laVerdi: Francesco Bossaglia in concerto

Il 23 marzo, ore 20.30, al Piccolo Teatro Studio Melato, Milano

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Francesca Bossaglia
Foto di Massimo Volta

Gabriele Manca Concerto per violino Dialoghi col respiro

Giovanni Bonato Where the whole Universe dwells

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Soprano Alice Rossi

Violino Fulvio Luciani

Direttore Francesco Bossaglia

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Il primo appuntamento de laVerdi allo Studio ha visto la pianista Pina Napolitano e il Maestro Pietro Borgonovo riscuotere un unanime consenso di pubblico e critica. Il secondo appuntamento di questo progetto frutto della collaborazione tra l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e il Piccolo Teatro Studio Melato vede laVerdi impegnata insieme a Francesco Bossaglia in un concerto dedicato al repertorio più giovane, quello nato nel corso del XXI Secolo, lunedì 23 marzo 2020 alle ore 20.30, al Piccolo Teatro Studio Melato.

Se per il primo appuntamento il focus era sul XX Secolo, con un approfondimento di due autori come Arnold Schönberg e Bruno Maderna, stavolta i compositori in oggetto appartengono ai giorni nostri. Due compositori vivi e vegeti, la contemporaneità, l’avanguardia più reale della musica. Un programma che si sviluppa in due composizioni, entrambe in prima assoluta, ed entrambe commissionate dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. La prima, il Concerto per Violino di Gabriele Manca, intitolato Dialoghi con il respiro. A confrontarsi con questa composizione è il suo dedicatario, ovvero il violinista Fulvio Luciani. L’esperienza di Luciani è messa a disposizione per la scoperta di una composizione che Manca stesso descrive così: “Atto primario, fondativo dell’esistere, primo fra tutti gli atti e ultimo. Metafora dell’articolazione musicale, arsi e tesi, del senso stesso del fare musica e del viverla nel momento del suo manifestarsi all’udito; metafora primordiale della primordiale necessità degli opposti, ci lega all’ascolto più semplice ed elementare della musica che vede proprio nel suo respirare la sua capacità di compensare due elementi incompatibili.”

Un classico tòpos delle composizioni contemporanee è il confronto col passato, soprattutto quando si tratta di forme canoniche, spesso ampliamente esplorate nella storia e di cui esistono centinaia di pietre di paragone nel repertorio. Ma Manca pone l’accento, più che sulla forma, sul binomio “Uno-tutti”, inteso però sempre all’interno del concetto della mutua compenetrazione, e non come contrapposizione ontologica: “(…) Una sorta di concerto per violino, spudorata e impertinente idea che non vuole confrontarsi con una immensa e ingombrante tradizione, ma che solamente porta con sé il principio di questo dialogo del respiro del singolo con il respiro del tutto.”

Diverso è invece il discorso per il secondo brano in programma, composto da Giovanni Bonato per soprano e orchestra, intitolato Where the whole universe dwells.(“Dove abita l’universo intero”). Un altro pezzo in prima assoluta, il cui titolo è costituito da una citazione tratta da una dichiarazione di Cavallo Pazzo, capo della nazione degli Oglala Sioux, mentre stava seduto a fumare la Sacra Pipa con Toro Seduto per l’ultima volta, quattro giorni prima di venire assassinato. Il mondo degli indiani d’America ha esercitato un notevole fascino sul compositore, che afferma: “E’ il loro messaggio di tolleranza, giustizia, pace, armonia e rispetto per l’ambiente circostante, sacralità nei confronti della natura nelle sue più svariate accezioni, che li rende a mio avviso così, anche drammaticamente, attuali.” Ed è così che questa composizione per soprano e orchestra si sviluppa in tre movimenti che delineano questi concetti così antichi e così moderni: il primo ha al centro il tema della convivenza tra diversi popoli (Treat all men alike); il secondo tratta della ricerca di un rispettoso e profondo rapporto con la natura (The Great Spirit), mentre nel terzo (Rain-Chant), unico dei tre movimenti ad essere in lingua originale, desiderio e necessità di acqua vitale si fondono con una varietà di presenze essenziali per il benessere della comunità.

Una composizione che dà spazio al talento del soprano Alice Rossi, che insieme a laVerdi scoprirà questa grande novità di Giovanni Bonato. Ancora una volta l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi si mostra in prima linea rispetto alla diffusione della musica contemporanea, non solo diffondendola, ma soprattutto commissionandola. E si tratta in fondo di una missione per laVerdi, che a proposito di musica contemporanea ha un’idea ben precisa, come emerge dalle parole del Maestro Ruben Jais, Direttore Generale e Artistico de laVerdi: “Il binomio ‘opera inarrivabile=opera di valore’ ha portato a un costante allontanamento del pubblico dalla musica contemporanea. Ricordiamoci che fino alla fine dell’Ottocento ciò che si ascoltava era sostanzialmente la musica del proprio tempo. L’operazione che cerchiamo di fare adesso è riavvicinare il pubblico ai compositori del proprio tempo, i quali spesso peraltro hanno compiuto un percorso di pulizia intellettuale, comprendendo che al di là di tutto ciò che conta in una scrittura di valore sia la comprensibilità e la fruibilità da parte di chi dovrà ascoltare questi brani.”

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Biglietti: Info e prenotazioni consultare il sito www.piccoloteatro.org, oppure presso la Biglietteria del Teatro Strehler; orari d’apertura: lun./sab.9.45-18.45, dom. 13-18.30. Biglietteria telefonica: 0242411889. Lun./sab. 9.45-18-45, dom.10-17.

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