Diavoli

“Ci chiamano diavoli, ma siamo l’ultimo baluardo prima del caos”. La serie prodotta da Sky Italia e Lux Vide che ci mostra come il diavolo non si nasconda solo nei dettagli, ma sia in ognuno di noi. Disponibile su Sky Atlantic e Now TV

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diavoliCome si fa a capire se una serie tv ha veramente catturato la nostra attenzione? E anzi, se non vediamo l’ora che escano le prossime puntate (nei pochi casi in cui l’attesa da episodio è ancora possibile)? Beh, le risposte potrebbero essere molteplici.. Una fra tutte? “Acquisire il vocabolario delle serie”. Mai avrei pensato che guardando “Diavoli”, espressioni come “shortare”, “cartolarizzazione” e “valore a rischio” potessero affascinarmi tanto da entrare nella mia quotidianità e sorprendere perfino me stessa (“Fede, da quando ti interessi di finanza?”). 

Il merito è soprattutto dell’intreccio narrativo ispirato al romanzo di Guido Maria Brera, scrittore e broker (per questo la storia è decisamente credibile), oltre che della straordinaria bravura dei due protagonisti, Alessandro Borghi alias Massimo Ruggero, e Patrick Dempsey alias Dominic Morgan. Non credo servano molte presentazioni per questi due attori, ma se qualcuno avesse vissuto su Plutone fino a ieri, il primo è uno degli artisti italiani più interessanti e affermati del panorama cinematografico italiano degli ultimi anni (da “Suburra” a “Napoli Velata”, senza tralasciare l’interpretazione da brividi degli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi in “Sulla mia pelle”); il secondo è il ciuffo più famoso del piccolo schermo e non, l’uomo che con questo nuovo ruolo di squalo della finanza riesce nell’impresa di non immaginarlo costantemente con un camice indosso mentre salva vite e giura amore eterno a Meredith Grey su un post-it. 

A tre anni dalla crisi economica del 2008, si giocano le sorti finanziarie dell’Europa. I due non potrebbero essere più distanti ma vicini, reduci da realtà molto diverse fra loro (uno viene da una benestante famiglia americana, l’altro da un piccolo borgo italiano di pescatori), ma entrambi uomini di successo che hanno sacrificato tutto per la carriera e il profitto. Dominic è il CEO della sede londinese della New York – London Investment Bank, mentre Massimo è il suo pupillo, l’allievo che rischia di superare il maestro. La sofferenza degli strascichi del passato è il minimo comune denominatore delle loro vite. La loro si profila come una guerra fredda fin dal primo fotogramma della serie; una mancata promozione e una morte improvvisa saranno i fattori scatenanti. O forse no? Persino l’ambientazione è quella di un palazzo di ghiaccio che nasconde segreti, parole non dette, documenti che se rilevati potrebbero cambiare le sorti di tutta l’economia mondiale. 

DiavoliAd aiutare lo scorrere di una sceneggiatura che potrebbe risultare in apparenza pesante e di difficile comprensione, ci sono molti riferimenti alla cronaca finanziaria degli anni ‘2000 (dal fallimento della Lehman Brothers alla crisi dei PIIGS – acronimo di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna). Scordiamoci però il lusso ostentato e le ragazze copertina poco funzionali al racconto: non fraintendiamo, di Ferrari e attici da panico ce ne sono anche in questo racconto – come anche di donne dalla bellezza disarmante – ma non sono che l’involucro di qualcosa di ben più profondo. Lo scenario di incertezza economica, intrighi e manipolazioni non sono certo una scoperta anche per chi al nome Gekko non pensa al Michael Douglas di “Wall Street”, bensì a una specie di rettile in via d’estinzione; ma nel contesto socio-economico attuale in cui siamo tutti appesi a un filo, chi può dire che “Diavoli” non ci faccia riflettere sul presente come non mai?

Niente sarà scontato. Il confine tra buoni e cattivi non è mai stato così labile (sempre che nella vita si possa essere del tutto ascrivibili solo ad una di queste categorie). Nessuno nel cast può dirsi escluso dal fascino del lato oscuro, e questo rende i personaggi doppiamente interessanti e fuori da certi soliti stereotipi (Kasia Smutniak alias Nina Morgan ne è l’esempio calzante). La vera domanda è: fino a che punto la nostra coscienza può essere messa a tacere?

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Crediti
Ideatore Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri, Elena Bucaccio, Guido Maria Brera, Daniele Cesarano, Barbara Petronio, Ezio Abbate
Regia Nick Hurran, Jan Maria Michelini
Soggetto I Diavoli di Guido Maria Brera
Sceneggiatura Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri, Elena Bucaccio, Guido Maria Brera, Christopher Lunt, Michael A. Walker
Interpreti e personaggi
  • Alessandro Borghi: Massimo Ruggero
  • Kasia Smutniak: Nina Morgan
  • Laia Costa: Sofia Flores
  • Malachi Kirby: Oliver Harris
  • Lars Mikkelsen: Daniel Duval
  • Pia Mechler: Eleanor Bourg
  • Paul Chowdhry: Kalim Chowdrey
  • Sallie Harmsen: Carrie Price
  • Harry Michell: Paul McGuinnan
  • Patrick Dempsey: Dominic Morgan
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Fotografia Neville Kidd, Vittorio Omodei Zorini
Musiche John Paesano
Scenografia Laura Pozzaglio, Biagio Fersini
Costumi Alessandro Lai, Giulia Chiaretti
Effetti speciali Pasquale Catalano
Produttore Luca Bernabei
Produttore esecutivo Nick Hurran, Ben Harris, Christopher Lunt, Michael A. Walker, Sara Melodia, Luisa Cotta Ramosino, Luca Bernabei, Matilde Bernabei, Daniele Passani
Casa di produzione Sky Italia, Lux Vide, Sky Studios, Orange Studio, OCS

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