Work in progress nel duet Karczag/Albanese Stalker Company

Andato in scena al Teatro Due di Parma

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Karczag/Albanese Stalker
Foto di Andrea Macchia

Il Teatro Due di Parma ospita il Progetto Birds Flocking di Daniele Albanese/Stalker Company, insieme alla performer americana Eva Karczag, artista indipendente, da oltre 30 anni, impegnata nella ricerca, esplorazione e divulgazione sulle tecniche di movimento consapevole e l’improvvisazione corporea, con cui anche Albanese, allievo attento della Karczag, ha attinto per costruire in itinere il suo personale percorso di comunicazione non verbale con la danza movimento nel contesto teatrale.

Nel nome della Company di Albanese, “Stalker”, il sostantivo che definisce un individuo affetto da disturbo della personalità, spinto da azioni persecutorie e ossessive verso un’altra persona, si pone come provocazione nell’atto urgente di un bisogno di comunicare con il linguaggio della danza, tracciando una strada per costruire la propria cifra stilistica.

Karczag/Albanese Stalker Il progetto fluido sul tema del volo degli uccelli in migrazione è il risultato di workshop, ed esiti performativi plurimi che hanno dato luogo al duet Albanese-Karczag. Un dialogo volto ad esplorare il movimento cinetico nello spazio in tutte le sue direzioni, alto-basso, avanti-dietro-lato.

Mentre per i principi di Laban sullo spostamento nella diagonale degli opposti e dell’uomo inscritto in un icosaedro, si determina, un po’ come per l’uomo Vitruviano di Leonardo, le proporzioni e connessioni tra spazio-tempo, peso corporeo e flow flusso di tensione dell’uomo/danzatore, in relazione tra il centro del corpo e lo spazio che lo contiene. Nell’azione scenica di Albanese e Karczag il motore che li unisce nello spostamento è un filo conduttore di energia sottile fatto di pieni e vuoti da colmare, sempre in connessione con il proprio asse corporeo, guidati dalle braccia (gomito-spalla), come grandi ali d’uccello.

Karczag/Albanese Stalker La Karczag, già danzatrice in seno alla Compagnia di Trisha Brown (1979-85), forte della tecnica Alexander e divulgatrice della stessa, quale processo di rieducazione posturale e consapevolezza corporea per l’equilibrio della postura e del movimento anche nell’atto delle attività quotidiane, si muove leggera e sinuosa, radicando il proprio centro come richiede la pratica dei Qi gong e taji, nello spazio scenico.

Albanese in sintonia accoglie nel silenzio del disegno luci di Fabio Sajiz, in penombra, la danza fluida e minimale della coppia, portandola in una dimensione aerea, altrove, “Elsewhere”, come recita il titolo della scrittura coreografica, tanto quanto, non solo per metafora, lo stato d’animo dei popoli in migrazione percepiscono lo smarrimento delle direzioni delle proprie radici.

Un profondo disagio umanitario che i popoli, ancora oggi, vivono con grande sofferenza emotiva si evoca con le originali sonorità di Luca Nasciuti, tra voci, mormorii, note lunghe e sospese.

Mentre il senso animale si sofferma sul come librarsi nell’aria e prepararsi alla partenza. Anche gli studi più recenti sono riusciti a svelare il perché della disposizione a forma di V degli stormi degli uccelli quando migrano. Con precisione assoluta e aerodinamica, la formazione a freccia in volo conferisce agli uccelli un generoso risparmio di energia, sfruttando anche l’aria spostata dalle ali del vicino per sostenersi in volo planato o battente.

Nella libertà, l’ordine, la regola e l’equilibrio delle cose, in natura, come nella vita, si presentano per ricordare all’uomo l’importanza del dialogo come nutrimento interiore psicocorporeo, e il movimento esteriore di apertura verso l’evoluzione di un processo creativo artistico e culturale più consapevole.

ELSEWHERE Compagnia Stalker/Daniele Albanese Produzione Nanou Associazione Culturale

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