Giulio Cesare in Egitto

Il 18, 21, 23, 25, 28, 31 ottobre; 2 novembre al Teatro alla Scala, Milano

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Giulio Cesare in Egitto
Foto di Max Width

Georg Friedrich HÄndel

Opera in tre atti

Libretto di Nicola Francesco Haym

da Giacomo Francesco Bussani

(Hallische Händel-Ausgabe a cura di Frieder Zschoch. Copyright ed edizione Alkor-Bärenreiter, Kassel; rappr. per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

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Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore GIOVANNI ANTONINI

Regia ROBERT CARSEN

Scene e costumi GIDEON DAVEY

Coreografia REBECCA HOWELL

Luci peter van praet e robert carsen

Video will duke

Drammaturgo IAN BURTON

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Personaggi e interpreti

Giulio Cesare Bejun Mehta

Cleopatra Danielle de Niese

Cornelia Sara Mingardo

Sesto Pompeo Philippe Jaroussky

Tolomeo Christophe Dumaux

Achilla Christian Senn

Curio Renato Dolcini

Nireno Luigi Schifano

ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA SU STRUMENTI STORICI

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Date:

Venerdì 18 ottobre 2019 ore 19.30 ~ Abbonamento Prime Opera

Lunedì 21 ottobre 2019 ore 19.30 ~ turno B

Mercoledì 23 ottobre 2019 ore 19.30 ~ turno E

Venerdì 25 ottobre 2019 ore 19.30 ~ turno C

Lunedì 28 ottobre 2019 ore 19.30 ~ turno D

Giovedì 31 ottobre 2019 ore 19.30 ~ turno A

Sabato 2 novembre 2019 ore 19.30 ~ fuori abbonamento

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Prezzi: da 230 a 14 euro (più prevendita)

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

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Giulio Cesare in Egitto, Händel torna alla Scala

Il capolavoro di Händel alla Scala dal 18 ottobre al 2 novembre in una nuova produzione di Robert Carsen e un cast di stelle: Bejun Mehta, Danielle de Niese, Philippe Jaroussky,

Sara Mingardo e Christophe Dumeaux. Sul podio Giovanni Antonini.

Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel torna alla Scala dal 18 ottobre al 2 novembre in uno nuovo allestimento che è già tra i più attesi della Stagione, diretto da Giovanni Antonini con la regia di Robert Carsen, scene e costumi di Gideon Davey e uno straordinario cast che riunisce alcuni dei migliori interpreti di questo repertorio. Giulio Cesare è Bejun Mehta, già applaudito due anni fa nei panni di Tamerlano, Cleopatra è Danielle de Niese, che dopo il trionfo a Glyndebourne ha fatto di questa parte il suo cavallo di battaglia, e come Sesto debutta alla Scala Philippe Jaroussky. Con loro Christophe Dumaux (Tolomeo), Sara Mingardo (Cornelia) e Christian Senn (Achilla).

Con questo allestimento la Scala prosegue il progetto barocco inaugurato nel 2016 e che prevede la rappresentazione ogni anno di un’opera del ‘700 secondo prassi esecutiva storicamente informata. Il progetto proseguirà nei prossimi anni con Agrippina e Ariodante di Händel.

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L’opera

Giulio Cesare in Egitto, quinta opera scritta da Händel per la Royal Academy of Music, va in scena per la prima volta al King’s Theatre di Londra il 20 febbraio 1724. Le parti principali sono affidate a due tra i più celebri cantanti del secolo: il soprano Francesca Cuzzoni e il castrato Francesco Bernardi detto il Senesino, e l’opera trionfa per tredici rappresentazioni e poi nelle riprese curate dallo stesso compositore (con sostanziali varianti) nel 1725, 1730 e 1732. Nel corso del ‘700 la si ascolta ancora a Parigi, Amburgo e Braunschweig; nel ‘900 è tra le prime opere di Händel a tornare in cartellone (la prima in epoca moderna avviene a Göttingen nel 1922) e in anni più recenti una delle più fortunate in palcoscenico e in disco.

Tra le ragioni del successo, oltre alla magistrale scrittura per le voci e alla ricchezza dell’organico orchestrale (flauto traverso, flauti dritti, oboi, fagotti, quattro corni, viola da gamba, arpa, basso continuo e archi), la qualità del libretto di Nicola Francesco Haym (rielaborazione dell’omonimo testo di Giacomo Francesco Bussani, ispirato da Plutarco) che disegna, accanto a caratteri convenzionali (la dignitosa Cornelia, il malvagio Tolomeo), personaggi dotati di autentica evoluzione psicologica su un animato sfondo storico in cui gli strascichi della guerra civile tra Cesare e Pompeo si innestano sul conflitto tra Cleopatra e Tolomeo per il controllo dell’Egitto.

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Giovanni Antonini

Nato a Milano, ha studiato alla Civica Scuola di Musica e al Centre de Musique Ancienne di Ginevra. È membro fondatore dell’ensemble barocco “Il Giardino Armonico”, che dirige dal 1989. È direttore artistico del Wratislavia Cantans Festival in Polonia e direttore principale ospite del Mozarteum Orchester e Kammerorchester Basel. Antonini è anche ospite fisso con Berliner Philharmoniker, Concertgebouworkest, Tonhalle Orchester, Orquesta Nacional de España e Gewandhausorchester a Lipsia. In campo operistico ricordiamo Le nozze di Figaro di Mozart e Alcina di Händel alla Scala e all’Opernhaus di Zurigo, Giulio Cesare di Händel e Norma di Bellini con Cecilia Bartoli al Festival di Salisburgo. Gli impegni per la Stagione 19-20 includono il Mozarteum Orchester, il Tonhalle Orchester, la Czech Philharmonic e il Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks. È direttore artistico del progetto Haydn 2032, nato per registrare ed eseguire con Il Giardino Armonico e Kammerorchester Basel le sinfonie complete di Joseph Haydn in occasione del 300° anniversario della nascita del compositore.

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Robert Carsen

Robert Carsen, tra i più importanti registi del nostro tempo, è attivo nel campo dell’opera, della prosa, del musical e anche nella cura e allestimento di grandi mostre nei musei più prestigiosi del mondo. Ha debuttato alla Scala nel 2000 con il memorabile allestimento de Les Dialogues des Carmélites di Poulenc e da allora è stato una presenza costante a Milano: ricordiamo gli allestimenti di Jérusalem di Verdi nel 2001, Kát’a Kabanová di Janáček nel 2006, Candide di Bernstein nel 2007, Alcina di Händel e A Midsummer Night’s Dream di Britten nel 2009, Don Giovanni di Mozart per l’inaugurazione della Stagione 2011/2012 (ripreso nel 2017), Les Contes d’Hoffmann di Offenbach nel 2012, Falstaff di Verdi nel 2013 (ripreso nel 2015), la prima assoluta di CO2 di Giorgio Battistelli nel 2015 e La fanciulla del West di Puccini nel 2016.

L’autunno 2019 è ricco di impegni italiani: dopo Giulio Cesare in Egitto Carsen sarà a Roma per Idomeneo con la direzione di Michele Mariotti e a Venezia per Don Carlo con la direzione di Myung-Whun Chung.

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Il cast

Giulio Cesare in Egitto vede nei panni del protagonista Bejun Mehta, lo straordinario artista già applaudito alla Scala nei panni di Tamerlano nel 2017 che si divide tra il Barocco (nei prossimi mesi riprenderà Rodelinda a Barcellona) e il contemporaneo (George Benjamin ha scritto per lui la cantata Dream of the Song); Cleopatra è Danielle de Niese, che proprio con questa parte ha acquistato notorietà internazionale e che nei prossimi mesi sarà Euridice a Los Angeles e Blanche de la Force nei Dialogues des Carmélites a Glyndebourne. Grande attesa per il debutto scaligero di Philippe Jaroussky, anch’egli forte di un vasto repertorio e imponente discografia nell’ambito della musica del ‘700 ma nel 2016 interprete della prima assoluta di Only the Sound Remains di Kaija Saariaho. Completa il terzetto dei controtenori la star Christophe Dumaux, veterano del ruolo (a Glyndebourne, Vienna, Parigi, Salisburgo e al Met), quest’anno già Orlando con Antonini a Vienna e Caino ne La Morte d’Abel a Salisburgo con Capuano. Interprete amatissima alla Scala è Sara Mingardo, collaboratrice frequente di Claudio Abbado e applaudita al Piermarini in opere di Monteverdi e Händel.

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Il complesso barocco dell’Orchestra del Teatro alla Scala

Con Giulio Cesare in Egitto torna in buca il complesso barocco dell’Orchestra scaligera. La compagine ha debuttato nel gennaio 2016 presentando in forma scenica l’oratorio Il trionfo del tempo e del disinganno di Händel diretto da Diego Fasolis, che è tornato sul podio nel 2017 per Tamerlano di Händel e nel 2018 per La finta giardiniera. Händel torna nel 2019 con Giulio Cesare in Egitto diretta da Giovanni Antonini, mentre nelle due stagioni a venire sono in programma Agrippina e Ariodante. Nell’ottobre 2019 il complesso barocco fa il suo debutto internazionale presentando La finta giardiniera diretta da Diego Fasolis a Lugano e a Shanghai.

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Giulio Cesare in Egitto al Teatro alla Scala

Giulio Cesare è stato la prima opera di Händel mai eseguita alla Scala. Fu Gianandrea Gavazzeni a portarlo in scena nel 1956 con la regia di Margherita Wallmann e un cast prestigioso che comprendeva Nicola Rossi Lemeni come Giulio Cesare, Virginia Zeani come Cleopatra, Franco Corelli come Sesto, Giulietta Simionato come Cornelia e Mario Petri come Tolomeo. Da allora il Piermarini ha ospitato diversi titoli d’autore, ma Giulio Cesare torna in scena solo oggi. Quella di Gavazzeni fu un’operazione coraggiosa per l’epoca, anche se l’approccio filologico sarebbe venuto diversi anni più tardi: al taglio dello stesso titolo (non più “in Egitto”) corrispondevano le trasposizioni per voci di tenore e basso delle parti destinate ai castrati e abbondanti omissioni in partitura, così che oltre un terzo della musica che ascolteremo nei prossimi giorni risuona alla Scala per la prima volta.

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