I classici dell’Elfo online: “Sogno di una notte di mezza estate”

Il 16 aprile sulla piattaforma Vimeo del Teatro dell'Elfo

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Sogno di una notte di mezza estateProseguono per tutto aprile le pubblicazioni online delle produzioni del Teatro dell’Elfo: in arrivo tre storici successi che hanno segnato la storia del gruppo. Si accede alla piattaforma Vimeo dal sito del teatro: www.elfo.org.

Il teatro è una cosa viva, che si manifesta tra persone vive. Un incontro tra esseri umani. Ma in questo tempo difficile e sospeso, in attesa di poter nuovamente incontrare il pubblico nelle sale dell’Elfo Puccini, abbiamo provato a condividere le emozioni del palcoscenico in modo diverso, mettendo a disposizione di tutti gli spettatori le riprese video di alcuni spettacoli degli anni passati. E il successo che questa iniziativa sta avendo, con 15.000 visualizzazioni, ci fa pensare che ci sia, sempre e comunque, bisogno di teatro.

Giovedì 16 aprile Sogno di una notte di mezza estate, diretto da Elio De Capitani, completa la serie degli ‘Shakespeare’. Debuttato nel 1997, è lo spettacolo che ha fatto innamorare del teatro tante generazioni di giovani e che è stato ri-allestito per più di vent’anni diventando il banco di prova per tanti nuovi talenti. L’edizione che viene proposta è quella del 2004 con Ida Marinelli nel ruolo di Ippolita/Titania affiancata da Christian Giammarini in quello di Teseo/Oberon, con Alessandro Genovesi, Massimo Giovara, Marina Remi Elena, Elena Russo Arman interpreti dei quattro giovani amanti e Nicola Russo interprete di Puck. E gli insostituibili Elio De Capitani, Luca Toracca, Corinna Agustoni e Lorenzo Fontana nella parte dei comici.

Una regia che riesce ad amalgamare la solarità della commedia dei giovani amanti con le ombre d’inquietudine proiettate dal mondo delle fate e dell’imprevedibile folletto Puck, senza tralasciare la comicità irresistibile di Bottom e dei suoi compagni artigiani, aspiranti filodrammatici.

Per giovedì 23 aprile è prevista la pubblicazione del Giardino dei ciliegi diretto da Ferdinando Bruni e di Lola che dilati la camicia.

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