Tommaso Sacchi a Tel Aviv

Il Presidente del Teatro della Toscana Keynote Speaker alla conferenza internazionale "Art under examination

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Tommaso Sacchi
Foto di Filippo Manzini

Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, alla Moda e al Design del Comune di Firenze e Presidente della Fondazione Teatro della Toscana, domani, martedì 3 dicembre, sarà Keynote Speaker alla conferenza internazionale Art under examination della Coreographer Association di Tel Aviv. Il suo intervento avrà per titolo Firenze: cultural strategies for a long-lasting balance between historical heritage and contemporary challenges. Il tema del prestigioso incontro è riflettere sul modo in cui i meccanismi di finanziamento pubblico in Israele e all’estero affrontano la valutazione della qualità artistica e sostengono gli artisti.

Porterò l’esempio della riattivazione di spazi pubblici – afferma Sacchi alla vigilia della partenza – attraverso lo studio e la ricerca sui linguaggi del corpo e della danza, della rete dei nostri festival cittadini. Testimonierò – aggiunge – l’apertura a dinamiche relazioni internazionali e parlerò delle future traiettorie del nostro Teatro della Pergola”.

Firenze è la prima città in Europa per creatività e cultura secondo il Cultural and Creative Cities Monitor, sulla base di criteri specifici: non la quantità di beni culturali, ma la vivacità culturale, la «cultural vibrancy». Nella scorsa legislatura, in cui Tommaso Sacchi ha affiancato il Sindaco Dario Nardella come Capo della segreteria culturale e Curatore dell’Estate Fiorentina, sono stati aperti una media di 3 spazi culturali all’anno, per un totale di più di 15 spazi di cultura restituiti alla città di Firenze.

Tra i principali fronti su cui Sacchi intende lavorare, nel suo ruolo di indirizzo e rappresentanza del Teatro della Toscana, c’è quello della Fondazione come porta d’Europa: un luogo di residenze internazionali, coproduzioni con i grandi teatri, ospitalità dei protagonisti della scena contemporanea, per marcare una fortissima identità europea, nel segno di una nuova narrazione che parta dalla città delle arti e dal protagonismo del suo teatro.

Per questo, appena nominato Presidente, si è impegnato a siglare, insieme al Direttore Generale Marco Giorgetti, la carta Carta 18-XXI con Emmanuel Demarcy-Mota, Direttore del Théâtre de la Ville di Parigi. La carta è un impegno a strutturare un rapporto tra Italia e Francia, fortemente indirizzato ai giovani, di coproduzione, di stimolo, di iniziative comuni, come il recente Mary Said What She Said con Isabelle Huppert diretta da Robert Wilson, sold out per tre sere alla Pergola nell’ottobre scorso.

L’accento sul futuro passa anche attraverso un secondo fronte, quello della didattica teatrale: Firenze svilupperà ulteriormente progetti come quello de iNuovi, dedicato alle nuove figure nel mondo del teatro. È un progetto pilota che ha permesso alle nuove generazioni di gestire il teatro nella sua filiera più complessa: è stato affidato loro il Teatro Niccolini di Firenze, dall’ideare gli spettacoli fino a calcarne la scena.

Per quanto riguarda, inoltre, il ruolo del teatro in città, la Pergola deve essere un motore che, solido della fiducia e dell’attenzione che ha ricevuto e continua a ricevere in Italia e all’estero, aiuti tutta la città a raccontarsi e a ospitare grandi protagonisti: quest’anno, solo per citarne alcuni, Gabriele Lavia, Renato Carpentieri, Glauco Mauri, Giuseppe Battiston, Vinicio Marchioni.

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