarsi con un assente, ragionando ad alta voce insieme agli spettatori.

Con Axto, infine il 14 e 15 febbraio, slarghiamo i confini troppo ristretti delle categorie, e proponiamo una creazione di danza, frutto della collaborazione tra il Teatro della Tosse e Balletto Civile: un oratorio per corpi e voci dal labirinto, ispirato al mito del Minotauro. Nello spettacolo l’ambiente nel quale il mito del labirinto viene celebrato è la casa e i protagonisti, a officiare il rito, sono i familiari, il “mostro” ora è chiuso tra le mura domestiche. Un posto dove perdersi, o un posto dove nascondere quello che ci fa paura? Una prigione, un manicomio, un’isola. “Entriamo nel labirinto, il cervello umano, perdiamoci, lasciamo un filo rosso dietro di noi per ritrovare l’uscita, o forse l’entrata. Un percorso che parla di solitudine estrema e dei muri, che dovrebbero proteggerci e che invece non fanno che consolidare il nostro isolamento.”

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STAGIONE DANZA 2019.2020

Si apre un nuovo simbolico sipario, un rinnovarsi dello sguardo e di quel desiderio di sentirci vibrar dentro emozioni fatte di inedite scoperte e incontri inaspettati. Dell’indagare spazi e tempi meno consueti e circoscrivibili. Come bambini facciamo domande e assaporiamo quel “fanciullino” che ancora dimora in noi. Lo ascoltiamo, torniamo per un poco innocenti e felici del piacere di un vortice a scompigliarci i capelli. Ogni volta che inizia una nuova apertura di sipario, una nuova stagione, un nuovo triennio di attività, ci si chiede come procedere, come continuare a nutrire quell’immaginazione, quello stupore originario. L’esperienza ci dice che niente è possibile senza un continuo aprirsi al mondo, senza una sosta necessaria all’osservazione e all’ascolto, senza una condivisione, senza un rischio. Il teatro ci ha abituati a essere una comunità, una sorta di famiglia dove tutto viene condiviso e vissuto con le sue bellezze e intemperanze, il teatro ci ha insegnato, fin da piccoli, che dobbiamo innamorarci di ogni gesto, di ogni incontro, guardarlo e, come il Piccolo Principe, annaffiare la rosa che egli rappresenta. Con l’esperienza già vissuta innamorarci ancora una volta, abbandonarsi a quel vortice, avere cura e saper cadere senza rete. Sentire intimamente che il bastone lanciato un tempo è una lancia che ancora continua a vibrare.

La Stagione Danza 2019/’20 presenta 10 titoli in programmazione serale con 5 prime assolute, tra cui l’atteso Pelleas e Mélisande della Compagnia Abbondanza Bertoni che ha eletto la nostra Stagione a dimora privilegiata per il debutto della terza e ultima parte del progetto poiesis, in scena il 26 ottobre. Come ogni anno vogliamo “correre il rischio” di affidare a giovani autori il debutto del loro lavoro e in questa entusiasmante corsa senza rete, vedremo i nuovi lavori Mr Furry, di Tommaso Serratore autore associato di Versiliadanza e Sui Legami, di Maria Vittoria Feltre e Luca Zanni in una serata condivisa il 22 novembre e l’11 gennaio Serena Malacco, giovane autrice dalla poetica ricca di riferimenti musicali, iconografici e letterari, porterà sul palco del Florida un progetto di danza, immagine e musica ospitato in residenza durante l’arco del 2019 dal titolo All Around Me, che vede in scena quattro danzatori e due musicisti (tra i quali Roberto Dell’Era, membro degli Afterhours). Sempre a gennaio il debutto di Sacro quotidiano – Poetica del corpo diverso del Coordinamento Teatro Come Differenza realizzato con la collaborazione di Archetipo AC nell’ambito di Effetto Placebo, ospitalità che segna l’impegno di entrare in rete con il coordinamento per la realizzazione di nuove azioni sul territorio nel campo della disabilità. A febbraio il debutto di In Sezione Aurea una produzione Versiliadanza firmata da Leonardo Diana per la parte coreografica e da Nicola Buttari per le scenografie virtuali; lo spettacolo ispirandosi alla figura di Leonardo Da Vinci, indaga suggestioni e simbologie legate al rapporto aureo, detto anche proporzione divina, e le sequenze di Fibonacci alla sua base. In scena Luna Cenere, Isabella Giustina oltre allo stesso Diana. Il 6 dicembre Silvia Costa porterà in versione integrale Midnight Snack, appena andato in scena in una versione ridotta al festival Contemporanea di Prato, e la nuova creazione Upon the hearing of certain dissonances realizzata insieme al musicista Claudio Rocchetti. Il 18 dicembre la coreografa Erika Silgoner presenterà 4John, uno spettacolo di per cinque danzatori sulle musiche di John Cage, prodotto da Esklan Art’s Factory con il sostegno di DANCEHAUSpiù. Questo omaggio al geniale compositore americano vuole essere uno studio sul suono, sull’assenza di suono e sulle reazioni al suono stesso, tra movimenti istintivi e calcolati; un happening in cui il pubblico diventa parte integrante della creazione in divenire e mai replicabile. Il 5 aprile Claudia Rossi Valli e Tommaso Monza porteranno in scena Mary’s Bath uno spettacolo che ha come tema di sviluppo l’Annunciazione, concentrandosi sulla storia di iconografie e simbologie, ma riflettendo anche sul concepimento, la maternità come scelta o accettazione, come desiderio o come ruolo da ricoprire.

Al cartellone si affiancano masterclass con Balletto Civile e Michele Abbondanza (in collaborazione con PARC e FFEAC), il progetto di alta formazione nei linguaggi del contemporaneo LaborAzione il cui esit andrà in scena il 24 aprile, curato quest’anno da Marta Bevilacqua e Leonardo Diana, un laboratorio per amatori curato da Serena Malacco intorno al progetto All Around Me e i nostri due principali progetti di formazione Looking for Art, realizzato con il Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino, sostenuto dal 2006 dalla Fondazione CR Firenze, che coinvolge ogni anno circa 1500 studenti, ed infine Effetto Suburbia realizzato in collaborazione con Consiglio di Quartiere 4/ Commissione Cultura, BiblioteCaNova – Isolotto, Sonoria – Spazio Giovani e Musica, Cepiss e Operatori di Strada, con cui realizzeremo quest’anno anche la Rassegna “Effetto Donna – Dialoghi Taciuti sul tema della violenza sulle donne” con l’apporto di Progetto PER MICHELA – Toscana Aeroporti contro la violenza sulle donne e Artemisia Centro Antiviolenza. “Last but not least” il progetto TRAVERSAR CONFINI dedicato alle azioni sul territorio nel campo del sociale e della disabilità, vede nuove, virtuose collaborazioni con la Compagnia Clochard di Rovereto, Coordinamento Teatro Come Differenza, Effetto Placebo, Archetipo AC. Oltre al debutto dello spettacolo Sacro quotidiano sopra annunciato, realizzeremo con Michele Comite della Compagnia Clochard, anche lo spettacolo Despresso in matinée per le scuole, un laboratorio per le scuole primarie del territorio intorno al tema della disabilità e trisomia 21 volto alla sensibilizzazione fin dalla piccola età al tema della diversità e dell’inclusione.

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MATERIA PRIMA 2019.2020-

Materia Prima è un cantiere aperto, un lavoro in progresso senza sosta, non inizia ora e non finisce a primavera. Materia Prima è teatro, musica, formazione di artisti e spettatori. È una rete di progetti e relazioni che esonda dal Teatro Florida, da cui pure ogni nostro passo muove. Il Teatro Cantiere Florida è casa, punto di partenza e arrivo di ogni idea e volontà. Materia Prima è il carcere di Sollicciano, è il circuito Inbox, è il festival Middle East Now, è Casateatro e tutte le persone, pubblico, artisti, operatori, docenti, che agiscono in questa città sempre più aperta e vitale e che, negli anni, abbiamo incontrato nello spazio di dialogo che Materia Prima è diventata.

Per questo ciò che presentiamo oggi è solo una tappa del percorso che è ancora aperto e in divenire. Il 19 ottobre, prima dell’inizio della stagione, l’Orchestra Mutlietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink sarà al Teatro Cantiere Florida per un concerto dal titolo Culture Contro la Paura, appuntamento nato dalla collaborazione tra Murmuris e Officine della Cultura. Ci piace che la stagione inizi con un evento il cui titolo potrebbe essere il nostro manifesto, il principio che ispira ogni nostra azione: la cultura come arma contro ogni discriminazione che nasce dall’ignoranza e genera la paura. E quindi, a dicembre torna in scena la Compagnia di Sollicciano con La Tempesta da Shakespeare, con la regia di Elisa Taddei e gli attori della Casa Circondariale; ancora una volta lo spazio del carcere muta forma e si apre al pubblico per rinsaldare le fondamenta di quel ponte di libertà che il Teatro ha consentito di costruire negli anni. Previste anche matinée per le scuole.

Il 5 e 6 di marzo, in continuità con la riflessione che vogliamo suggerire, il Collettivo Controcanto, il gruppo di artisti laziali, porta al Teatro Cantiere Florida il frutto della residenza ospitata nella scorsa stagione: Settanta volte sette, uno spettacolo che parla di perdono, di un’altra umanità possibile, che supera il dolore e ne fa occasione di riscatto. Settanta volte sette, sono le volte in cui si dovrà perdonare, non una, non sette, non settanta. Esserci, questo il tema, totalmente. Sempre. Questa produzione ha vinto i Teatri del Sacro e ha incontrato fin dal debutto il favore unanime di pubblico e critica. Il 12 marzo la compagnia Unterwasser approderà al Florida con Maze una straordinaria live performance finalista al premio Inbox 2019 nella quale ombre di sculture realizzate in filo spinato daranno vita a mondi effimeri e meravigliosi, attinti dall’immaginario cinematografico. A seguire il 19 di marzo le due attrici e autrici Luisa Bosi (colonna portante di Murmuris) e

Francesca Sarteanesi (ex Omini) arriveranno sul palco del Florida con Bella bestia un lavoro intenso prodotto da Officine della Cultura che ha debuttato al Festival Inequilibrio di Castiglioncello. Un dialogo serrato, tragicomico, che mette a confronto le vicende parallele di due donne, due vite, due storie di ordinaria sofferenza e straordinaria lievità.

Per la sezione Progetti Speciali qualche parola su CasaTeatro, un progetto fondamentale per Murmuris, sostenuto da Unicoop Firenze, che ormai dal 2013 non smettiamo di reinventare e far evolvere: percorsi di formazione del pubblico sviluppati in collaborazione con teatri toscani che ospitano compagnie residenti, con l’obiettivo di ascoltare i bisogni degli spettatori e dare risposta alle loro attese. Un cammino di formazione al ruolo di spettatore consapevole, attraverso una visione critica della programmazione e dell’esperienza dei teatri. Ad aprile si rinnova la fortunata collaborazione con il festival Middle East Now, spazio dedicato alla cultura mediorientale con l’obiettivo di portarne alla luce gli aspetti meno noti, al di là degli stereotipi e dei pregiudizi. Per il terzo anno consecutivo Materia Prima ospiterà al Teatro Cantiere Florida uno spettacolo di teatro contemporaneo frutto delle istanze artistiche che attraversano un territorio abitato da una cultura millenaria, ma tormentato da conflitti che sembrano insanabili.

Ancora un appuntamento formativo “Dalla parte di chi guarda, Una storia del teatro visto” con tre lezioni intorno a tre ere, il 14 novembre, 23 gennaio e il 13 febbraio un approfondimento su tre momenti della storia, fondamentali in rapporto con il ruolo dello spettatore nel teatro di quell’era. Per ogni appuntamento un ospite, qualcuno che con il suo lavoro artistico possa essere esempio contemporaneo di quel mondo antico e possa soprattutto aiutarci a porre le giuste domande di senso. Proveremo insomma, attraverso documenti, filmati e testi a leggere un passato a cui apparteniamo, creando un filo invisibile tra gli spettatori che eravamo e quelli che siamo oggi.

All’interno di Materia Prima c’è ancora spazio per progettare. Ci saranno altri momenti in cui raccontare ciò che stiamo continuando a elaborare: i frutti della Residenza scelta grazie al Bando Dimora, gli esiti dei percorsi di formazione del pubblico, Casa Teatro e Teens, il futuro delle nostre produzioni, alcune pensate con i nostri partner, ormai inseparabili, Attodue e infine altri spettacoli da ospitare con l’ambizione di contribuire a generare un orizzonte vasto per il pubblico fiorentino e toscano.

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TEATRO RAGAZZI 2019.2020

Il ricco calendario di appuntamenti per i più piccoli, si sviluppa nelle programmazioni del “Florida dei piccoli” e del progetto rivolto alle scuole metropolitane “Le chiavi della città” con trasposizioni di grandi classici, celebri fiabe e nuove storie per riflettere su temi universali quali il pregiudizio e la diversità, ma anche per affrontare temi complessi come l’ecologia e la riflessione filosofica sul tempo. Si comincia il 17 e 18 novembre con Bianca e Rossa di Asmed-Balletto di Sardegna, libera interpretazione de L’amore delle tre melagrane, una fiaba popolaredell’Ottocento italiano, il secondo appuntamento il 24 novembre e il 25 novembre con la Compagnia Rodisio e il loro Il lupo e la capra, premio Eolo 2007 ispirato a Una notte di temporale di Y. Kimura, la storia di due nemici “obbligati” che incontrandosi in una notte e non potendo riconoscersi, si scoprono più vicini di quanto si possa credere. Il 4 dicembre ancora una fiaba raccontata tra danza e parola per far riflettere contro le apparenze, Principe ranocchio, di Compagnia degli Istanti e Compagnia Simona Bucci. Il 9 e 10 dicembre Cie Twain in Il mago dei fiori, tratto da un racconto di Piero Cherici, una storia che racconta della paura di ciò che non si conosce e che ci sembra diverso. Il 15 dicembre e 16 dicembre Zaches Teatro in Cappuccetto Rosso, spettacolo selezionato per il premio In-Box Verde 2019. In tutte le versioni della celebre fiaba, dalla più nota dei Grimm, alle varianti antecedenti, Cappuccetto Rosso si allontana inevitabilmente dalla sfera protettiva del grembo materno e si ritrova sola nel bosco, luogo sconosciuto, metafora della vita per adulti e bambini, che impone di affrontare interrogativi universali. Il 28 e il 29 gennaio, ancora un grande classico con il vincitore del premio Eolo miglior spettacolo 2019, Pollicino di Teatro del Piccione. Dal 1° al 3 marzo, Versiliadanza con Neverland, la storia, ormai parte dell’immaginario collettivo, di Peter Pan, Wendy, Capitan Uncino, Trilly, Giglio Tigrato, i pirati, le sirene e il coccodrillo. Domenica 9 febbraio e lunedì 10 febbraio il Teatro della Tosse in Alì Babà, fiaba tratta dalle Mille e una Notte e messa in scena attraverso i burattini di Emanuele Luzzati e Bruno Cereseto che racconta la storia del piccolo Alì Babà, che mettendo in atto ogni sorta di astuzie, riuscirà ad avere la meglio sulla banda dei 40 ladroni capitanata dal terribile Mustafà e a impadronirsi dei loro tesori.

Dal 19 al 22 gennaio la Compagnia TPO ci accompagnerà in un viaggio tra danza e video-arte per riflettere sul concetto di metamorfosi con lo spettacolo Farfalle, dove i giovani spettatori sono invitati a entrare e interagire con i danzatori nello spazio scenico. Il 3 febbraio la Compagnia del Sole porta in scena L’universo è un materasso e le stelle un lenzuolo, vincitore del premio Eolo Miglior Spettacolo 2018: la storia del Tempo, dal mito alla meccanica quantistica. Un modo per divertirsi studiando, per imparare ridendo, e farsi le stesse domande che grandi filosofi e scienziati si sono posti nei secoli. Domande semplici ma ancora oggi importantissime.

Il 19 febbraio, Collettivo Clochart con lo spettacolo DEsPRESSO racconta la relazione di amicizia fra due persone, messa in discussione a causa della depressione che colpisce però la persona cosiddetta “normale”, che diventa quindi la metà “fragile” della coppia. La persona con disabilità diventa una risorsa, grazie alla sua determinazione, le sue insistenze, la sua positività, il suo essere diretta e priva di sovrastrutture. DEsPRESSO nasce con l’obiettivo principale di offrire un’occasione di sensibilizzazione alla diversità attraverso lo strumento del teatro-danza. Il 15 e il 16 marzo Teatro del Buratto torna al Cantiere Florida con Becco di Rame, vincitore del premio Eolo 2018 per il teatro di figura. Tratto dal libro di Alberto Briganti, Becco di Rame è una storia vera. La storia di un’oca di Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma un veterinario, il dottor Briganti, ha un’intuizione geniale e crea una protesi di rame che le permette di continuare a vivere una vita normale nonostante la disabilità acquisita. Il 30 e martedì 31 marzo, Elsinor Centro di Produzione Teatrale porta Storie nel baule: un racconto dove la carta, manipolata dall’attrice in scena, è strumento atipico per raccontare storie e novelle.