F. Perdere le cose

Il 31 gennaio e 1° febbraio al Teatro Cantiere Florida, Firenze

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F. Perdere le cose
Foto di Luca Del Pia

scritto da Kepler-452 (Aiello, Baraldi, Borghesi)

regia Nicola Borghesi

dramaturg Enrico Baraldi

in scena Tamara Balducci, Nicola Borghesi, e, da qualche parte, F.

luci Vincent Longuemare

spazio Vincent Longuemare, Letizia Calori

costumi Letizia Calori

video Chiara Caliò

musiche Bebo Guidetti

suono Alberto Irrera

coordinamento Michela Buscema

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

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Dopo la felice esperienza di Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso, andato in scena dal 21 al 26 gennaio al teatro Fabbrichino di Prato, la compagnia emiliana Kepler-452 porta in scena venerdì 31 gennaio e sabato 1 febbraio al Teatro Cantiere Florida F. Perdere le cose; una nuova indagine intorno a una biografia e un nuovo tentativo di coinvolgere sul palco il protagonista della storia, tentativo, in questo caso, fallito.

F., infatti, è un protagonista che non può entrare in scena, che non può nemmeno essere nominato per intero, ma indicato da una sola iniziale puntata. F. è una storia che nasce da un incontro avvenuto ai margini del tessuto urbano, là dove tende a sfrangiarsi, in un dormitorio per senzatetto. Un incontro, quello con F., affascinante, perturbante, difficilmente raccontabile. Proprio intorno a queste difficoltà si dipana lo sforzo di Nicola Borghesi che cerca, in scena, di ricostruire quello che è accaduto nel corso di due mesi d’inverno trascorsi insieme a F., di relazionarsi con un assente, ragionando ad alta voce insieme agli spettatori. F. è anche una decisa e imprecisa collezione di dispositivi per evocare un protagonista mancato per un motivo ridicolo: lo smarrimento dei documenti, che può diventare, oggi, simile alla perdita della propria identità. Kepler-452 si muove tra le leggi dello Stato cercando di misurarne gli effetti sulla vita degli esseri umani, sospesi ancora una volta tra illuminismo e magia.

Kepler-452b è il pianeta più simile alla Terra che sia mai stato scoperto.
Kepler-452 è una stella molto simile al Sole.
Kepler è il telescopio che ha scoperto tutto questo.
Kepler-452 è uno strumento per guardare mondi possibili e abitabili, ma molto lontani.

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Kepler-452 nasce nel 2015 a Bologna dall’incontro tra Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Paola Aiello.
Il nostro lavoro si incardina su due assi principali: da una parte l’urgenza di rivolgerci ad un pubblico preciso (quello, per intenderci, poco incline a entrare nelle sale teatrali), realizzando spettacoli e organizzando festival, rassegne, laboratori, pubblico dal mondo della musica indie rock; dall’altra indagare e mettere in scena le vite e le biografie di non professionisti, magnificandone le identità sulla scena. Kepler-452 ha fondato e organizza Festival 20 30, che dal 2014 ha coinvolto, attraverso spettacoli e laboratori, centinaia di giovani bolognesi, nell’ambito della stagione dell’Oratorio di San Filippo Neri curata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Mismaonda. La prima produzione di Kepler-452 è “La rivoluzione è facile se sai COME farla”, nata in collaborazione con Lo Stato Sociale, la band che ha trasformato radicalmente il mondo dell’indie rock italiano. Lo spettacolo tocca nel 2016, a pochi mesi dal debutto, più di 25 piazze in Italia, quasi tutte sold out, muovendosi tra teatri e club musicali e raccogliendo un pubblico spesso assente dalle sale teatrali, quello degli under 30. Tra il 2015 e il 2017 produce due format di teatro partecipato: “La rivoluzione è facile se sai CON CHI farla”, in cui si tenta di raccontare prospettive rivoluzionarie contemporanee attraverso i corpi e le voci di rivoluzionari incontrati nel corso delle ricerche, e “Comizi d’amore”, progetto che indaga luoghi e identità di non professionisti attraverso le domande dell’omonimo documentario di Pasolini. I due format sono stati replicati in diverse forme e contesti: Bè-Bologna Estate, Teatro Pedrazzoli, Accademia Perduta-Romagna Teatri, Dominio Pubblico, Agorà-Liberty Associazione, Teatro Laura Betti. Nelle estati 2016 e 2017 realizza per Ravenna Festival “L’inferno dei viventi”, un progetto laboratoriale per attori e scenografi alla ricerca degli inferni personali dei partecipanti e di quelli collettivi, che viviamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Nel 2017 si occupa della produzione e organizzazione della mostra “Causerie” del collettivo artistico Calori&Maillard, in collaborazione con Arte Fiera e il Museo MAMbo di Bologna. Nel 2017 produce, sempre nell’ambito di Festival 20 30, “Lapsus urbano-Rimozione forzata”, un percorso audioguidato che indaga il panorama urbano della periferia bolognese, e“Manifesto” spettacolo che coinvolge in scena alcuni partecipanti a gruppi di visione e direzione artistica di festival under 30 da tutta Italia, interrogandosi sul senso e le ragioni del proprio impegno teatrale. A marzo 2018 debutta presso la Sala Thierry Salmon dell’Arena del Sole di Bologna lo spettacolo “Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso” in cui l’opera di Cechov si mescola alla storia vera di una famiglia di sgomberati (una produzione di ERT- Emilia Romagna Teatro Fondazione). Ad aprile 2018 va in scena, sempre per Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, lo spettacolo “Sotto i sampietrini c’è la spiaggia”, un’indagine teatrale sull’eredità del movimento del ’68 cinquant’anni dopo, e sul senso oggi della parola utopia nell’immaginario dei giovani.

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prezzo del biglietto € 15,00 (ridotti € 12,00, € 9,00, € 8,00)

contatto biglietteria 055 71 35 357

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