Lettera ATIP al Governo

Il nuovo DPCM emanato in data 24 Ottobre u.s. desta sconcerto e delusione nel settore dei lavoratori e delle Imprese dello Spettacolo dal Vivo Privato

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Il nuovo DPCM emanato in data 24 Ottobre u.s. desta sconcerto e delusione nel settore dei lavoratori e delle Imprese dello Spettacolo dal Vivo Privato.Oggetto: Il nuovo DPCM emanato in data 24 Ottobre u.s. desta sconcerto e delusione nel settore dei lavoratori e delle Imprese dello Spettacolo dal Vivo Privato.

Nonostante i ripetuti accorati appelli rivolti alle Istituzioni attraverso ogni forma di comunicazione pacata e responsabile, il settore dello Spettacolo dal Vivo Privato sta subendo un’ennesima battuta d’arresto che potrebbe rivelarsi fatale per la sopravvivenza stessa dell’intero comparto.

Nella assoluta consapevolezza che l’emergenza sanitaria sia concreta, preoccupante e vada quindi affrontata con forza e determinazione, le Imprese che producono e organizzano Spettacoli dal vivo si sono adoperate con ogni mezzo, anche affrontando serie difficoltà di liquidità, affinché i propri spazi e le proprie attività fossero altamente rispondenti ai criteri indicati dal Governo attraverso il proprio organo consultivo (CTS).

Diamo atto al Governo di aver cercato di sostenere il settore annunciando sussidi e fondi di ristoro all’intero Settore della Cultura. Tuttavia rileviamo che la maggior parte dei fondi sono stati destinati al Cinema e alle Istituzioni Teatrali di carattere Pubblico, riservando parti marginali di intervento alle Imprese Private.

ATIP, unendosi al coro unanime della protesta di queste ore, chiede a gran voce di poter continuare a svolgere il proprio lavoro con serietà e rispetto delle regole, salvaguardia della salute e dell’incolumità dei propri lavoratori nonché del proprio pubblico, e invita formalmente gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico, nonché gli On.li Ministri Franceschini e Speranza, a fare visita ai nostri locali per accertarsi di persona dell’alto livello di sicurezza garantito, affinché possano rivedere con sollecitudine il provvedimento emanato: non ci sarà una seconda chiamata se oggi si vanificherà lo sforzo compiuto dalle nostre Imprese per la ripartenza –seppur già ampiamente contingentata- di un bene così prezioso come “la cura della mente e dell’anima” che solo la Cultura sa somministrare.

Massimo Romeo Piparo

Presidente ATIP

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