Teatro Pime (Milano): ecco gli spettacoli di gennaio

Il 18 gennaio è in programma "Separazione" di Tom Kempinski, con la celebre coppia Marina Thovez e Mario Zucca; il 24 gennaio, per la Giornata della memoria, è in scena "Le signore dell'orchestra" in ricordo di quella formata ad Auschwitz da 47 deportate

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Sabato 18 Gennaio: ‘Separazione’ di Tom Kempinski con la celebre coppia Marina Thovez e Mario Zucca

Venerdì 24 Gennaio, per la Giornata della memoria: ‘Le signore dell’orchestra’ in ricordo di quella formata ad Auschwitz da 47 deportate, dirette dalla violinista ebrea Alma Rosé, nipote di Mahler.

Con le Cameriste Ambrosiane, Silvia Giulia Mendola e Rachel O’Brien. Drammaturgia curata da Andrea Zaniboni.

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Dopo il sold out di Natale con il concerto Gospel, riprende a Gennaio la nuova Stagione Teatrale del Centro Pime di Milano, con due spettacoli che mettono al centro l’umano e la relazione.

SeparazioneSABATO 18 GENNAIO, la celebre coppia formata da Marina Thovez e Mario Zucca porta in scena Separazione di Tom Kempinski per una produzione a cura di Ludus in Fabula: è la storia di Sarah, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, separati appunto, da un oceano. I due non si conoscono, ma il destino intreccia le loro esistenze. Sarah vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama al telefono per chiedergli il permesso. Tutto finirebbe qui se non fosse che lo scrittore, da tempo bloccato sulla pagina bianca, malato di agorafobia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. E Sarah ha una particolarità che la rende in grado di identificarsi con la protagonista della commedia di Joe meglio di chiunque altro. Attraverso l’oceano e i fili del telefono tra i due nasce una sorprendente amicizia, e finalmente s’ incontrano… La vita è coraggio, ci dice l’ autore, e Separazione è in realtà la storia di un commovente, fragile avvicinamento. Si tratta di una commedia originalissima: sono 8 telefonate. 8 momenti cruciali della vita dei due protagonisti, 8 gradini di conoscenza. In una struttura a episodi l’ autore ci inchioda con un’ altalena di sentimenti drammaturgicamente fortissima. Nella vita siamo tutti separati: ogni piccolo egoismo, ogni paura, ogni trauma subito sono una barriera che ci allontana dagli altri e dalla felicità. Non possiamo eliminare le nostre debolezze, ma possiamo innamorarci dei difetti degli altri. Kempinski usa humor e leggerezza e i due autori hanno fatto tesoro degli spunti comici che il testo offre.

Orchestra AuschwitzVENERDÌ 24 GENNAIO, per celebrare La giornata della memoria, Le Cameriste Ambrosiane portano in scena uno spettacolo-concerto che celebra e ricorda una insolita orchestra: quella formata ad Auschwitz da 47 donne deportate, dirette da Alma Rosé, eccezionale violinista ebrea, nipote di Gustav Mahler. Di essa fece parte anche Fania Fenélon, musicista francese, arrivata al campo nel Gennaio del 1944. Fania Goldstein, in arte Fenélon, era una pianista e famosa cantante di cabaret. Quando arrivò ad Auschwitz scoprì subito che la musica avrebbe potuto salvarle la vita. Entrò così nell’orchestra del lager, tutta femminile, che aveva il compito di allietare gli ufficiali SS, accogliere i nuovi prigionieri e accompagnare le detenute al lavoro. L’altra protagonista è Alma. Lei si concentra sull’esecuzione. Deve essere perfetta, regalare momenti sublimi. Per questo è severa e costringe tutte a prove estenuanti. Entrambe le donne si devono confrontare col progressivo spegnersi di ogni senso di solidarietà e compassione tra le altre detenute, al loro chiudersi in drammatici egoismi dettati da scontri di razza, classe e religione, ma soprattutto da fragilità e disperazione umane. Lo spettacolo è un viaggio tra le musiche e i vissuti di questa comunità umana, un cammino nelle tenebre illuminato solo dalla bellezza della musica eseguita, che diventa motivo di speranza, di memoria, di futuro. Fania infatti riuscirà alla fine a realizzare il suo sogno più grande: “Sopravvivere e ricordare per far sapere al mondo“. In scena con Le Cameriste Ambrosiane anche l’attrice Silvia Giulia Mendola e il mezzosoprano Rachel O’Brien per una drammaturgia curata da Andrea Zaniboni. E’ prevista anche una replica mattutina dedicata alle scolaresche (info 02.43.822.534).

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Milano, Teatro PIME, via Mosé Bianchi 94, ore 21 (Metro Lotto)

Ingresso € 16 intero / € 12 convenzioni / € 10 ridotto fino a 30 anni, maggiori di 65 anni e allievi scuole di teatro.

Posti disponibili 600. Possibilità di acquisto online su www.teatropime.it

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Un teatro nel nuovo Centro PIME

Il nuovo Centro PIME di Milano è stato realizzato a seguito della dismissione del polo romano dell’Istituto anche per dare più servizi.

Il teatro PIME, intitolato a Padre Gheddo (600 posti, ingresso da via Mosè Bianchi 94), presenta un proprio cartellone, sotto la direzione artistica di Andrea Zaniboni.

Il Museo Popoli e Culture è stato ampliato e arricchito di installazioni multimediali; una video-installazione permette di conoscere da vicino i 450 missionari del PIME oggi presenti in 18 Paesi in tutti i Continenti.

Nella stessa area si accede alla Libreria e allo Store per lo shopping equo e solidale e dei prodotti delle cooperative sociali attive in Italia.

Nello stesso spazio c’è anche una caffetteria culturale dove ascoltare testimonianze e musica dal mondo.

Aperte alla città, con particolare attenzione ai giovani studenti, la Biblioteca con il suo patrimonio di 43.000 volumi, una nutrita emeroteca, una sala lettura; infine, è disponibile una nuova sala polivalente e altri spazi per appuntamenti culturali e proposte per il tempo libero (calendario su www.pimemilano.com).

Il PIME pubblica la rivista Mondo e Missione.

L’Ufficio Educazione Mondialità del PIME organizza attività con i ragazzi delle scuole e degli oratori.

La scelta di sobrietà e risparmio economico di riunire in un’unica sede tutta la realtà PIME è quindi mirata a incrementare l’attività missionaria in Italia e all’estero garantendo anche un maggior sostegno ai padri e ai laici operanti tra i bisognosi nelle periferie del mondo.

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