I promessi sposi ovvero: questo spettacolo non s’ha da fare

Il 6 e 7 marzo, ore 21, al Teatro di Rifredi, Firenze

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I promessi sposi
Foto di Enrico Gallina

produzione Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale

riduzione teatrale da Alessandro Manzoni di Angelo Savelli

regia di Angelo Savelli e Ciro Masella

con Federico Calistri, Olmo De Martino, Antonio Lanza, Fabio Magnani, Simone Marzola, Diletta Oculisti, Elisa Vitiello

musiche di Federico Ciompi

assistenti alla regia Pietro Grossi e David Cintolesi

spettacolo in abbonamento Il teatro? #bella storia!

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Una fresca Compagnia composta da giovani attori porta in scena, al Teatro di Rifredi il 6 e 7 marzo alle ore 21, I PROMESSI SPOSI ovvero: questo spettacolo non s’ha da fare una spigliata riduzione teatrale, curata da Angelo Savelli, del celeberrimo romanzo di Alessandro Manzoni che mette in luce una delle più originali, ma spesso ignorate, peculiarità del capolavoro manzoniano: l’ironia. La regia è firmata a quattro mani dallo stesso Savelli con Ciro Masella.

L’idea di partenza di questa trasposizione teatrale de “I Promessi Sposi” è la convinzione che dentro questo grandioso romanzo storico ci sia in realtà una deliziosa commedia: o meglio due. La prima è la commedia della gente semplice, quasi una “commedia dell’arte” in cui due umili innamorati cercano tra mille peripezie di fare la cosa per loro più naturale: sposarsi. La seconda è la commedia delle umane passioni, una commedia filosofica, dove un’intera umanità di popolani e di signori, di buoni e di cattivi, di galantuomini che aspirano a far del bene senza riuscirci e di malvagi che s’ingegnano a far del male senza riuscirci, arranca, tra gli accidenti della Storia, verso un approdo dove solo un occhio esterno ed imperscrutabile – la Provvidenza? il Caso? – distribuisce premi e punizioni. Per raccontare la prima, tutta azione e travestimento, strepito e finzione, si è inscenato un piccolo teatrino dalle cadenze scherzose. Per raccontare la seconda si è spogliato questo teatrino fino alla nudità esistenziale delle vite dei personaggi.

Nella prima domina il Seicento, il secolo della sistematica violazione del Diritto, rappresentato nello spettacolo da tre figure emblematiche: Azzeccagarbugli, l’avvocato che non fa giustizia ma la ingarbuglia per venderla al miglior offerente, Don Abbondio il prete che non segue la religione ma le intimazioni dei prepotenti e Don Rodrigo, il nobile che non governa i suoi sudditi ma sottrae loro le mogli. Il culmine catastrofico della prima commedia è “la notte degli inganni” che è anche il momento a partire dal quale la seconda prende il sopravvento. In questa seconda commedia non c’è quasi più azione ma piuttosto la deriva dei personaggi: tra questi Don Ferrante e Donna Prassede, ingiustamente considerati personaggi minori. Ambedue le commedie confluiscono poi nell’immancabile lieto fine, nel quale però – come nota Giovanni Macchia – “si respira un’aria che turba”. Infatti su tutti e tutto si stende l’ala della Provvidenza che, come un grande occhio indifferente alle passioni umane, getta il suo sguardo fatale sul compiersi degli eventi.

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PER INFORMAZIONI

055/422.03.61 – www.toscanateatro.it

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PREZZI

Ingresso intero € 16,00 – ridotto € 14,00

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PREVENDITA

Teatro di Rifredi dal lunedì al sabato (ore 16:00 – 19:00) | biglietteria@toscanateatro.it

Circuiti BoxOfficeToscana e Ticketone | Online www.boxofficetoscana.itwww.ticketone.it

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Teatro di Rifredi

via Vittorio Emanuele II, 303 – 50134 Firenze

tel. 055/422.03.61

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