L’indimenticabile “Ghost” arriva nei teatri italiani fra illusionismo e fedeltà estrema all’amata pellicola

Andato in scena al Teatro EuropAuditorium di Bologna

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Ghost
Foto di Attilio Marasco

Sono passati esattamente trent’anni da quel 1990 che consacrò sull’olimpo holliwoodiano la pellicola cinematografica Ghost, che valse alla straordinaria Whoopi Goldberg il Golden Globe come attrice non protagonista e vinse anche come migliore sceneggiatura. Lo stesso sceneggiatore Bruce Joel Rubin adatta la versione musical della pellicola, in Italia diretta da Federico Bellone.

È un musical pensato e messo in scena sulla falsa riga del film: simili le scenografie (anch’esse curate dal regista), fedeli le atmosfere e la caratterizzazione psicofisica dei due giovani protagonisti Mirko Ranù (Sam) e Giulia Sol (Molly). Originali invece la maggiorparte delle musiche arrangiate da Dave Stewart e Glen Ballard, fresche e trascinanti. Il leit motiv musicale, presente all’inizio e ripetuto integralmente durante l’omonima scena del vaso di creta modellato dai due innamorati, Unchained Melody dei Righteous Brothers.

La travagliata storia d’amore dei due protagonisti, interrotta dall’uccisione di Sam per denaro, viaggia sul palco intervallata dalle canzoni che non aderiscono del tutto al tessuto drammaturgico sotteso, ad eccezione di momenti di puro teatro regalati dalla guest star internazionale Ronny Jones nei panni del fantasma dell’ospedale e dalla rivelazione di tutto il musical, Gloria Enchill, alle prese con la difficile (se non impossibile) eredità della Goldberg della truffaldina veggente Oda Mae.

Sorprendenti ma non privi di sbavature gli effetti speciali di Paolo Carta, mago dell’illusionismo, ottimo il disegno luci di Valerio Tiberi, fedele all’immaginario americano degli anni in cui è ambientata la storia.

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