“Vortex” e “L’après-midi d’un foehn”

Dal 30 gennaio al 2 febbraio al Teatro India, Roma

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Vortex
Foto di Jean-Luc Beaujault

La singolare e affascinante Phia Ménard, regista, artista performativa, danzatrice e giocoliera francese, incontra gli spazi del Teatro India con due spettacoli gemelli, trasformando il palcoscenico in un territorio di sperimentazione, di sfida e di ribellione alla normalità”. In scena negli stessi giorni, dal 30 gennaio al 2 febbraio, in alternanza al mattino e alla sera, le performance fanno entrambe parte delle Pièces du vent e sono rivolte a pubblici differenti: concepito per i bambini (e per gli adulti) è il lieve e sospeso L’après-midi dun foehn, soltanto per adulti e invece Vortex, in cui eros e thanatos si impastano in una danza di liberazione.

«Non nova, sed nove» («Non inventiamo nulla, lo vediamo in modo diverso») è il motto della compagnia fondata nel 1998 dalla Ménard, Non Nova, che negli anni ha tracciato un percorso fra i palcoscenici e assieme ai pubblici internazionali indagando il concetto di identità, sfidando le convenzioni, attraversando i generi, alla ricerca di una forma espressiva che rivendica una difesa fiera ed esplicita del diritto di essere fuori norma, anormale. Ridisegnare limmagine spettacolare della giocoleria a vantaggio di un nuovo rapporto con il pubblico, ridisegnare le regole della pratica artistica, ridisegnare le linee di confine dellidentità personale: ecco la chiave della poetica del lavoro scenico a tutto tondo di una regista che ha fatto della sua arte un campo di battaglia. «Personalmente non penso che lartista sia lì per cambiare il mondo, ma può portare lo sguardo dello spettatore su un particolare del mondo. Lutopia mi è necessaria per fare arte. Ho scelto da che parte stare: preferisco difendere larte, in qualsiasi sua forma, contro la cultura del business che non vede nellopera che un prodotto per il consumo. Ai risultati convenzionali preferisco i processi della ragione, quelli che difendono le specificità dei singoli e delle loro azioni. E per questo motivo che invito il pubblico a vivere delle battaglie che sa in anticipo di perdere, piuttosto che esserne soltanto spettatore. Voglio trattare largomento in maniera radicale, cercando di evitare di essere didascalica, per garantire liberta di immaginazione agli spettatori. Mi confronto con i limiti, corporei ed emotivi, per esperire delle reazioni. Amo mettere il pubblico alla prova». Dal 2008 Phia Ménard ha concentrato la sua ricerca sugli elementi naturali: lacqua, il ghiaccio, il vento. Sono così nate le Pièces de glace e le Pièces du vent. «Con il vento abbiamo lavorato in maniera pragmatica e lo abbiamo testato attraverso numerosi tentativi che hanno più a che vedere con lartigianato che con la ricerca scientificaracconta Phia Ménard Esattamente come il ghiaccio, il vento e un elemento instabile. Il vento rende nervosi, e freddo. Ci chiede, a noi umani, di adattarci a lui, e non il contrario. In questo senso ci obbliga a non possederci, a mollare la presa sulla nostra volontà di controllare tutto. Bisogna lasciargli lo spazio e allo stesso tempo non perdere il filo dei propri propositi. Qualsiasi cosa si faccia, lui non risponde mai allo stesso modo». Quello di Phia Ménard è un teatro che nasce dal desiderio di far vivere agli spettatori esperienze inaspettate, animato dalla profonda convinzione che la complessità della vita necessiti di una visione multidisciplinare per interpretare la natura ibrida delle società del nostro tempo. 

Vortex nasce attorno al concetto di injonglabilité (negazione del gioco di destrezza, della giocoleria), una pratica che flirta con il rigore delle leggi naturali: così Phia Ménard gioca con gli elementi invisibili per eccellenza, laria e il vento. In questa performance- installazione dalla coreografia suggestiva, linterprete, circondata da ventilatori che generano un vortice, come in una gabbia con delle belve da domare, ingaggia una lotta-danza con il soffio-gorgo fin quando la plastica entra in scena per danzare con lei la propria partitura su brani musicali di Ivan Roussel. «Sotto quanti strati ci copriamo per apparire al mondo? riflette Phia Ménard Chi può rivendicare la propria anormalità”? Chi si nasconde in noi, assopito, in superficie o nelle profondità dellessere? Come apparire quello che siamo? Voglio lottare contro una morale della paura e della stigmatizzazione. Pensare lanormale come qualcosa di diverso dal dolore e dalla sofferenza. Nellarena di Vortex le regole non esistono, o meglio sono volontariamente false per aprire la nostra percezione al bisogno di affrancarsi dai tabu, con il vento come materia fluttuante, per sfuggire dalla pesantezza e svegliare “l’Alien” che dorme, sepolto sotto ununiforme in prestito. […] C’è la bellezza, il disgusto, anche la dominazione: sensazioni violente che ci ricordano che siamo vivi. La violenza fa parte di noi, sotterratela e uscirà fuori sempre più forte. E meglio esorcizzarla. Ma se c’è della violenza in Vortex, e catartica». In questo spettacolo metamorfico, al centro di un metaforico occhio del ciclone, Phia Ménard doma il vento. 

L’après-midi dun foehn, invece, è un racconto coreografico dal grande impatto visivo, per grandi ma soprattutto per i più piccoli, in cui una burattinaia-demiurgo fa uso dellazione rinvigorente del vento per animare delle curiose marionette ideate dallartista a partire da semplici buste di plastica. Al centro di una arena di ventilatori si crea leffetto di una corrente turbinosa, e trasportate da questo soffio le piccole creature colorate si animano e sinvolano danzando nellaria: il fauno si trasforma qui in «foehn», vento transalpino secco e caldo che agita, scuote e fa piroettare il curioso esercito di ballerini. Uno spettacolo raro, battuto dai venti e da una spirale di ninfe colorate, ma anche un racconto poetico a passo di danza sulle note di tre opere musicali di Claude Debussy (L’aprèsmidi d’un faune, Nocturnes, e Dialogue de la Mer et du Vent), condotto dalle mani sapienti di una direttrice dorchestra che incanta il pubblico con pochi, semplici oggetti: un cappotto, un paio di forbici, un rotolo di adesivo, un bastone e un ombrello traslucido.

Martedì 28 gennaio (ore 19.30) al Teatro India si terrà un incontro pubblico con Porpora Marcasciano, la favolosa creaturache sin dagli anni Settanta racconta il suo percorso personale e politico di scoperta e trasformazione, come protagonista del movimento transessuale. Così come la coreografa, danzatrice e giocoliera Phia Ménard parla di trasformazione con il doppio spettacolo Vortex e L’après-midi dun foehn, Porpora Marcasciano con il suo corpo e attivismo è da sempre impegnata a ricucire le trame di una storia che la cultura dominante aveva tentato di oscurare: Il fatto stesso di esistere era un crimineracconta nel suo libro L’aurora delle trans cattive storie sguardi e vissuti della mia generazione transgender. Tra Napoli, Roma e Bologna, Porpora Marcasciano parla della forza rivoluzionaria che risiede nella possibilità di abitare il corpo desiderato e di raccontarlo.

Pioniera e protagonista del movimento transessuale in Italia, Porpora Marcasciano è presidente onorario del MIT (Movimento Identità Trans) di cui è stata fondatrice e attivista fin dagli anni Settanta. Ricopre inoltre la carica di vice presidente dellONIG (Osservatorio Nazionale Identità di Genere). Dal 2008 dirige Divergenti Festival del Cinema Trans tra le principali rassegne di cinema specialistico in Europa. Si occupa della raccolta di fonti orali e documentazione per la ricostruzione di una storia trans. In qualità di esperta partecipa a convegni e seminari in Italia e allestero.

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30 gennaio I 2 febbraio 2020 _ ore 21 _ TEATRO INDIA 

VORTEX
Biglietti: intero 20,00 _ ridotto 14,00 _ durata 50 minuti

 

31 gennaio 2020 _ore 10.30 _ TEATRO INDIA 

1 e 2 febbraio 2020 _ ore 11 e ore 16 _ TEATRO INDIA 

L’APRÈS-MIDI D’UN FOEHN
Biglietti: intero 10,00 _ ridotto bambini 7,00 _ durata 50 minuti / dai 4 anni

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PROMOZIONE STRAORDINARIA

Vortex + L’Après-midi d’un foehn

vedi entrambi gli spettacoli a 20 €

scrivendo a community@teatrodiroma.net

scrivere nell’oggetto: Phia Ménard con l’indicazione delle date scelte

dal lunedì al giovedì entro le ore 18.00 e il venerdì entro le ore 16.00

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TEATRO INDIA_ Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) – Roma 

Biglietteria Teatro di Roma _ tel. 06.684.000.314 _ www.teatrodiroma.net  

 

Teatro India

30 gennaio 2 febbraio 2020

Una coppia di spettacoli dellaffascinante regista, artista performativa e giocoliera francese Phia Ménard

trasforma India in un terreno di rivendicazione del diritto di essere fuori norma: al centro di un’arena di ventilatori i due racconti coreografici

incanteranno pubblici diversi con L’après-midi dun foehn per bambini e Vortex per adulti.

PHIA MÉNARD

Vortex _ 30 gennaio I 2 febbraio

L’Après-midi dun foehn _ 31 gennaio I 1 e 2 febbraio

 

TRANS CATTIVE _ Incontro con PORPORA MARCASCIANO
Martedì 28 gennaio (ore 19.30) al Teatro India

modera Giulia Crispiani

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