RomaEuropa Festival 2020, Sasha Waltz inaugura con “Dialoge Roma 2020 – Terra sacra”

Sasha Waltz & Guest aprono il REf2020, il 18 settembre nella Cavea dell’Auditorium di Roma

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Dialoge-2020
Foto di Luna Zscharnt

Sasha Waltz inaugura, e coraggiosamente, il RomaEuropa Festival 2020 con Dialoge Roma 2020 – Terra sacra, prima assoluta in scena il 18 settembre (ore 21, repliche il 19 e il 20 settembre) nella Cavea dell’Auditorium di Roma.

La regista e coreografa tedesca apre una 35esima edizione che si profila tutta speciale confermando un invito arrivato prima del lockdown con una creazione che si è dovuta confrontare con precise norme e limitazioni che penalizzano tutte le arti, la danza in particolare ai tempi di Covid, su tutto, l’obbligo di distanza fra i danzatori.

Resta inalterata la vocazione internazionale del festival grazie allo sguardo degli artisti nazionali e internazionali che raccontano il presente per lanciare un segnale forte: la cultura e l’arte ci uniscono ricostruendo un senso di comunità importante di cui abbiamo bisogno” conferma il Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi che introduce un’edizione importante che segna anche l’arrivo del nuovo Presidente della Fondazione Guido Fabiani che raccoglie l’eredità di Monique Vaute, fondatrice del Festival di cui resta Presidente onorario, passata alla direzione artistica del Festival di Spoleto. La programmazione del Ref2020 si articola in 64 eventi di teatro, musica, danza, arti performative dal 18 settembre al 15 novembre distribuiti negli spazi della Capitale, come l’Auditorium Parco della Musica, il Teatro Argentina e il Teatro India, il MAXXI, Villa Medici, ma anche EXTRACT, linedita sezione online con 40 eventi pensati in prima italiana o assoluta appositamente per il web, streaming live senza dimenticare il Ref Kids.

Contatto è l’emblematico fil rouge scelto per l’edizione 2020 del Ref e che si adatta perfettamente alla revisione di Dialoge Roma 2020 – Terra sacra.

Siamo molto emozionati: questo è il segno di una rinascita dopo 8 mesi di inattività. Ho voluto ricreare il concetto di sacrificio che stiamo vivendo in questo momento e che abbiamo vissuto durante il Lockdown – spiega Sasha Waltz raccontando i dettagli del suo nuovo spettacolo nei meravigliosi spazi del cortile di Villa Medici – Se fino a questo momento ho cercato il contatto per verificare il cambiamento nei danzatori, adesso ho dovuto riadattare tutto. Aprirò il festival con un dialogo con l’architettura negli spazi della Cavea dell’Auditorium, ho lavorato sullinterazione con larchitettura e con la forma specifica che si è venuta a creare”.

Dialoge Roma è stato sostanzialmente ripensato trasformandosi in una nuova creazione site specific allaperto, omaggio a Roma, realizzata appositamente per il festival (nel rispetto delle norme di sicurezza per contrastare la pandemia): saranno oltre venti le danzatrici e i danzatori della compagnia Sasha Waltz&Guests impegnati in scena nel nuovo tassello del progetto interdisciplinare che la coreografa realizza da oltre 27 anni a questa parte, progetti che intendono evidenziare il rapporto dialogante fra architettura, musica e coreografia.

Per l’occasione l’anteprima del festival, il 15 settembre, ore 21 al Maxxi, è affidata alla proiezione di Dialoge 9- Maxxi, registrazione della performance realizzata dalla Waltz nel 2009 per l’inaugurazione del Maxxi, il museo Nazionale delle arti del XXI secolo, creazione romana di Zaha Hadid.

Lo spettacolo si apre con le note della tromba di I can’t breathe dedicato alla morte di Eric Garner e recuperato sulla scia del movimento Black Lives Matter” e dopo gli assoli sul tema della discriminazione razziale la seconda parte della serata propone Terra sacra, rielaborazione de Le sacre du printemps di Stravinsky, già ammirato capolavoro della coreografa nato nel 2013.

Mi sono ispirata a Le sacre, ma ho dovuto creare una distanza intervenendo sull’opera originale dove al contrario c’è molto contatto e in questo rito primaverile ho cercato la possibilità di un nuovo inizio oltre il sacrificio – prosegue l’acclamata coreografa tedesca – La chiusura della serata è però affidata al Bolero di Ravel perché ho voluto celebrare questo ritorno alla normalità lanciando un messaggio di speranza”.

Tanti i protagonisti del Ref 2020 tante nuove presenze, come Anagoor, Bashar Murkus e il Khashabi Theatre di Haifa, Elli Papakonstantinou e l’OCD Ensemble, Arkadi Zaides, Kat Válastur, Viktor Cernicky, Iris Karayan, Joy Alpuerto Ritter, Pianohooligan con Silesian String Quartet al debutto al Ref e tanti ospiti noti, Milo Rau Virgilio Sieni e Andrea Rebaudengo, Daniele Timpano ed Elvira Frosini. Fra le novità, i Dialoghi sulla paura, uno speciale programma di lectures curato dallattore, autore e produttore Francesco Siciliano con lattrice e scrittrice Francesca D’Aloja, un ciclo di lectio magistralis tenute proprio a Villa Medici dove è nato il festival votato alla sperimentazione con la presenza di cinque grandi scrittori italiani, Sandro Veronesi, Edoardo Albinati, Melania Mazzucco, Michela Murgia e Alessandro Piperno. Info su romaeuropa.net.

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