Una regione riunita dall’arte scenica

Al termine di un triennio, Piemonte dal Vivo propone una grande programmazione che fa sembrare il Piemonte più compatto

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Piemonte dal Vivo«La progettazione culturale, in quanto aspirazione al contemporaneo, è oggi alla ricerca costante di nuovi tempi e nuovi spazi che possano accogliere e costruire contenuti da un lato, intercettare nuovi pubblici dall’altro. Piemonte dal Vivo decide, come istituzione, di accettare questa sfida al cambiamento e si pone come motore per nuove progettualità, in luoghi e tempi insoliti».

La dichiarazione di Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo, è la migliore sintesi del progetto triennale della Fondazione: una riflessione sul dove e sul quando, che implica un considerevole lavoro sul come, che non perde di vista il vero fulcro della sfida di Piemonte dal Vivo che nel 2020 chiuderà i tre anni di lavorazione: il pubblico.

Se il concetto di “territorialità” viene inteso come principio di co-progettazione degli eventi insieme agli enti partner, le platee degli spettatori continuano a essere l’unico metro e l’unico comune denominatore per la programmazione, che per la stagione entrante arricchisce i cartelloni di città come Cuneo, Pinerolo, Savigliano, Tortona e Vercelli l’alacre attività della Fondazione. E a prescindere dai numeri evidenziati dallo stesso Negrin, durante la Conferenza stampa di mercoledì 23 ottobre, le virtù delle iniziative si misurano anzitutto in termini “scenici”.

Dal piccolo schermo al grande Teatro

Una prima misura della grandezza della proposta regionale si rapporta con i molti nomi noti che compaiono sui cartelloni: a cominciare da Ale&Franz, in scena al Teatro Civico di Vercelli il 20 novembre e al Teatro Concordia di Venaria il 23 gennaio; lo stesso palco ospiterà Angela Finocchiaro il 23 marzo, mentre in tutto il Piemonte si alterneranno artisti del calibro di Simone Cristicchi, Nino Formicola e Max Pisu, Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero.

Ritorna una regia di Jurij Ferrini per il nuovo testo di un altro volto strappato alla televisione come Natalino Balasso, lavorando ancora insieme e ancora su Goldoni in I due gemelli, dopo il successo dell’anno scorso de La locandiera.

Un cartellone dal grande richiamo mediatico: come se la televisione si sia ridotta a fare da vetrina promozionale per promuovere le apparizioni sceniche dei suoi noti personaggi.

Per un teatro in musica

Alla stagione del teatro piemontese si affianca una fitta offerta concertistica: tra il jazz nostrano di Peppe Servillo e Fabrizio Bosso e il jazzista d’adozione Julian Oliver Mazzariello, la Bandakadabra si esibirà al Teatro Milanollo di Savigliano il 14 marzo e al Teatro Magnetti di Ciriè il 14 maggio, la Banda Osiris a Novi Ligure il 4 aprile.

Quindi il Torino Jazz Festival Piemonte si allargherà anche nella seconda edizione fuori dal capoluogo, e secondo un criterio analogo si espanderanno le proposte di festival come Piano Echos, Alba Music Festival e Glocal Sound, vetrina della giovane musica d’autore, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Torino e i Conservatori di Musica.

Per la musica in teatro

Ovvero teatro-canzone: i rapporti tra la musica e l’attorialità rimandano alla memoria di Giorgio Gaber, da cui Elio ha portato in scena Il Grigio per la regia di Giorgio Gallione al Teatro Civico di Tortona.

Ma musica in teatro rimanda soprattutto alla danza, di cui Piemonte dal Vivo è da sempre viva promotrice in qualità di capofila del RTO che abita il centro di residenza della Lavanderia a Vapore di Collegno. A percorrere il Piemonte durante la prossima stagione saranno la compagnia Spellbound Dance Ballet, a Casale Monferrato e a Novi Ligure, e la Michele Merola Dance Company, ad Asti, Tortona, Verbania e Vercelli.

L’impegno di Piemonte dal Vivo per estendere e coinvolgere i pubblici non si ferma alla programmazione regionale, in ogni caso: l’imperativo di altri luoghi, altri tempi si declina nel progetto CANTASTORIE 2.0, percorso di formazione per giovani attori condotto da Davide Lorenzo Palla per portare l’atto teatrale nei bar e nei pub; oppure ancora nel progetto DANCING MUSEUMS/MUSEO VIVO, che lo inserisce in contesti museali per diffondere i linguaggi artistici innovativi.

Il merito della Fondazione presieduta dalla Presidente Angelica Corporandi d’Auvare e dal Direttore Matteo Negrin si potrà anche misurare con i numeri che giustamente sono stati sciorinati in Conferenza stampa; ma se il Piemonte appare più compatto e coordinato dal punto di vista dell’offerta culturale, il beneficio che ne deriva prescinde i numeri e si sostanzia tanto nei ricchi cartelloni dei Teatri, quanto nelle mirabili iniziative.

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