Natura in movimento (9° edizione)

Il 13 settembre ai Giardini della Reggia di Venaria (TO)

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Natura in movimentoNatura in movimento è un festival di teatro, danza e performance che mette a confronto diverse modalità di valorizzazione di un luogo pubblico e di interazione tra lo spazio e i partecipanti, in un ambiente suggestivo e particolare come i Giardini della Reggia di Venaria.

Natura in movimento, nell’offrire al pubblico e ai visitatori spettacoli e performance nei suggestivi spazi dei giardini, rappresenta, per la Reggia e per gli artisti, una sfida ancora più alta e intrigante. Qui gli spazi diventano protagonisti assoluti della performance, intrinsecamente connessi alla creazione artistica; diventano essi stessi attori di una narrazione che al movimento dei corpi accompagna quello proprio della natura che cambia in funzione di chi guarda.

Giunto alla sua nona edizione Natura in movimento conferma le prerogative di una rassegna internazionale che offre differenti linguaggi coreografici e teatrali capaci di esaltare ed assorbire i diversi spazi scenici dei giardini della Reggia di Venaria.

I Giardini si trasformano in un palcoscenico naturale, una cornice elegante e sontuosa in cui gli artisti dialogano con il luogo, l’architettura si arricchisce dell’elemento performativo e la creazione coreografica o l’installazione artistica si alimentano delle caratteristiche del luogo stesso.

Installazioni, performance, danza contemporanea e teatro irrompono in uno spazio fisico ma anche mentale, creando nuovi immaginari per il pubblico e suscitando nuove sensibilità in una fusione armoniosa tra la bellezza della natura e dell’arte, dell’antico con il contemporaneo e dell’uomo con l’universo.

NATURA IN MOVIMENTO è un progetto del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, organizzato e ideato dalla FONDAZIONE VIA MAESTRA in collaborazione con FONDAZIONE PIEMONTE DAL VIVO

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SINFONIA H2O

Compagnia TECNOLOGIA FILOSOFICA

Ore 15.00 – Boschetto del Patio dei Giardini

Contiene una goccia d’acqua, c’è acqua nei nostri pianeti, c’è del vapore acqueo in alcune nebulose, c’è ghiaccio in altri corpi celesti. Sembra che l’acqua provenga dallo spazio, un luogo senza tempo. Quanto tempo avrà viaggiato la cometa che ci ha portato le prime gocce d’acqua? Ogni goccia è un mondo a parte. Ogni goccia un respiro.

Un progetto di Francesca Cinalli, Paolo de Santis Performers Francesca Cinalli, Paolo De Santis, Aldo Torta Paesaggi sonori live Paolo De Santis

Co_Produzione Lis Lab Performing Art | Cross Project

Con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo | Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore 2019, Crossing The Sea 2019 | Marche Teatro in collaborazione con Shanghai International Dance Center

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ELEGIA_IN SITU

Compagnia ZEROGRAMMI

ore 15.45 – Giardino delle Sculture Fluide di Penone

Elegia in situ, versione itinerante del più ampio progetto in costruzione “Elegia delle cose perdute”, è ispirata al romanzo I Poveri dello scrittore portoghese Raul Brandao ed esplora la separazione dell’essere umano dalle proprie radici e dalla propria identità e il sentimento di esilio non solo geografico ma anche morale che ne scaturisce. Il paesaggio evocato da questo riferimento letterario, in bilico tra crudo, aspro, onirico e illusorio, ha la forma della nostalgia, della memoria come materia che determina la traccia delle nostre radici e della nostra identità ma è anche il sentimento di esilio morale che suscita nell’allontanarsi da esse. Personaggi come anime misere, accomunati dai medesimi sentimenti di straniamento sono raccontati attraverso una danza che è vertigine e abbandono, che ha la forma della nostalgia e della ricerca ma anche della speranza e del riscatto di chi non ha più niente da perdere.

Progetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta

Creato con e interpretato da Amina Amici, Simone Zambelli, Damien Camunez, Manuel Martin, Miriam Cinieri, Gabriel Beddoes, Alessio Rundeddu

Collaborazione alla drammaturgia Anthony Mathieu, Fabio Chiriatti

Coproduzione Tersicorea T Off (It), La meme balle – Avignon (Fr), la Nave del Duende (Sp), Festival Danza Estate (It)

In collaborazione con CASA LUFT, Arca del Tempo, Cooperativa Specus, Comune di Settimo S. Pietro, Comune di Selargius, Comune di Sinnai, Regione Sardegna

Con il contributo di INTERCONNESSIONI/Tersicorea, PERIFERIE ARTISTICHE Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio – Supercine- ma, Tuscania con il sostegno di Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, Regione Piemonte, Regione Sardegna, MIBAC – Ministero per i beni e le Attività Culturali

Un ringraziamento ad Alessandro Baldussi/Casa Baldussi, Famiglia Pilleri, Casa Campidanese Zuddas di Angelo e Sara Fadelli (fine sec. XVII)

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LOOK/BUSHIDO

Compagnia BLUCINQUE FONDAZIONE CIRKO VERTIGO Ore 16.30 – Allea di Terrazza

Una danza che forse è lotta, percorso per il superamento dei propri limiti, fisici e non solo, in cui l’artista attua un processo di trasformazione e dialogo con se stesso e in cui gli attrezzi che utilizza in scena diventano parte integrante del corpo e del movimento. I concetti da cui ha origine Look/ bushido fanno parte del percorso di blucinQue per il lavoro in tre soli di Trilogia del Limite. La creazione ha l’obiettivo artistico di condensare e universalizzare il concetto di negazione di libertà al movimento: il protagonista come un samurai (bushido) che sfida i propri limiti, è pronto a lottare per superarli. Il processo di composizione di Look/ bushido si serve degli attrezzi circensi in chiave simbolica, onirica, in continuità con la cifra stilistica che contraddistingue il lavoro di ricerca di Caterina Mochi Sismondi, che verte sul movimento di un corpo in mutamento e in disequilibrio, un corpo spiazzato, fuori asse, fuori tempo, fuori dalla propria identità, e trova nell’attrezzo circense un confine e insieme una liberazione, un’opportunità di espressione, una risorsa e non un fine. La dimensione drammaturgica è vista in chiave onirica e porta per mano in un’altra dimensione. In particolare il lavoro si concentra qui sulla trasfigurazione dell’oggetto scenico nella sua relazione col corpo e con la coreografia, sulla sua trasformazione, diventando ora una parte di esso, un appoggio, un prolungamento, una protesi, ora un’immagine stilizzata (degli arti, delle ossa). Gli attrezzi della composizione coreografica, diventano così estensioni e sostegni del corpo, ora impedimenti e limitazioni, ora strumento di relazione e comunicazione verso l’esterno, ora principio di auto potenziamento e di trasformazione. Sulla scena coesistono discipline e arti differenti: col movimento e la parola del performer Lukas Vaca Medina dialogano il violoncello di Bea Zanin e la produzione sonora dal vivo di Monica Olivieri, i cui suoni contribuiscono a comporre la struttura drammaturgica, come controcanto o coro dei pensieri e del vissuto di Look.

Regia e coreografia Caterina Mochi Sismondi

Performer Lukas Vaca Medina

Violoncello Bea Zanin

Suono Monica Olivieri

Luci Massimo Vesco

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NEL TEMPO. Un assolo per due corpi

Compagnia SPELLBOUND

Ore 17.00 – Boschetto della Musica

Un musicista sperimentale ed un circense sperimentatore condividono lo spazio, dove c’è uno non esiste l’altro, lo spazio che resta lo occupa la vita. Il tempo di una conversazione spettacolare tra due artisti amici da anni, un insieme di sogni, un susseguirsi d’idee, di sentimenti e scherzi, a volte di cattivo gusto. Il dialogo è in scena, la danza, il circo, le note e le parole si susseguono uno dopo l’altro e la conversazione si consuma fino a quando non si ha più nient’altro da aggiungere. Finché nell’ultima luce l’idea di una realtà diversa e razionale sbiadisce gradualmente, il sogno si dissolve lasciando tutto, per un attimo di tempo. Nel vuoto. Benvenuti al circo, dove il circo non c’è.

Di e con Francesco Sgro’

Musica dal vivo Pino Basile

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LES MISERABLES

Compagnia C&C COMPANY

Ore 17.30 – Allea Reale

Un affresco spietato e immorale sull’oggi, un dramma medio-borghese contemporaneo a tratti familiare, risuona, ne siamo “involontariamente” complici. Una carrellata di stereotipi, di già visti, già detti, agiti. Il teatrino delle miserie umane: corpo e voce a servizio di un penoso corale che fa eco a “Le rane” di Aristofane, o forse ad un’operetta di Offenbach, o ancora alla celebre “Opera” Brechtiana. Staticità e immobilismo in risposta al crollo (fisico, politico, sociale, ambientale) imminente, evidente. Non ci possiamo fare nulla, troppo tardi, game over; assistiamo impotenti, ne prendiamo atto, facciamo spallucce, sospiriamo e nuovamente ci voltiamo. Nella domanda “cosa ci sta accadendo intorno?” sta la genesi di questa creazione: un approfondimento sull’attualità internazionale e sulla ricerca di connessioni tra le forme di protesta presenti e la storica visione illuminista, che mette cultura e arte al centro del cambiamento.

Creazione originale Carlo Massari

Con Martina La Ragione, Carlo Massari, Alice Monti, Daniele Palumbo

In co-produzione con Triangolo Scaleno/Teatri di vetro

Con il sostegno di Teatro Akropolis/Residenza Genius Loci

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