Il Teatro alla Scala ricorda Jessye Norman

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Jessye Norman
Foto di Erio Piccagliani

La direzione e tutti i lavoratori del Teatro alla Scala hanno appreso con profondo dolore la notizia della scomparsa di Jessye Norman, artista miracolosa per mezzi vocali, intelligenza musicale e sensibilità interpretativa che si colloca tra i massimi raggiungimenti dell’arte del canto di ogni epoca.

La presenza di quest’artista nel nostro Teatro si limita a pochi indimenticabili appuntamenti. Il debutto al Piermarini avviene a ventisette anni, il 18 aprile 1972 in Aida diretta da Claudio Abbado con la regia di Giorgio de Lullo e i costumi di Pier Luigi Pizzi, al fianco di Gianfranco Cecchele come Radamès. Resterà l’unica apparizione dell’artista in un’opera alla Scala: il 22 giugno 1977 è impegnata nei Sechs Lieder di Schönberg in un concerto sinfonico diretto da Aldo Ceccato e il 9 febbraio 1981 torna insieme al pianista Phillip Moll per un recital che impagina musiche di Haydn, Berg, Poulenc e Strauss. Dopo la partecipazione in collegamento video da Parigi al Gala ‘Callas!’ organizzato da Andrea Andermann, Jessye Norman calca per l’ultima volta il palcoscenico scaligero il 22 novembre 1987 accompagnata dal pianista Geoffrey Parsons. Il recital presenta arie e Lieder di Händel, Mahler, Berg, Debussy e Strauss prima di concludersi come sempre con alcuni spiritual come bis.

Nel corso della sua straordinaria carriera, durante la quale ha collaborato con direttori d’orchestra come Herbert von Karajan, Pierre Boulez, James Levine, Lorin Maazel, Kurt Masur, Seiji Ozawa, Wolfgang Sawallisch, ha affrontato un repertorio centrato su autori come Richard Wagner e Richard Strauss ma capace di estendersi con risultati di portata storica anche a Händel e Purcell, al repertorio francese con Berlioz, Bizet, Poulenc, Debussy e al Lied, campo in cui è stata indimenticabile interprete di pagine di Schubert, Mahler e Strauss.

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