Elisa e Davide vs la Quarantena

Cosa succede quando due attori coinquilini si trovano chiusi in casa per tanto, troppo tempo

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Elisa Vitiello e Davide ArenaElisa Vitiello e Davide Arena sono due attori fiorentini, classe 1994. Come tutti noi, sono stati colti impreparati da questa pandemia e dalle sue conseguenze. I teatri chiusi, le tournée sospese, la quarantena. All’improvviso, si sono ritrovati protagonisti di un esperimento sociale degno delle più rinomate università americane: cosa succede quando due giovani, prorompenti attori di teatro si trovano chiusi in casa? Per soddisfare l’interesse scientifico dei pochi e l’implacabile curiosità dei molti ci hanno permesso di entrare virtualmente nella loro casa, nella loro storia e ci hanno regalato le cinque regole d’oro per la sopravvivenza in quarantena. Un prontuario a prova di teatranti. Così è, se vi par poco…

Alessandra Manenti

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Come ogni buona storia che si rispetti, anche la nostra è iniziata al liceo. Andavamo nella stessa classe, abbiamo iniziato a fare teatro nello stesso corso, il primo vero lavoro da attori professionisti lo abbiamo fatto insieme e insieme abbiamo ottenuto il primo riconoscimento teatrale importante della nostra vita, vincendo il Premio Scenario Infanzia 2018 con “STORTO” di inQuanto teatro.

Adesso, da quasi un anno, siamo anche coinquilini. Mai ci saremmo immaginati, col senno di poi, di aver scelto il periodo migliore per convivere: con chi altro vorreste passare la quarantena se non con uno dei vostri migliori amici? Tanto più se siete due attori disadattati e a cui vengono in mente una valanga di idee da realizzare. Nella vita reale non stiamo un attimo fermi, essere attori di teatro giovani e riuscire a vivere di questo, significa avere molti lavori diversi e diversi datori di lavoro, prove di spettacoli differenti ma nella stessa giornata, correre da una parte all’altra, avere tournée e calendari da incastrare continuamente: insomma un lotta per la sopravvivenza, un po’ come per tutti (ma che ci riserva anche tante soddisfazioni). E quindi, immaginandoci di essere in una serie tv o in un film che esiste solo nel nostro cervello, vi portiamo in: Elisa e Davide vs la Quarantena – guida infallibile per superare una reclusione forzata (col minimo dei danni collaterali)

Ci facciamo ridere da soli – in teatro c’è sempre quel piccolo problema che ti devi esibire davanti ad un pubblico e quindi fare cose che possano interessare più persone e che non facciano ridere soltanto te. Bene, vedete un pubblico nel nostro appartamento? No. Anche perché sennò ci arresterebbero. Davide fa ridere Elisa, Elisa fa ridere Davide. Problema risolto.

2 – Scoprire il magico mondo dei social – Se qualcuno pensa che essere attori e fare gli youtuber o gli influencer sia la stessa cosa ecco, si sbaglia di grosso. Essere accattivanti sui social non è per niente facile, soprattutto per noi che siamo abituati a studiare un copione, provare per settimane etc etc… Ci siamo confrontati anche noi con le stories su Ig, dove facciamo vedere stralci della nostra convivenza, esperimenti culinari, facciamo video dove ci improvvisiamo coreografi specializzati in sederi e lip-sync su David Bowie.

Molti ci hanno detto di voler venire a passare la quarantena insieme a noi, Elisa e Davide rispondono: a vostro rischio e pericolo!

3 – Riscoprire gli autori russi – Dal momento che con la quarantena non hai più nessuna scusa per essere ignorante, abbiamo deciso di affrontare le nostre resistenze: leggendoci ad alta voce i classici della letteratura russa. Non è stato facile combattere l’inibizione che ti creano 600 pagine scritte fitte e la frustrazione nel confondere i personaggi dai plurimi nomi e patronimici annessi, ma ci siamo accorti che tra una serie tv e l’altra, mentre uno dei due prepara la cena o simili, ci stanno benissimo! Per ora abbiamo fronteggiato Bulgakov e Dostoevskij e neanche ve lo stiamo a dire: ti migliorano la giornata! Esperimento familiare o di coppia da provare assolutamente.

4 – Imparare a fare qualcosa di nuovo – Abbiamo imparato a cucinare, nell’ordine: i ravioli cinesi, gli udon giapponesi, la Sacher torte, i biscotti al cioccolato più buoni del mondo (solo la prima infornata, secondo la legge della fortuna dei principianti: non siate tracotanti, la seconda volta verranno immangiabili), una torta di rape rosse che stiamo ancora digerendo, il casatiello napoletano che è subito sopra la torta, un dolce per persone che vogliono rimanere in forma, con carote e mandorle. Nelle varie ed eventuali ci mettiamo: body painting, contact juggling, usare la coloreria per tingere abiti vecchi, etichettare tutti i barattoli presenti nella casa – ma proprio tutti! – usando la sacra arte del decoupage, farsi un orticello di piante aromatiche sul terrazzo.

5 – Gestire i sensi di colpa – Se come a noi, la quarantena vi ha portato a dormire di giorno e vivere di notte (come a volte già ci succedeva), avrete sicuramente notato quanto è più soddisfacente mangiare alle ore più disparate. E mentre consumate il terzo involtino di pollo fritto nello strutto sgranocchiando pop-corn iniziate a pensare che la quarantena non durerà in eterno e che la vostra linea – se mai ne avete avuta una – ormai è distrutta per sempre. A questo punto si aprono due scenari possibili: chiudersi in bagno a piangere sulla tazza mangiando gelato e ascoltando “Blue” di Joni Mitchell, che è più o meno il modo con cui Elisa affronta i problemi, o fare come Davide: mettervi addosso la cosa più indiana che avete e darci dentro di yoga, meditazione, salto con la corda e sudare tutti i sensi di colpa.
Non stiamo dando una soluzione, ma due possibilità. E se la risposta, come spesso accade, fosse a metà strada?

Bene, scemenze a parte – anche se è difficile metterle da parte, con tutto questo tempo libero – il teatro ci manca. Ci manca e crediamo di non essere gli unici a cui manchi profondamente. Da questo periodo di riposo un po’ forzato noi, e come noi tanti artisti, non vediamo l’ora di ripartire più rigenerati che mai e speriamo che questo possa essere il momento giusto, in cui anche il paese getti uno sguardo diverso sulla funzione della cultura e dell’arte. Crediamo che il teatro potrà farci ritrovare tutta la voglia di vivere e condividere le cose, riscoprire quell’umanità che trovi seduta accanto in platea e che riconosci sul palco, sulla cui salvaguardia dobbiamo sempre vigilare specie in momenti così difficili.

Dopotutto come abbiamo imparato, e come saprete anche voi se seguirete i consigli del punto 3, il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij afferma: “La bellezza salverà il mondo”.  E noi crediamo profondamente che sia così.


Elisa Vitiello e Davide Arena

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