Teatro Puccini (Firenze): ecco la prima parte della stagione 2020/2021

Aprirà la Compagnia Lombardi-Tiezzi con “Antichi maestri” di Thomas Bernhard

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Teatro PucciniOggi venerdì 16 ottobre al Teatro Puccini si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della prima parte della stagione teatrale 2020/2021 alla presenza di Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze, Cristina Giani, presidente del Teatro Puccini e Lorenzo Luzzetti, direttore artistico, che ha illustrato nel dettaglio tutti gli spettacoli.

Il Teatro Puccini apre e presenta una prima parte della stagione teatrale 2020/2021; allestire una stagione teatrale con tutte le difficoltà organizzative in tempi di Covid-19 è un dovere morale nato nella consapevolezza dell’importanza di far vivere il teatro e di farlo vivere alla comunità nel rispetto delle norme vigenti che tutelano la salute degli spettatori, dei propri dipendenti, collaboratori e compagnie teatrali ospiti.

Il Teatro Puccini accoglierà il pubblico in una sala con un’acustica di ottimo livello rinnovata dai recenti lavori che ne hanno migliorato l’impatto acustico.

In base alle norme vigenti, la capienza attuale del Teatro Puccini è ridotta a circa 200 posti totali.

La stagione teatrale è composta in questa prima parte da nove spettacoli; aprirà la Compagnia Lombardi-Tiezzi con “Antichi maestri” di Thomas Bernhard, a seguire Eugenio Allegri in “Novecento” di Alessandro Baricco, Umberto Orsini in “Il Nipote di Wittgenstein” di Thomas Bernhard. Drusilla Foer porterà in scena “Venere nera” rilettura divertente, commovente e a tratti tragica della favola di Apuleio “Amore e Psiche”. Roberto Latini sarà al Puccini con “Cantico dei Cantici”, lo spettacolo con cui ha conquistato il Premio Ubu 2017 come miglior attore. “L’Atletico Ghiacciaia” il capolavoro di e con Alessandro Benvenuti torna al Puccini, mentre Lunetta Savino sarà sul nostro palco con “Non farmi perdere tempo”, tragedia comica che invita a non perdere la speranza. Ascanio Celestini è protagonista de “I parassiti – un diario nei giorni del Covid-19”, monologo che nasce dalle riflessioni di Celestini durante il lockdown. Saluteremo infine il 2020 e daremo il benvenuto al 2021 con “Sfasate croniche” di e con Katia Beni, Anna Meacci, Daniela Morozzi e Giustina Terenzi, tre attrici e una Dj che racconteranno con ironia, leggerezza e grandi risate le fasi più importanti della vita.

Sono inoltre programmati alcuni eventi speciali: Roberto Mercadini con “Fuoco nero su fuoco bianco”, un racconto tentacolare tratto dalla Bibbia ebraica, Il Lercio Show e Decaneurone, una produzione della compagnia Catalyst.

Ritornerà anche Per grandi e Puccini, la rassegna teatrale dedicata ai bambini, con spettacoli prodotti dalle compagnie Catalyst, Centrale dell’Arte e Pupi di Stac.

Si ringrazia il Comune di Firenze e il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo. Le attività del Teatro Puccini sono realizzate con il patrocinio e contributo della Regione Toscana, con il contributo della Fondazione CR Firenze e sono sostenute da Unicoop Firenze e Publiacqua.

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Da giovedì 5 a sabato 7 novembre

Una produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi / Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia

ANTICHI MAESTRI

di Thomas Bernhard

drammaturgia Fabrizio Sinisi

regia Federico Tiezzi

con Alessandro Burzotta, Martino D’Amico, Sandro Lombardi

Ho immaginato uno spettacolo sul vedere, sulla visibilità. Ho voluto riflettere, analizzare attraverso questo racconto mirabile i procedimenti della visione teatrale, elemento centrale del nostro linguaggio. Di quadro sempre si tratta, anche se scenico. Fare teatro interrogandomi nello stesso momento sul linguaggio del teatro. Come fece Chopin, attraverso i suoi Études, in cui venivano analizzate le possibilità tonali e armoniche del pianoforte, facendo musica. Come fece Seurat in pittura attraverso il pointillisme. Fu Franco Quadri, molti anni fa, a suggerirmi il romanzo di Bernhard, sapendo della mia formazione storico-artistica. A lui, a quasi dieci anni dalla scomparsa, questo spettacolo è idealmente dedicato.”

Federico Tiezzi

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Venerdì 13 e sabato 14 novembre

Una produzione Art Quarium Società Cooperativa

EUGENIO ALLEGRI

NOVECENTO

di Alessandro Baricco

regia Gabriele Vacis

Dopo il debutto avvenuto al Festival di Asti 16, il 27 giugno del 1994, sono ormai oltre 600 le repliche e più di 250 mila gli spettatori per un monologo divenuto un “cult” della scena italiana. Questi i numeri di Novecento, che prosegue la sua rotta, come il transatlantico Virginian, attraccando nei porti di piccole e grandi città, in piccoli e grandi teatri. Eugenio Allegri riparte dagli andamenti musicali della parola, dai gesti surreali, dalle evocazioni magnetiche che lo resero, al debutto, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico. Il 2018/2019 è stata, per Novecento, “la Stagione dei 25 anni” e lo spettacolo è stato per l’occasione riallestito e prodotto da Art Quarium nell’ottobre 2018 , incassando dapprima un’accoratissima standing ovation al “Print Room at the Coronet Theatre” di Londra e, in seguito, ripetendosi in decine di teatri italiani sino a ritornare a Roma, laddove migliaia di spettatori ne hanno sancito, per l’ennesima volta, il grande successo.

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Martedì 24 e mercoledì 25 novembre

Una produzione Compagnia Orsini

UMBERTO ORSINI

IL NIPOTE DI WITTGENSTEIN

di Thomas Bernhard

traduzione Renata Colorni

adattamento Patrick Guinand

con Elisabetta Piccolomini

regia Patrick Guinand

Protagonista assoluto, Orsini è la proiezione letteraria di Bernhard intento a raffigurare se stesso mentre racconta a un’ascoltatrice silenziosa la storia di un’amicizia singolare, di un rapporto tra due pazzi: il primo è lo stesso Bernhard, che ha saputo dominare la sua pazzia, il secondo è Paul Wittgenstein, dominato dalla sua follia e morto in manicomio; personaggio metà reale e metà immaginario, nipote del noto filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein. Considerato uno dei più bei romanzi dell’autore austriaco è una sorta di “concentrato” dei temi di Bernhard, il suo testo più “intimo”, come sottolinea Patrick Guinand, quello in cui affronta nel modo più diretto il tema dei sentimenti, che compare di rado nella sua opera, il punto più vicino alla parola di Bernhard stesso, alla sua voce d’uomo, quella dell’autobiografia, che ci conduce nella sua casa-fortezza di campagna e nel suo universo letterario.

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Martedì 1 e mercoledì 2 dicembre

Una produzione Franco Godi – Best Sound

Distribuzione Savà Produzioni Creative 

DRUSILLA FOER

VENERE NEMICA

da “Amore e Psiche” di Apuleio

di Drusilla Foer

con la partecipazione di Elena Talenti

regia Dimitri Milopulos

direzione artistica Franco Godi

Dopo il successo di Eleganzissima, il recital che per primo ha fatto conoscere al pubblico teatrale il suo talento ironico e sagace, l’iconica Signora dallo stile unico Drusilla Foer porta ora in scena la sua seconda prova autorale, Venere Nemica, un testo ispirato alla favola di Apuleio Amore e Psiche, riletta in modo croccante, divertente, commovente, a tratti tragico, che tocca temi antichi e attuali, come la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna, il conflitto secolare fra uomini e dei. Gli archetipi affrontati nel testo si rivelano di un’attualità disarmante, resa ancora più evidente dal trasparire della personalità spiccata dell’interprete, nel ruolo della Dea, ora vivente fra gli umani mortali, assistita da una ineccepibile Elena Talenti nelle vesti di una solerte quanto inflessibile cameriera.

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Venerdì 4 e sabato 5 dicembre

Una produzione Fortebraccio Teatro / Compagnia Lombardi – Tiezzi con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi

ROBERTO LATINI (premio UBU 2017 miglior attore o performer)

CANTICO DEI CANTICI

adattamento e regia Roberto Latini

musiche e suoni Gianluca Misiti (Premio Ubu 2017 ‘Miglior progetto sonoro o musiche originali’)

luci e tecnica Max Mugnai

Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature.

Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi; un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito.

Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano.

Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile.

Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature.

Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme.

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Lunedì 7 dicembre

Una produzione Arca Azzurra Teatro

ALESSANDRO BENVENUTI

L’ATLETICO GHIACCIAIA

di Alessandro Benvenuti 

e con Francesco Gabbrielli

regia Alessandro Benvenuti

L’Atletico Ghiacciaia… è il parlare sporco. L’anarchismo disorganizzato di un anziano che somiglia sempre più a una pentola a pressione con problemi alla valvola. Il desiderio di un antico ordine che sembra portatore di un desiderio inconscio di disordine. L’Atletico Ghiacciaia è una notte di fine ottobre, così innaturalmente umida e calda da sembrare estate. È il tempestio dei sentimenti e in sottofondo la musica sinfonica dei grilli. È il candore immacolato della luna che con i ricordi porta instabilità emotiva, rabbia e recriminazioni. Parole sommate alle parole che da frasi si tramutano in larghi vortici. È forza centripeta/centrifuga. È Dentro e Fuori. Implosione/esplosione. E Gino, il nostro eroe che ne è cantore primo, è megafono, manifesto, pennellessa e colore… e la tonalità preferita è il “verde bile”. Gino tutto è fuorché politicamente corretto. I suoi discorsi non appartengono a nessuna fede politica. Lui, ormai, è solo un pensatore emorragico. L’Atletico Ghiacciaia è dedicato alla Toscana che crede di poter resistere nella sua poetica linea di confine. Alla Toscana che non si vuole arrendere ai suoi propri stereotipi più beceri e macchiettistici. L’Atletico Ghiacciaia è un canto d’amore paesano. Ma è anche il racconto di com’era il calcio prima che l’avvento massiccio della televisione lo deformasse in quella industria da forzati del look e del pallone che è diventato. L’Atletico Ghiacciaia è la mia dichiarazione d’amore a una terra che mangia tutti i giorni pane sciapo e sarcasmo e nella quale, accanto ai cipressi, crescono da sempre come piante spontanee gli sfoghi dei grulli. L’Atletico Ghiacciaia è contemporaneamente una riscrittura quasi totale de “Il Mitico 11” che ha avuto come primi interpreti Novello Novelli (accompagnato da Fabio Forcillo) e Vito (accompagnato da Andrea Muzzi) e un omaggio alla figura di Gino, presente sia nella saga dei Gori, sia, come spirito guida e ispiratore, in “Gino detto Smith & la panchina sensibile”. Gino, coprotagonista nei primi due episodi della trilogia dei Gori, è qui ripreso in mano da uno dei due autori (l’altro lo ricordiamo è Ugo Chiti). Lo scopo è quello di raccontare l’altra faccia di un personaggio che nella saga dei Gori resta, per dovere di drammaturgia, sacrificato nel giuoco di squadra familiare.

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Giovedì 10 e venerdì 11 dicembre

Una produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in coproduzione con Accademia Perduta Romagna Teatri in collaborazione con Arteteca, Laprimamericana e Mater

LUNETTA SAVINO

NON FARMI PERDERE TEMPO

scritto e diretto da Massimo Andrei

Anni nostri. Tina ha ventisette anni, ma ne dimostra sessanta. Una donna comune, colpita dal destino, ha individuato il tempo a sua disposizione come risorsa-energia-fortuna possibilità e se n’è impadronita produttivamente: lo ha conquistato.

Ad un certo punto della sua vita, sollecitata da un evento, decide di affrontare e concludere molte delle faccende ordinarie e straordinarie, delle aspirazioni e passioni che ha sopportato, aspettato o rimandato per molto tempo. Siano esse familiari o d’amore o di lavoro o di divertimento, vanno affrontate adesso. Il tempo stringe. Naturalmente non tutto si può fare, ma vale sempre la pena cercarne o perlomeno conquistarsene “la possibilità”. Lunetta Savino, attrice prismatica, è la giovane Tina, invecchiata per una rara patologia che dimostra come gli eventi tristi spesso hanno un’altra chiave di lettura: quella buffa. Nonostante si passi continuamente dalla casa alle scale del palazzo, dalla strada a uno studio medico, lo spazio scenico praticato resta stretto e circoscritto come la vita di Tina, ma qualcosa lo rende ampio come la sua anima.

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Giovedì 17 dicembre

Una produzione Fabrica

ASCANIO CELESTINI

I PARASSITI un diario nei giorni del Covid-19

Reading

di Ascanio Celestini

alla fisarmonica Gian Luca Casadei

Siamo stati presi di sorpresa dalla pandemia, ma l’abbiamo interpretata. Ci hanno mostrato la fotografia del parassita e anche i numeri, le carte geografiche che cambiano colore con la diffusione del virus e i grafici. Abbiamo un’idea razionale della malattia. La gestiamo così bene che qualcuno la sta persino negando. Ma quel numero così alto di morti ci ha disorientato. E all’inizio abbiamo pensato che fosse proprio il numero, la quantità. E invece è una questione di qualità. Non siamo più preparati per la morte. I cadaveri non ci fanno una grande impressione. Non ci perturbano più di tanto. Ma siamo sconvolti dal nulla che se li porta via. Non sappiamo che fare. E se ci tolgono il corpo del defunto siamo completamente spaesati. Mia madre e mia nonna avrebbero messo in moto tutta una serie di riti piccoli e grandi, consapevoli e inconsapevoli. Avrebbero saputo cosa cucinare e come, cosa bere e mangiare, chi chiamare e quali parole dirgli, come e dove e quando pregare. Noi no. Noi abbiamo bisogno delle cose materiali. Senza il corpo del morto restiamo immobili con la testa vuota. Così mi sono messo a raccontare e a scrivere. A fare qualcosa che non avesse un corpo. Perché il lutto è immateriale come la memoria, le parole, i sogni.”

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Mercoledì 30 e giovedì 31 dicembre e sabato 2 e domenica 3 gennaio

Una produzione Lo Stanzone delle Apparizioni

KATIA BENI – ANNA MEACCI – DANIELA MOROZZI – GIUSTINA TERENZI

SFASATE CRONICHE una quasi commedia molto sperimentale

regia Matteo Marsan

scenografia e progetto luci Beatrice Ficalbi

tecnici audio Samuele Bucelli, Davide Lettieri

segreteria organizzativa Monica Cerretelli

Katia Beni, Anna Meacci, Daniela Morozzi e Giustina Terenzi, 3 donne e una Dj, 4 amiche.

Ci siamo ritrovate spesso in questo periodo a condividere emozioni, paure e speranze e abbiamo preso la folle decisione di debuttare con un nuovo progetto teatrale alla chiusura di questo difficile 2020.

Sfasate croniche ci è sembrato subito un nome che potesse rappresentarci in questo tempo smarrito e fragile, consapevoli del fatto che, in fondo, sfasate lo siamo sempre state.

Con ironia, leggerezza e grandi risate frugheremo attraverso le fasi più importanti della vita, ci tufferemo coraggiose nelle nostre inquietudini per parlare di quello che dobbiamo continuare a ri-cercare per stare bene: i sogni ancora da realizzare, l’amore perso, ritrovato ma sempre cercato, la famiglia casa e prigione, la bellezza, ossessione femminile da quando siamo nate, il cibo compagno molesto di tutta la vita, il sesso desiderato sempre ma sempre, sempre, sempre, sempre, insomma di tutte quelle “piccole cosine necessarie” da affrontare giorno dopo giorno.

Il tutto con la capacità rivoluzionaria del sorriso a volte un po’ amaro, forse, ma sempre vivo e “bianchissimo”.

A questa folle storia, Giustina Terenzi ha detto subito sì. Conduttrice storica di Controradio, attualmente conduce il programma l’Acrobata, è storica dell’arte, pubblicista e DJ “piacevolmente rovinata” dalla musica, sarà lei la quarta sfasata in musica, la colonna sonora dello spettacolo. Sarà lei sul palco, a tendere la linea sonora e musicale su cui noi passeggeremo tra lacrime e risate. Acrobate inesperte, ci racconteremo senza vertigini consapevoli che uno sguardo femminile sia sempre più necessario.

Sfasate croniche unisce quattro punti di vista sul tempo lasciato, quello sospeso e un futuro ancora tutto da scrivere, per tentare di tracciare insieme un viaggio nuovo con l’elemento che ci accomuna tutte: la voglia di sorridere e ridere anche quando questo sembra non sia possibile.

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Inizio spettacoli: ore 21.00 (eccetto 31 dicembre ore 22.00)

Posto unico non numerato € 20,00 (eccetto 31 dicembre € 40,00)

Abbonamento a 5 spettacoli (eccetto Alessandro Benvenuti e Ascanio Celestini):

intero € 80,00 – ridotto soci Unicoop Firenze € 70,00

Gli abbonamenti saranno in vendita solo presso la biglietteria del Teatro Puccini.

I prezzi sono al netto dei diritti di prevendita.

I biglietti sono a posto unico, assegnato dal personale di sala la sera di spettacolo al fine di mantenere la distanza sociale e rientrare nei parametri di garanzia allo spettatore.

La biglietteria è aperta ogni giovedì, venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Biglietti in vendita nel circuito regionale Box Office/Ticketone

Acquisto on line su www.teatropuccini.it

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INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804

Teatro Puccini

Via delle Cascine 41

50144 Firenze

www.teatropuccini.itinfo@teatropuccini.itwww.facebook.com/teatro.puccini

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