La gentilezza, valore da riscoprire

Successo al Caffeina Festival, in corso al Castello di Santa Severa (in provincia di Roma), dello spettacolo “Musi lunghi e nervi tesi” dell’Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata. La kermesse, organizzata da Carramusa Group, si conclude a fine mese

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Musi LunghiMusi Lunghi è un paese dove nessuno vorrebbe stare. Perché lì dominano la scortesia e la malagrazia, vi abita “gente molto amara, velenosa più dei funghi”: le persone sono così arrabbiate e rigide, in continua tensione nervosa, che non riescono nemmeno a piegare braccia e gambe, costrette allora a muoversi grottescamente come automi (e a mangiare buttando direttamente la faccia nel piatto, sporcandosi come maiali). Inizia così “Musi Lunghi e nervi tesi”, lo spettacolo della compagnia marchigiana (attiva da oltre 30 anni) Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata, originato da una filastrocca del maestro elementare e pedagogo Marco Moschini (pubblicata da Zefiro Edizioni), andato in scena giovedì 20 agosto al Castello di Santa Severa.

Nel meraviglioso maniero del Trecento (ma il sito era abitato fin dal VII secolo avanti Cristo), sito nel comune di Santa Marinella, a 40 chilometri da Roma, si tiene fino al 31 agosto il Caffeina Festival 2020, una rassegna di dibattiti, concerti, spettacoli e incontri con personalità della cultura e delle arti, giunta quest’anno alla XIV edizione. Un ricco cartellone di appuntamenti per adulti e bambini, curati da Chiara De Bonis e Federica Migliotti della Compagnia TeatroViola, con la regia di Caffeina Group e Carramusa Group, con la direzione artistica di Filippo Rossi e Annalisa Canfora per la sezione teatro e spettacolo, affiancati da Raffaello Fusaro (responsabile cinema) e Tania Sailis (coordinatrice del programma).

A Musi Lunghi, si diceva, tutti sono sgarbati e cafoni. In scena troviamo Ignazio e Cesira (interpretati dai bravissimi Enrico Marconi e Candida Ventura, anche autori della drammaturgia): i due sono proprietari di una bottega di cianfrusaglie e, come gli altri abitanti del villaggio, odiano tutto ciò che possa anche lontanamente ricordare bellezza e gentilezza. Tutto sembra “filare per il peggio” (e non per il meglio, perché a Musi Lunghi tutto funziona all’incontrario: ci si augura una “cattiva giornata” e l’ospite è sempre “malvenuto”), ma accade un imprevisto: Cesira mette al mondo una bambina, Serafina, che si rivela “brava e buona”, che “col sorriso accoglie tutti e raccoglie simpatia”.

Per i genitori, pur amandola, è “una disgrazia”. E a nulla valgono i continui tentativi di Ignazio di impartirle “lezioni di maleducazione”. Il padre le dice sempre “mi raccomando, comportati male”, ma non c’è nulla da fare: Serafina è un tesoro, e lo è anche con il suo coetaneo Alfio (i due giovani sono sempre Enrico Marconi e Candida Ventura, che danno così prova di grande versatilità), che di quella bontà d’animo subisce il fascino. Ma la gentilezza le costerà cara: il sindaco, infatti, la bandisce per sempre dal villaggio. Serafina approda così al paese Dov’è Adesso: un luogo (che in realtà è il pubblico dello spettacolo, che viene così coinvolto in alcune gag molto divertenti) abitato da gente allegra e accogliente. Ovviamente non sveliamo il finale: possiamo però dire che la vita di Serafina, della sua famiglia e dell’intero paese di Musi Lunghi, avrà una svolta inaspettata ma decisiva.

Musi Lunghi è uno spettacolo che vuole comunicare l’importanza della gentilezza, un valore dato spesso per scontato e altrettanto spesso trascurato”, spiega la compagnia marchigiana in una nota per la stampa: “Gentilezza intesa come apertura verso l’altro, ascolto, rispetto della diversità di ogni individuo. Serafina è una bambina diversa e, in quanto tale, viene scacciata da una comunità gretta e maligna. Ma presto emerge la sua capacità di resilienza: trasforma un torto subìto in un’opportunità di crescita per se stessa e per gli altri. La sua solidarietà infatti la conduce al perdono di coloro che l’avevano ostracizzata e le consente di aiutarli a comprendere e superare i propri limiti”.

Il pubblico ha molto apprezzato lo spettacolo (di cui vanno anche menzionati le musiche di Pietro De Gregorio e la scenografia di Ilaria Sebastianelli), come parimenti sta apprezzando l’intero Caffeina Festival, che dopo oltre un mese e mezzo di programmazione si avvia alla conclusione. Di questi ultimi giorni vanno segnalati alcuni appuntamenti imperdibili: il reading teatrale “Qualcosa”, di e con Chiara Gamberale, con la partecipazione speciale “in voce” di Luciana Littizzetto (domenica 23 agosto); l’intervista al neo-direttore di “Domani” Stefano Feltri, il nuovo quotidiano edito da Carlo De Benedetti che avvierà le pubblicazioni a settembre (martedì 25); lo spettacolo teatrale per famiglie “Il sole suonatore e la luna cantante” della compagnia Teatro Viola (giovedì 27); l’incontro con l’attore, regista e sceneggiatore Michele Placido (venerdì 28).

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