I film di AEM

Webinar e rassegna di filmati in streaming dal 17 novembre sulla piattaforma Zoom

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I film di AEMIn occasione della XIX Settimana della Cultura d’impresa, organizzata da Museimpresa e Confindustria, Fondazione AEM promuove l’iniziativa “I Film di AEM”, un webinar e una rassegna di film in streaming gratuito in collaborazione con Cineteca Milano.

Giovedì 19 novembre 2020, dalle ore 18.00 alle ore 19.45 in programma il webinar “I Film di AEM” che si terrà online sulla piattaforma Zoom. Durante l’incontro sarà presentato il cofanetto dvd “I Tesori del MIC. I FILM DI AEM. L’antologia (1928-1962)”, la prima antologia realizzata in occasione del centenario dell’Azienda Elettrica Municipale di Milano, un virtuoso lavoro di ricerca e promozione della cultura cinematografica. Fondazione AEM ha intrapreso infatti dal 2013 un lungo progetto pluriennale con lo scopo di salvaguardare e valorizzare ciclicamente una parte cospicua del suo patrimonio filmico, in collaborazione con Cineteca Milano e Archivio Nazionale Cinema Impresa. Il webinar online vuole diffondere al pubblico non solo gli esiti del progetto, quanto l’importanza e la varietà di questo straordinario patrimonio comune, oggi digitalizzato e reso disponibile a cittadini e studiosi.

Dal 17 al 24 novembre Cineteca Milano rende inoltre disponibili gratuitamente in streaming sulla propria piattaforma alcuni filmati dell’antologia, unici per quantità e tipologia di materiale.
Racconta Matteo Pavesi, Direttore di Cineteca Milano: “Fondazione AEM ha ricoverato e digitalizzato presso l’Archivio nazionale del Cinema Impresa di Ivrea le proprie pellicole, e ha scelto la Cineteca di Milano per la
valorizzazione del proprio patrimonio filmico, garantendo così la conservazione dei materiali e la loro diffusione al pubblico attraverso l’edizione in DVD nella collana “I Tesori del MIC“, ovvero del Museo Interattivo del Cinema di Cineteca Milano. Questa collana annovera rari e preziosi materiali, inediti nella storia ufficiale del cinema. Questi lavori nascono nell’alveo del cinema d’impresa come documentazione di costruzioni di dighe o impianti industriali per l’elettrificazione, ma i modi del racconto cinematografico sono spie della vitalità e della forza del cinema in un tragitto che ci porta dagli anni Venti alla fine degli anni Settanta del ‘900, dal cinema muto a quello su nastro magnetico. Oggi le riprese delle titaniche dighe o delle elegantissime centrali elettriche in Valtellina sono l’esempio alto del lavoro, della tecnologia della scienza e dell’utilizzo del territorio, utili per riannodare una storia d’impresa prestigiosa ma anche occasione popolare di spettacolo d’eccellenza.”

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Per accedere al webinar giovedì 19 novembre ore 18.00
https://zoom.us/webinar/register/WN_QxAX8HoLRrS-rO3QLoXe3A

Per vedere i filmati gratuitamente in streaming
Previa registrazione su www.cinetecamilano.it

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I TITOLI IN VISIONE GRATUITA
SU WWW.CINETECAMILANO.IT
DA MARTEDì 17 NOVEMBRE


Estratto dal dvd “La ricevitrice: luce, modernità e consenso”
Cabina ricevitrice Sud – Milano (in costruzione)
(Arrigo Cinotti, 1933-1934, muto, b/n, 94’)
La presente edizione di 31’ è a cura di Cineteca Italiana.
Musiche originali composte da Francesca Badalini, eseguite da Lydia Colona (clarinetto), Davide Martinelli (percussioni), Francesca Badalini (pianoforte)
Monumento alla forza modernizzatrice dell’impresa, la Cabina ricevitrice sud – Milano (in costruzione) documenta, settimana dopo settimana, mese dopo mese, tutte le fasi dei lavori dal 1933 al 1934, fino al giorno dell’inaugurazione, ed è oggi di grande interesse come testimonianza visiva di un’importante fase del mutamento del territorio della zona sud di Milano e per la sorprendente qualità “estetica” di un lavoro di solo apparente documentazione, sicuramente non destinato alle sale cinematografiche.

Estratto dal dvd “La Forza dell’Acqua: energia, ricostruzione e Sviluppo – I documentari Aem (1948-1962)”
Costruzione impianto idroelettrico di Lovero
(Arrigo Cinotti, 1948, sonoro, b/n, 22’)
Dopo aver magistralmente documentato la costruzione delle Ricevitrici Sud e Nord negli anni ’30, a partire dall’inizio degli anni ’40 Cinotti viene mandato in Valtellina a documentare le fasi salienti dei lavori di costruzione di San Giacomo di Fraele e di Lovero, che proseguono pur con grande difficoltà anche durante la guerra. È da notare come in nessuno dei materiali visionati per questa ricerca ci sono immagini in movimento dei danni dei bombardamenti alle strutture Aem, o della guerriglia che ha visto le centrali valtellinesi avamposti della lotta partigiana, né dell’eventuale ricostruzione: mentre l’archivio fotografico reca testimonianza di alcune delle fasi più critiche, in quello cinematografico la guerra, semplicemente, non c’è. Finito il conflitto, nel 1948 tutti questi filmati vengono montati, su proposta dell’operatore stesso, in un documentario sonoro a titolo Costruzione dell’impianto idroelettrico di Lovero.
Linea a 220 kV Milano Grosio. Il palo n. 250
(Adolfo Ferrari, 1962, sonoro, b/n, 21’)
Il 1960 è un anno chiave: si innalza il livello delle attività interne (Guido Aristarco è in Aem per una conferenza su Cinema e Censura e il periodico aziendale dedica sempre più pagine al cinema, con articoli di alto spessore), e il gruppo gira e monta i suoi film più ambiziosi e riusciti. Il palo n. 250, ad esempio, che se da una parte si ispira al film di Olmi La pattuglia di passo S. Giacomo, dall’altra se ne distacca per la sua crudezza documentaria (la prima parte sul disservizio è certamente ricostruita, ma tutto il lavoro di ripresa sulla montagna in estreme condizioni atmosferiche è di un realismo spietato), e riesce a mettersi in evidenza pur nella povertà dei mezzi (il film si riferisce a un’interruzione sulla linea a 220 kV tra Grosio e Milano verificatosi il 18 aprile 1962, interruzione localizzata nella parte più impervia della linea tra la Val Seriana e la Valtellina e causata probabilmente da un ordigno piazzato da irredentisti altoatesini).

Estratto dal dvd “La Famiglia AEM. azienda, comunità e welfare – I documentari Aem (1930-1961)”
Gita in Valtellina del personale e visita agli impianti
(Arrigo Cinotti, 1930, 35mm,  muto, b/n, 20’)
Edizione sonora. Musica originale di Francesca Badalini
Colonia montana di Edolo
(Arrigo Cinotti, 1952, 35mm, sonoro, b/n, 8’)
Colonie estive e invernali, cassa mutua assistenza, cassa malattie, mensa aziendale, premi di studio assegnati dal Comitato culturale, alloggi per il personale e case popolari hanno per Aem un’importanza non inferiore ai lavori per la costruzione dei grandi impianti in Valtellina. Insieme ai dipendenti e alle loro famiglie, alle infrastrutture assistenziali, il paesaggio e il suo rapporto con l’“uomo dipendente” diventa il vero protagonista di alcuni di questi filmati.

Estratto dal dvd “Armonie del Lavoro – I documentari Aem (1928-1960)”
Gli impianti dell’Azienda Elettrica Municipale di Milano
(Giosuè Rippo, 1928, 35mm, muto, b/n e colore, 23’)
Edizione sonora. Musica originale di Francesca Badalini
Il film è da considerarsi il più “antico” dei filmati prodotti dall’Azienda, ed è realizzato su proposta dell’ingegnere Giosuè Rippo, figura nota negli anni Trenta per essere l’autore di manuali per il cinema e l’elettrotecnica. Muto e diviso in quattro parti, è realizzato con uno stile abbastanza datato per l’epoca, e mostra l’attività dell’azienda in maniera semplice, alternando quadri di illustrazione d’ambiente imbibiti (tecnica di colorazione all’anilina) e in bianco e nero. La prima parte descrive il periodo che dalla centrale termoelettrica a vapore di piazza Trento (1905) porta al primo impianto idroelettrico di Grosotto (entrato in funzione nel 1910) alla diga di Fusino, fino ad arrivare alla grande centrale di Fraele-Viola, ultimata proprio nel 1928. Protagonisti, insieme alle montagne e ai ruscelli che portano acqua ai bacini, sono i primi impianti dell’azienda, soli elementi di modernità fra i monti. Gli intertitoli appesantiscono la struttura della prima parte, e nella loro forma esplicativo-riassuntiva lasciano poco spazio ai quadri che mostrano le opere di presa e il territorio vergine in cui si stanno costruendo le dighe. Attraverso lunghi totali e lente panoramiche, si descrive la fatica e la difficoltà del lavoro in cava, i formicai umani in cui centinaia di uomini riducono enormi massi a piccoli pezzi pronti a essere sminuzzati e utilizzati per il cemento della diga. Qui il lavoro umano prende il posto dei tranquilli ruscelli e dell’illustrazione degli impianti: gli impiegati Aem, sempre visibili in figura intera, al centro della scena, sono caporali che controllano i manovali e che li dirigono, libro mastro alla mano
Lavori per la diga di San Giacomo
(Arrigo Cinotti, 1940, 35mm, muto, b/n, 7’)
Edizione sonora. Musica originale di Francesca Badalini
Il film costituisce un pre-montato di rari materiali di documentazione ante-guerra che andranno a finire in film successivi, composti dalla documentazione cinematografica raccolta dal nuovo operatore ingaggiato da Aem. Arrigo Cinotti
Cral Milano
(Arrigo Cinotti, 1952, 16mm, muto, b/n, 10’)
Edizione sonora. Musica originale di Francesca Badalini
Cral Milano è infatti quasi un film “di famiglia” sul dopolavoro aziendale, montato in quattro episodi e ritraente differenti momenti di svago dei dipendenti, alternato ai momenti in cui il “dare” (donare il sangue), si bilancia col “ricevere” (la cena, lo spettacolo di danza).

Estratto dal dvd “1958 Nelo Risi: un poeta in Aem  – I documentari Aem (1931-1981)”
Un fiume di luce
(Nelo Risi, 1958, 35mm, sonoro, colore, 10’)
Acqua equivale energia
(Nelo Risi, 1958, 35mm, sonoro, colore, 18’)
Due gemme e due eccezionalità assolute nella composita costellazione filmica dell’azienda milanese: sono di fatto i due unici film “d’autore” presenti tra le centinaia di titoli prodotti dagli anni Venti alla fine dei Sessanta, gli unici ad avere una produzione esterna e uno “script”, gli unici ad aver circolato al di fuori degli spazi aziendali e festivalieri, primo e ultimo tentativo di puntare ad una forma più classica e dispendiosa di documentario industriale d’autore in un’epoca in cui Aem  aveva completamente affidato la documentazione filmica a forze “interne”, sfruttando tecnologie leggere e di fatto realizzando un ponte tra il discorso culturale del presidente Tremelloni (il lavoratore come “unità collettiva”, cittadino e non suddito dell’Azienda), e l’uso del cinema. Risi porta lo stesso gruppo (ovvero il direttore della fotografia Carlo Ventimiglia e il compositore Carlo Potenza), sulle dighe della Valtellina per realizzare due distinti lavori per la municipalizzata milanese: Acqua equivale energia (1958), documentario prettamente aziendale, e Un fiume di luce, che nello stesso anno tenta di elaborare, con numerosi rimandi a Milano e alla sua elettrificazione, una storia universale dell’elettricità arricchita dalle belle animazioni di Pino Maccari.

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INFO
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