Rumors

In scena fino all’8 dicembre 2019 al Teatro San Genesio di Roma

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RumorsProduzione Compagnia Teatrale Sogni di Scena

di Neil Simon

regia di Emilia Miscio

traduzione di Maria Teresa Petruzzi

con Massimo Folgori, Laura Pacini, Simone Giulietti, Ambra Lucchetti, Alberto Mosca, Giulia Maria Gallo, Valerio Giordano, Federica Preite, Daniel Patricelli, Emanuele Grassetti

Direttore di Scena Simona Borrazzo

Fonica Giorgia Caredda

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La cena non è pronta e gli ospiti si stanno precipitando nella dimora borghese che li ospiterà, la servitù sembra essersi smarrita tra una bottiglia e l’altra da portare sul luogo della scena (del tentato delitto?), e cosa più rilevante, il proprietario dell’appartamento è imbrattato di sangue a causa di una ferita d’arma da fuoco finita accidentalmente all’orecchio. L’elegante appartamento che vediamo, ricco di stanze (fino a che punto segrete?) è di proprietà dei coniugi Brock: Charley, il misteriosamente ferito è vice sindaco di New York, e Myra, nascostasi chissà in quale angolo. Sono in corso i preparativi per il festeggiamento del decimo anno di anniversario del loro matrimonio. Quale modo migliore di festeggiare se non quello di rendere partecipi tutti i migliori amici della loro borghesia bene? Il cugino Glenn e la gelosa moglie Cassie, i coniugi avvocati Ken e Chris Gorman, Lenny e la moglie Claire, il buffo psicanalista Ernie e la moglie Cocca Cusack. Ogni cosa precipita sempre più e al contempo si slega dai pregiudizi che ciascun personaggio ruffianamente ha, nel tentativo di perseguire un’idea della verità del tutto personale. Qualsiasi ideale umano va a farsi benedire e la farsa prende il sopravvento in maniera decisa e barbosamente concitata, dentro uno sbattente chiacchiericcio che per alcuni frangenti rimanda a Lubitsch, soprattutto in quell’incessante e perpetuo aprire e sbattere delle porte che sullo sfondo della corposa scena, reclamano più e più volte la concentrazione dello spettatore. Come a voler indicare: “Guardate e ascoltate attentamente ma non credeteci più di tanto, perché tanto tutto accade dietro quelle stesse porte e non lo vedrete mai”.

Il forsennato rincorrersi, nel goffissimo tentativo di rifuggirsi, designa i caratteri in maniera piuttosto netta. La scrittura di Neil Simon, noto commediografo e sceneggiatore cinematografico, brillantemente ingarbugliata e felicemente innestata nelle paure e nelle ritrosie dell’uomo medio americano, sconfitto nelle maglie di relazioni nate troppo presto o finite ancor prima del tempo, nell’ostentazione bighellonante del voler tendere ad apparire in un altro da sé per il terrore di rivelare debolezze mal assortite, in Emilia Miscio la si riscopre con brio, degno humour, leggerezza, confacente ritmo e smodate prestazioni recitative, idiozia. E ci tengo a soffermarmi su quest’ultima parola che sembra prendere il sopravvento nel corso della rappresentazione umoristica, facendo sì che scivoli a più riprese verso l’aprioristico nonsense. L’effetto finale è pletorico e tanto più tagliente e icastico.

I rumors del titolo, meglio intesi come pettegolezzi, hanno il concreto obiettivo di conficcarsi poco amorevolmente nella tua testa, col fastidioso scopo di sconquassarti le cervella. La mente si confonde, offrendo il lasciapassare a una piccola grande menzogna proferita per verosimile.

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