Fuori dal teatro

Un collettivo di filmmaker, nove attori e una sola giornata di riprese per raccontare con surreale ironia le ripercussioni del coronavirus sul mondo dello spettacolo, ma anche sulla quotidianità, sul lavoro, sulla cultura e, in generale, sulla socialità

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Fuori dal teatroTeatri e cinema chiusi, spettacoli annullati, milioni di Euro persi, ma è in momenti come questo che il mondo della cultura e dello spettacolo applica la creatività per fare esercizio di resilienza. Al collettivo di filmmaker Lunastorta Produzioni è bastato un breve brainstorming e una giornata di riprese per creare Fuori dal Teatro, una mini-webserie, girata a Fermo il 2 marzo. Due delle sei puntate sono già disponibili sulla Pagina Facebook e sul canale Instagram TV di Lunastorta Produzioni, mentre le altre usciranno tra martedì 10 e sabato 14 marzo.

Che succede se i personaggi dei grandi classici teatrali si ritrovano scaraventati in strada perché i teatri sono chiusi per coronavirus? Stefano Merlini, Fabio Michettoni e Stefano Monti, già autori della docu-fiction Tratti del Createre sui teatri storici chiusi dal sisma, lo hanno chiesto a nove amici attori. Con lo stile “sporco” della camera a mano tipico del genere mockumentary, Lunastorta Produzioni porta in scena nove personaggi fuori contesto, rimasti chiusi fuori dalla loro casa, che raccontano con grottesca ironia la propria surreale visione della situazione. Le riprese hanno coinvolto gli attori Mirco Abruzzetti, Simona Ripari, Paolo Rocchi, Alessandro Nalli, Cecilia Menghini, Kevin Pizzi, Valentina Agenlini, Salvo Lo Presti e Carlo Procaccini.

«Questa crisi è particolare» commentano i creatori della webserie. «Nei momenti di emergenza tendiamo a mostrare solidarietà e vicinanza. Questa volta la vicinanza ci viene proprio preclusa: le Istituzioni ci invitano a incontrarci il meno possibile per contenere il contagio. Siamo partiti da qui, solo con un canovaccio, ma alla fine ci siamo resi conto che tutti i personaggi convergevano spontaneamente su un filone comune. Alcuni sono alla disperata ricerca di contatto, altri pensano spudoratamente solo a loro stessi. Un po’ come è successo in questi giorni. Da una parte chi fa la corsa ai supermercati, alla mascherina, all’Amuchina, perché l’importante è mettere al riparo sé stessi. Dall’altra, chi cerca disperatamente notizie rassicuranti, chi non vuole accettare le precauzioni, perché le ritiene esagerate, chi si rifiuta di credere che ci stanno davvero chiedendo di stare a distanza. Sia ben chiaro, nessuna polemica, anzi, invitiamo tutti a rispettare le misure di contenimento e ad attenersi alle direttive, noi stessi ci siamo impegnati a seguire le raccomandazioni in vigore: tutte le riprese si sono svolte all’aperto, in spazi ampi, non è stata necessaria presenza contemporanea di più di sei o sette persone, inoltre, tutti gli attori convocati vivono nei dintorni di Fermo. Questa situazione, però, fa riflettere perché mette in discussione qualcosa che diamo per scontato ancor più del cibo: la possibilità di avere rapporti interpersonali e mantenere un contatto fisico con gli altri. Il paradosso è che questo contatto fisico che adesso ci manca tanto, lo avevamo messo un po’ da parte, convinti di poter sostituire la fisicità con la virtualità. Fuori dal Teatro può essere letto come un ordine o semplicemente come un’amara costatazione: un invito a guardare cosa succede quando ci togliamo la maschera della quotidianità».

Fuori dal Teatro riflette sulle contraddizioni della socialità e, in particolare, sulla sempre minore capacità di provare empatia, di sentire la propria responsabilità sociale e di valutare le conseguenze che le proprie azioni hanno per l’intera comunità. Oltre all’aspetto sociale, naturalmente c’è anche quello economico. Con la chiusura di cinema, teatri e musei, il mondo della cultura sta subendo un brutto colpo, così come il turismo e molti altri settori. Situazione aggravata dal fatto che, nella maggior parte dei casi, i lavoratori dello spettacolo godono di pochissime tutele, indipendentemente dall’emergenza.

«Ovviamente si tratta solo di un esperimento realizzato in tempi brevissimi, soprattutto per tenere alto il morale, che in momenti come questi è importantissimo» concludono Merlini, Michettoni e Monti «ma non escludiamo che il progetto possa avere un seguito, in attesa di superare l’emergenza e poter tornare a vivere di persona i luoghi della cultura».

Questo è Fuori dal Teatro: una surreale parodia dei nostri paradossi, per riflettere e riderci un po’ su.

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Link al materiale multimediale:

Episodio 1: https://www.facebook.com/lunastortaproduzioni/videos/201364054509222/

Episodio 2: https://www.facebook.com/lunastortaproduzioni/videos/4125523604140496/

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