Un amante blasfemo e una prostituta

La nuova poesia di Giovanni Luca Valea parla di una storia d’amore con un epilogo terribile

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Un amante blasfemo e una prostituta
Foto di Marco Gambineri

Un amante blasfemo e una prostituta: una storia d’amore con un epilogo terribile. Dopo una notte d’amore, il giovane confessa e viene giustiziato per oltraggio alla morale. In questa poesia di Giovanni Luca Valea non mancano i riferimenti religiosi, come l’accusa nei confronti di un mondo incapace di comprendere la diversità e la libertà.

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Confessò di essere pura:
dubito credesse davvero
nel Sacramento;
io spergiurai
come avrebbe fatto
un qualsiasi figlio di Dio

Mi trascinò dove le stelle
si incrinano, la strada di campagna
sbocciava come una rosa:
mi arresi alla tentazione
come avrebbe fatto
un qualsiasi figlio di Dio

La notte si aprì vergine
le sue gambe color del fumo
si spezzarono come il pane,
ma non spartii l’ultima luce,
come avrebbe fatto
un qualsiasi figlio di Dio

Mi domandò se volessi pregare:
“Tutti gli uomini sono muti
alle porte del Paradiso”
mi feci il segno della Croce, che importa,
come avrebbe fatto
un qualsiasi figlio di Dio

Lei mi lasciò un ciondolo
io la libertà di innamorarsi ancora:
non credo ne avesse bisogno.
Pregò per le proprie disgrazie
come avrebbe fatto
un qualsiasi figlio di Dio

Padre, sono qui che racconto
le sue menzogne come oro
la mia caduta come un Re,
ho la testa sotto la vostra scure
sono sicuro che mi giudicherete
come farebbe un qualsiasi
figlio di Dio

Giovanni Luca Valea

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