Eternal Rhythm

Dal 7 al 9 febbraio all'Auditorium di Milano

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John Axelrod
Foto di Paolo Dalprato

Franz Liszt Orpheus

Avner Dorman Eternal Rhythm

Richard Wagner Tristano e Isotta, versione sinfonica

Percussioni Simone Rubino

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore John Axelrod

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Due ospiti illustri all’Auditorium di Milano per il concerto di venerdì 7 febbraio (ore 20.00) e domenica 9 febbraio (ore 16.00): il direttore d’orchestra di fama internazionale John Axelrod e il virtuoso delle percussioni Simone Rubino, impegnati, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, in un programma che spazia dal Romanticismo ai giorni nostri: l’Orpheus, il quarto dei dodici poemi sinfonici composti da Franz Liszt eseguito per la prima volta il 16 febbraio del 1854 ed ispirato alla figura di Orfeo delineata dal filosofo Pierre-Simon Ballanche in Orphée nel 1829; la suite orchestrale tratta dal Tristano e Isotta di Richard Wagner, un compendio delle parti strumentali della leggendaria opera che il genio di Bayreuth compose tra il 1857 e il 1859, cambiando la storia della musica; e Eternal Rhythm, da cui prende il nome l’appuntamento, una composizione per percussionista solista e orchestra di Avner Dorman, compositore israeliano classe 1975 la cui musica utilizza una gamma ritmica estremamente varia e complessa. Con questa composizione si misurerà il suo dedicatario, il solista Simone Rubino, percussionista brillantemente lanciato nel concertismo mondiale, il cui obiettivo, collaborando con numerosi compositori contemporanei, è da sempre quello di ampliare il repertorio esistente per percussioni e orchestra. Una gioia per i compositori poter destinare a uno strumentista del genere i propri lavori. Di lui ha scritto la Neue Zürcher Zeitung: “Il modo in cui gestisce, maneggia, suona e accarezza i vari strumenti a percussione dell’orchestra dà l’impressione che Simone Rubino sia in grado di ottenere ogni sfumatura timbrica immaginabile”. Una padronanza tecnica assoluta che giustifica senz’altro il fatto che in Eternal Rhythm Rubino debba suonare crotali, glockenspiel, marimba, vibrafono, timpani, tom-tom, lattine e campanacci (oltre a intonare con la voce un testo ebraico dell’XI Secolo). Insomma, una celebrazione dell’enorme gamma timbrica ottenibile dagli strumenti a percussione, nonché un vero e proprio excursus nelle possibilità ritmiche che stanno alla base della musica.

Torna a dirigere l’orchestra il Maestro John Axelrod, che dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi è stato in passato Direttore Principale Ospite.

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Conferenza

Il concerto di venerdì 7 febbraio sarà preceduto alle ore 18.00 da una conferenza introduttiva nel foyer della balconata dell’Auditorium. Ingresso libero.

Biglietti: euro 15.00/36.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari d’apertura: mar./dom. ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2.

on line: www.laverdi.org / www.vivaticket.it

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Venerdì 7 febbraio 2020, ore 20.00

Domenica 9 febbraio 2020, ore 16.00

Auditorium di Milano, largo Mahler

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Programma

Franz Liszt Orpheus, Poema sinfonico n.4

Di tutti i poemi sinfonici di Franz Liszt, questo era il preferito di Richard Wagner. Liszt, già Kapellmeister del Teatro di Corte di Weimar, vi diresse l’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck nel febbraio del 1854, nella versione di Berlioz. In questo adattamento erano previsti due brani sinfonici composti ad hoc da Liszt stesso. Uno di questi due brani, l’unico realizzato, divenne il suo quarto poema sinfonico, l’Orpheus, dedicato alla principessa Carolyne Sayn-Wittgestein e ispirato alla figura di Orfeo delineata dal filosofo Pierre-Simon Ballanche in Orphée nel 1829.

La composizione, che guarda alla figura di Orfeo come civilizzatore dell’umanità attraverso la bellezza dell’arte, è in forma-sonata e ruota attorno a due temi. Il secondo, meno energico del primo, è un leitmotiv che oscilla tra modo maggiore e modo minore. Questo poema sinfonico si chiude richiamando il finale di Orphée di Ballanche: Orfeo scompare tra le nuvole dopo aver lasciato agli uomini il compito di applicare i suoi insegnamenti. Dopo un cromatismo ascendente, il poema termina infatti con un pianissimo dell’orchestra che va piano piano spegnendosi.

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Avner Dorman Eternal Rhythm (2018)

Commissionata ad Avner Dorman dalla Norddeutscher Rundfunk e dal Festival George Enescu di Bucarest, Eternal Rhythm è una composizione per percussionista solista e orchestra, suddivisa in cinque sezioni: Adagio con espressione – With a flexible rubato – Scherzo – Adagio con espressione – Presto con brio.

Le più esatte sul pezzo sono certamente le parole del compositore: “Ciascuno dei movimenti richiama l’idea generale della serie armonica, un’infinita serie di oscillazioni, in modi diversi, mentre il solista si alterna tra una grande varietà di strumenti. La musica del Gamelan di Bali ispira molto del primo movimento, organizzando un numero finito di intonazioni all’interno di cicli ritmici complessi. Come nella musica Gamelan, sono molto presenti le sonorità di tastiere metalliche. Il secondo movimento si apre con un’espressiva melodia cromatica. Via via che il movimento si sviluppa emergono sempre più spirali e linee melodiche, a creare una rete complessa. Il terzo movimento, ritmico e spigoloso, è strutturato come un botta e risposta tra solista e orchestra. Scale ascendenti in ritmi sincopati si combinano a creare un movimento energico e vivace. Il cuore del pezzo è il quarto movimento, basato su un testo ebraico dell’XI Secolo. Questo testo avanza profonde domande riguardo all’interazione tra gli esseri senzienti e il mondo fisico, ribaltando figurativamente i ruoli della coscienza e della fisicità. A questo punto della composizione realizziamo che il ritmo dell’universo e il ritmo della vita sono la stessa cosa, e che la nostra esperienza del mondo è inevitabilmente connessa alla pulsione dell’universo e all’oscillazione di materia ed energia. La composizione finisce con un movimento esuberante, una celebrazione della vita, dell’energia e dell’onnipresente ed eterno ritmo.”

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Richard WagnerTristano e Isotta, versione sinfonica

La suite orchestrale estrapolata dal Tristano e Isotta consiste in un compendio dei numeri esclusivamente strumentali presenti nell’opera di Richard Wagner, eseguita per la prima volta il 10 giugno 1865 al Teatro Nazionale di Monaco, segnando un punto di svolta rispetto all’uso tradizionale dell’armonia tonale: si tratta infatti di una musica caratterizzata da un’inesauribile tensione, resa possibile attraverso l’insistenza su un cromatismo destinato a influenzare la musica di fine secolo, e anche oltre. Emblematico è quanto detto da Giulio Confalonieri: “Il Tristano ha infettato la musica di un bacillo che nulla, nemmeno le più moderne penicilline, sono ancor riuscite ad eliminare del tutto.” Si tratta di uno dei punti di partenza della disgregazione armonica a cui assisteremo nel Novecento, con la dodecafonia e l’atonalità. Un nuovo tipo di tecnica compositiva è quella che Wagner usa nell’invenzione melodica, che non serve più per comporre in forma “chiusa”, ma viene pensata in funzione di una forma “aperta” (melodia infinita). Viene infatti usata la tecnica del Leitmotiv, ovvero l’associazione di un’idea musicale diversa per ogni personaggio o soggetto rilevante della storia, che con la sua potenza evocativa conduca immediatamente l’ascoltatore in una determinata situazione psicologica. Talvolta i Leitmotiv sono rappresentati anche soltanto da pochissime note; altre volte sono di dimensioni maggiori e possono anche trovarsi uniti fra loro.

Friedrich Nietzsche scrive di Richard Wagner: “Egli conosce un suono per le segrete, misteriose, profonde oscurità dell’anima, quando causa ed effetto sembrano privi di connessione e quando in qualsiasi momento qualcosa può sorgere dal nulla…sì, quale Orfeo di ogni segreta desolazione egli è il più grande di tutti”.

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Biografie

Avner Dorman Compositore

Avner Dorman scrive musica di complessa fattura e con una tecnica compositiva rigorosa, espressi con una voce sentimentale e singolare. Nativo di Israele e residente negli Stati Uniti, Dorman incarna una grande varietà di influenze culturali e storiche nel comporre, facendo così risultare la sua musica di notevole impatto emozionale e sempre in cerca di nuovi territori. Usa un ampio e vario vocabolario ritmico, così come timbri e colori unici, sia nei lavori orchestrali, che in quelli cameristici e solistici. Molte delle sue composizioni sono entrate stabilmente nel repertorio. La musica di Dorman viene eseguita da grandi direttori in tutto il mondo, tra cui Zubin Mehta, Christoph Eschenbach, Riccardo Chailly e Andris Nelsons, e solisti del calibro di Pinchas Zukerman, Gil Shaham, Martin Grubinger e Hilary Hahn. Durante la stagione 2019/2020 orchestre come la Boston Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Israel Philharmonic Orchestra e la National Arts Centre Orchestra hanno presentato e presenteranno nuove prime assolute di questo compositore, e la sua nuova opera debutterà al Theater Dortmund. La stagione 2019/2020 è iniziata con la prima esecuzione assoluta del suo Doppio Concerto, con Pinchas Zukerman, Amanda Forsyth e la Boston Symphony Orchestra dirette da Asher Fisch. Più tardi nell’ambito di questa stagione questa composizione ha ricevuto la sua prima esecuzione canadese con la National Arts Centre Orchestra diretta da Pietari Inkinen. Nell’aprile del 2020 si terrà la premiére israeliana dello stesso pezzo, con la Israel Philharmonic Orchestra diretta da Nirmrod David Pfeffer. La Chicago Symphony Orchestra, diretta da James Gaffigan insieme alla solista Cynthia Yeh, ha eseguito la prima assoluta statunitense di Eternal Rhythm in ottobre. Poche settimane prima, Dorman ha diretto la premiére rumena della stessa composizione, al Festival Enescu di Bucarest insieme al solista Simone Rubino, dedicatario del pezzo. L’ultima opera di Dorman, intitolata Die Kinder Des Sultans, è basata su libretto di Ingeborg von Zadow, sarà eseguita in prima mondiale in Aprile del 2020 al Theater Dortmund. Quest’opera tratta della storia di due bambini e della loro avventura per ritrovare il padre in una landa desolata, ed è dedicata ad un pubblico di tutte le età, e tratta le tematiche dell’identità, della diversità, della famiglia e dell’amore. La prima opera di Dorman, intitolata Wahnfried, che ha ottenuto un grande interesse mediatico ed è stata definita “un capolavoro” dalla rivista “Opernwelt”, è tornata a Karlsruhe nella stagione 2017/2018 per una seconda edizione come parte delle messe in scena del ciclo completo dell’Anello di Wagner alla Badisches Staatsoper. Il lavoro è stato nominato finalista nella categoria delle Prime Mondiali agli International Opera Awards del 2018. Nel 2018 Dorman ha vinto il Premio Azrieli per la Musica Ebraica (Azrieli Prize for Jewish Music) per il suo secondo Concerto per violino, intitolato Nigunim. Una parte del Premio ha consistito nella pubblicazione del pezzo a livello commerciale nel settembre del 2019, eseguito dalla solista Lara St. John con l’Orchestre Clasique de Montréal diretta da Boris Brott. Il concerto riceverà contestualmente la sua prima esecuzione europea con la Czech National Symphony Orchestra diretta da Steve Mercurio, e con la Sinfonia Varsovia al Museo della Storia degli Ebrei Polacchi di Polin, in Polonia. La recente incisione del suo Letters from Gettysburg è uscita nel giugno del 2019, acclamata da pubblico e critica. Allan Kozinn, del “Wall Street Journal”, ha descritto il pezzo come una “straziante partitura per coro, soprano, baritono e ensemble di percussioni” ed ha aggiunto che “lo stile di Dorman è coloristico ma disciplinato, uno stile intensamente concentrato sul soggetto da rappresentare. L’autore ha creato un lavoro che fa appello alla sensibilità pacifista mostrando la devastazione della guerra.” Amir Mandel di Haaretz ha scritto che “Dorman spinge l’uso di effetti musicali fino al loro estremo, ma raggiunge un lavoro che è bellissimo all’orecchio ed emozionalmente molto intenso.” Susan Miron di “Art Fusede” ha scritto che questo pezzo è “un inquietante lavoro in cinque movimenti che eleva l’esperienza di un uomo come memoria di tutte le vittime di guerra.” La Stagione 2018/2019 ha visto numerose prime esecuzioni assolute: Nigunim, per violino e orchestra, il Doppio Concerto, Eternal Rhythm, Still (Concerto per violino n.3) eseguito in prima assoluta da Sayaka Shoji con la CityMusic Cleveland diretta dal compositore, e Now, una breve video-opera commissionata dalla Houston Grand Opera. Altre prime assolute della stagione 2017/2018 sono: Boundless, frutto della prima collaborazione con la Houston Grand Opera; la suite For Solo Violin, commissionata dal Concorso Musicale Internazionale ARD di Monaco; Four Marimbas, commissinata da Jianli Percussion; e Dancing with the Torah at Mount Meron, commissionata dal duo pianistico ZOFO. A 25 anni Dorman è diventato il più giovane compositore a vincere il prestigioso Prime Minister’s Award israeliano, per la sua Ellef Symphony. Ha vinto numerosi premi internazionali dall’ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers) e dell’ACUM, e dalla Lega dei Compositori Asiatici. La sua musica è disponibile su Naxos, Deutsche Grammophone, Canary Classics, e altre etichette. Detiene attualmente un dottorato in Composizione alla Juilliard School e lavora come Professore Associato di Teoria Musicale e Composizione al Sunderman Conservatory of Music del College di Gettysburg.

La sua musica è pubblicata in esclusiva dall’editore G. Schirmer.

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Simone Rubino Percussioni

Simone Rubino, che ha brillantemente vinto l’ARD-Musikwettbewerb nel 2014 e ha ricevuto il Crédit Suisse Young Artists Award al Festival di Lucerna nel 2016, fa parte di una nuova generazione di percussionisti che si sono affermati nel mondo dei concerti classici. Si impegna ad ampliare il repertorio percussivo e collabora con compositori come Carlo Boccadoro, Avner Dorman, Adriano Gaglianello e Aziza Sadikova.

Nella stagione 2019/20, Rubino eseguirà Eternal Rhythm di Dorman, che ha debuttato nel 2018 con la NDR Elbphilharmonie Orchester, al George Enescu Festival di Bucarest e con la Filarmonica Arturo Toscanini. La passione di Simone Rubino per il nuovo repertorio si riflette anche nella prima esecuzione assoluta del concerto per percussioni di Boccadoro L’elettricità dei sogni, che si terrà nel febbraio 2020 con l’Orchestra della Toscana e Daniele Rustioni a Firenze. Inoltre, apre la stagione della Staatsoper Hannover con Speaking Drums di Peter Eötvös sotto la direzione di Kevin John Edusei e collabora con la Konzerthausorchester Berlin sotto la direzione di Michael Sanderling, la Tiroler Symphonieorchester diretta da Kerem Hasan, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, diretta da John Axelrod e la Filarmonica Arturo Toscanini con il direttore Yves Abel. Suona in varie formazioni cameristiche (tra cui Lucas & Arthur Jussen, Alexej Gerassimez e Simon Höfele) ad Amsterdam, Berlino, Vienna, Dortmund, Firenze e in tournée in Italia con Enrico Dindo.

Il fortunato album di debutto di Rubino Immortal Bach giustappone la terza suite per violoncello di Bach, trascritta per marimba con opere contemporanee di Xenakis, Piazzolla, Cage e altri. Con il suo corrispondente programma di recital è ospite in numerosi festival come il Schleswig-Holstein Musik Festival, Heidelberger Frühling, Thüringer Bachwochen, Bachfest Leipzig e MDR Musiksommer nel 2019 e 2020.

Nell’agosto 2019 è stato pubblicato il nuovo album di Simone Rubino che ha registrato insieme al Windsbacher Knabenchor con il titolo “Water and Spirit” al SONY Classical. Il programma sarà eseguito nel febbraio 2020 alla Elbphilharmonie di Amburgo.

Rubino si è esibito come solista con i Wiener Philharmoniker, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, hr-Sinfonieorchester, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Münchner Philharmoniker, SWR Symphonieorchester, Netherlands Philharmonic Orchestra, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo. Nel 2019 ha girato la Cina con l’Orchestre National de Lyon e Tan Dun. Ha inoltre lavorato con direttori quali Zubin Mehta, Gustavo Gimeno, Tugan Sokhiev, Santtu-Matias Rouvali, Manfred Honeck, Joshua Weilerstein, Elim Chan e Francesco Angelico.

Oltre alle sue apparizioni come solista, la musica da camera ha un ruolo importante nella vita musicale di Simone Rubino, come dimostrano i suoi concerti con il trombettista Simon Höfele, le pianiste Katia e Marielle Labèque e Beatrice Rana. È ospite gradito in festival rinomati come “La Folle Journée” in Francia e Giappone, Rheingau Musik Festival, Schwetzinger Festspiele, Schleswig-Holstein Musik Festival, Musical Olympus in Russia e Pfingstfestspiele a Baden-Baden.

Nato a Torino nel 1993, ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi nella sua città natale prima di trasferirsi a Monaco di Baviera per studiare con Peter Sadlo. Simone Rubino ha tenuto una cattedra presso l’Haute École de Musique de Lausanne e una visiting professor presso l’Akademie der Künste di Berlino dal settembre 2019. È Consulente Artistico della serie Fasano Musica.

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John Axelrod Direttore

Con un repertorio estremamente vasto, programmi innovativi e un carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno sinfonico e operistico. La sua tecnica persuasiva è acclamata dalla critica così come le sue capacità comunicative con le orchestre e con il pubblico.

Dal 2014 è Direttore Principale e Direttore Artistico della Real Orquesta Sinfónica de Sevilla (ROSS), incarichi estesi fino alla Stagione 2019-2020. Altre posizioni ricoperte nel tempo sono quelle di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi” (2011-17), Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (2009-2013), Direttore Principale e Musicale della Luzerner Sinfonie Orchester e del Teatro di Lucerna (2004-2009), Direttore Musicale della “Hollywood in Vienna” (2009-2011) con la ORF Radio Orchestra, Direttore Principale della Sinfonietta di Cracovia (2001-2009), Fondatore e Direttore Musicale della OrchestraX di Houston, Texas (1998-2003).

Sin dal 2001, John Axelrod ha diretto oltre 165 orchestre nel mondo, 30 titoli d’opera e 50 prime assolute. Fra le orchestre con cui collabora regolarmente figurano la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, la NDR Symphony di Amburgo, la hr-Sinfonieorchester di Francoforte, la Dresden Philharmonie, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Torino, il Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestre de Paris, la OSI di Lugano, l’Orchestre Philharmonique Royal di Liegi e la Mariinsky Orchestra. In Giappone, John Axelrod dirige regolarmente la NHK e la Kyoto Symphony, e negli USA ha diretto spesso la Chicago Symphony, la Los Angeles Philharmonic, la National Symphony e la Columbus Symphony e la Philadelphia Orchestra. Nella stagione 2018/19 ha debuttato con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e con la Filarmonica della Scala.

Tra i prossimi impegni il debutto con la RTVE Orchestra di Madrid e il ritorno alla Filarmonica della Scala, all’Orchestra Sinfonica della Rai, alla Netherlands Philharmonic, alla Kyoto Symphony, alla Belgrade Philharmonic, alla Graz Philharmonic, alla Prague Radio Symphony, e ai Festival Enescu e Grafenegg.

In ambito operistico, ha diretto Candide di Bernstein al Théâtre du Châtelet, al Teatro alla Scala e al Maggio Musicale Fiorentino, Eugene Onegin al Teatro San Carlo di Napoli, Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny di Kurt Weill al Teatro dell’Opera di Roma, Mirandolina di Martinü al Teatro La Fenice di Venezia, la premiere di Lo Specchio Magico di Fabio Vacchi al Maggio Musicale Fiorentino, La traviata all’Opera di Firenze. Tra il 2004 e il 2009, al Festival di Lucerna ha diretto: Rigoletto, The Rake’s Progress, Don Giovanni, Three Penny Opera, Falstaff e Idomeneo. Nella prossima stagione dirigerà Un romano a Marte di Montalti al Teatro dell’Opera di Roma.

John Axelrod, inoltre, dirige spesso opere in forma di concerto e collabora regolarmente con artisti di fama internazionale quali Nadja Michael, Thomas Hampson, Rinat Shaham, Veronique Gens, Ramon Vargas e Wallis Giunta.

John Axelrod incide regolarmente sia il repertorio di tradizione che quello contemporaneo per etichette quali Sony Classical, Warner Classics, Ondine, Universal, Naïve e Nimbus. Con la Telarc, l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi e i solisti Dame Felicity Lott, Wolfgang Holzmair, Indra Thomas e Nicole Cabell ha pubblicato un album che include Sinfonie di Brahms e Lieder di Clara Wieck intitolato Brahms Beloved.

Appassionato sostenitore delle nuove generazioni di musicisti, John Axelrod collabora con diverse orchestre giovanili professionali ed è stato Direttore Principale del Pacific Music Festival di Sapporo anche nel 2019 in occasione del centenario dalla nascita di Bernstein. In tournée ha diretto la Santander Orchestra in Polonia, la Schleswig-Holstein Festival Orchestra al Salzburg Festival, l’Orchestra Giovanile Italiana in Italia, l’Orchestra dell’Accademia della Scala a Muscat, the NordDeutsche Junge Philharmonie in Germania, e la Vienna Jeunesse Orchester in Austria.

Nel 1982 ha studiato con Leonard Bernstein, nel 1988 si è laureato alla Harvard University e nel 1996 ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo con Ilya Musin.

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