Requiem per Charles Percy Snow

Marco Malvaldi porta a teatro un suo romanzo sulla differenza di opinione e sul legame di sangue

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L’infinito tra parentesi
Foto di Simone Di Luca

Nel 1963 appariva il saggio Le due Culture di C.P. Snow, lamentando una distanza abissale tra una concezione matematica e razionale del mondo e la sua descrizione poetica e letteraria. Due culture, due modi antitetici di concepire la realtà che, a distanza di mezzo secolo, sembrano non aver trovato ancora un terreno comune.

Il romanzo di Marco Malvaldi L’infinito tra parentesi (2016) sembra riferirsi direttamente alle polemiche intra-accademiche di Snow, delineando la storia di due fratelli, Francesca e Paolo Borghese, docenti universitari separati da vocazioni per culture opposte e apparentemente inconciliabili. Malvaldi è scrittore e chimico, d’altra parte, già tirato dalla fede per l’arte e dalla propensione alla scienza.

La riduzione teatrale si presenta come una commedia contemporanea, dominata dalla scenografia di Maurizio Balò di un salotto sovrastato dalla conoscenza, nella forma dei molti volumi che infoltiscono i molti scaffali delle librerie. Conoscenza equamente ripartita tra le “due Culture”, perché gli interpreti, fratelli a loro volta, Maddalena e Giovanni Crippa possano assieparsi dietro i bastioni intellettuali delle loro perorazioni, combattendo un duello che non può trovare soluzione.

Tra le alte mura della conoscenza rappresentate dalle librerie svettano due lavagne, due campi da battaglia da cui i fratelli fendono, parano, affondano, a difesa della propria vocazione accademica; e siccome la miglior difesa è l’attacco, l’opposizione assume presto le fattezze di un conflitto di famiglia, stoccate e finte nel nome di lettere e numeri dietro il continuo rinfacciarsi di antichi torti e colpe, emozione contro ragione.

Eppure, i fratelli Crippa/Borghese – lei umanista lui scienziato – sono in fondo come le due metà della mela platonica, due parti uguali di uno stesso intero diviso. La vacillante candidatura di Paolo a Rettore dell’Ateneo cui entrambi fanno parte rimane una sottotrama che si sviluppa accanto al duello fraterno: le tensioni si risolvono nel riappacificamento e nella ricongiunzione delle due Culture. Con buona pace di Charles Percy Snow.

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L’infinito tra parentesi

di Marco Malvaldi

con Maddalena Crippa, Giovanni Crippa

regia Piero Maccarinelli

scene Maurizio Balò

luci Alessandro Macorigh

musiche Antonio Di Pofi

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/Teatro della Toscana – Teatro nazionale/Mittelfest 2019

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