Senza data di scadenza: i libri Carthusia

Sono oltre 350 i titoli della casa editrice per l’infanzia, fondata nel 1987 da Patrizia Zerbi. Un catalogo coraggioso e innovativo, in cui spicca la collana “Musica disegnata e un po’ strampalata”, con albi illustrati che si leggono e si ascoltano

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 CarthusiaFin dall’inizio avevo deciso che Carthusia dovesse essere una casa editrice creativa e progettuale, impegnata sui temi sociali ed etici, attenta alla ricerca della qualità”. Così Patrizia Zerbi, in una recente intervista, ricorda l’ormai lontano marzo 1987 in cui ha fondato a Milano la pluripremiata publishing house. “Un mondo tutto al femminile – si legge – che da oltre trent’anni si occupa di comunicazione rivolta a bambini e ragazzi, insegnanti, genitori e tutte quelle figure che lavorano con l’infanzia”. Una casa editrice capace di scegliere anche argomenti “coraggiosi e difficili”, coinvolgendo sia autori e illustratori affermati sia giovani talentuosi, con un catalogo di oltre 350 titoli.

Abbiamo sempre cercato di dare ai nostri lettori – continua Zerbi – un’occasione per capire meglio se stessi e il mondo che li circonda, e aiutarli anche a cogliere, attraverso l’oggetto-libro, i valori della bellezza, della qualità e della cura”. Una particolarità di Carthusia è che tutti i libri pubblicati sono ideati e progettati all’interna della casa editrice, da cui deriva la grande quantità di autori e illustratori italiani. “I nostri libri – conclude la direttrice editoriale – sono tutti progettati pensando di realizzare un qualcosa che possa durare per tutta la vita. I libri non debbono avere una data di scadenza. Ci piace pensare che un nostro libro possa passare da una generazione all’altra senza perdere la sua capacità di raccontare”.

Un albo illustrato davvero senza tempo è “Il buon viaggio” della scrittrice, giornalista e traduttrice milanese Beatrice Masini, volume di grande formato che nel 2018 vinse il Premio speciale della giuria e il Super Premio Andersen, realizzato con l’Associazione bancaria italiana per il Festival della cultura creativa. Il buon viaggio è “quando cammini per conto tuo e stai bene così. E quando incontri qualcuno e ti accorgi che stai bene anche così, con qualcuno”, oppure “quando succede un imprevisto che si rivela una bella sorpresa”. Il picture book è una poetica ed evocativa riflessione sul viaggio, inteso come arricchimento personale, occasione d’incontro, possibilità di conoscenza, superamento degli ostacoli, messa alla prova della propria più intima essenza.

A rendere ancor più prezioso questo albo sono le meravigliose immagini di Gianni De Conno, illustratore di fama internazionale prematuramente scomparso tre anni fa (questo è stato il suo ultimo lavoro), che ci offre disegni hopperiani che suggeriscono visione oniriche, artistiche, fantastiche, dagli sfumati colori pastelli e dalle inquadrature inconsuete. Conclude questo libro preziosissimo un “Diario di viaggio”, dove il bambino può raccontare le esperienze già vissute o immaginare quelle che farà, incollare fotografie o realizzare un collage, descrivere gli imprevisti che gli sono accaduti o annotare la playlist delle canzoni che intende portare con sé: quattro grandi pagine interattive per fare, appunto, un “buon viaggio”.

Nel bosco arrivano tre animali: una gazzella, un ippopotamo, un leone. Sono di un colore “diverso” (sono tutti e tre di un bel rosa acceso) da tutti gli altri abitanti, che invece si conoscono da tempo e sono tutti simili. La loro “diversità” spezza l’equilibrio del bosco e tutti gli animali (dalla rana al picchio, dalla volpe al cinghiale) cominciano a chiedersi perché questi tre siano arrivati, cosa vogliono, cosa pensano di fare. E passan o da un iniziale sentimento di curiosità a un moto di fastidio e, alla fine, quasi di ostilità. Inizia così il bellissimo “Il respiro di tutti” di Sabina Colloredo, prolifica autrice milanese di libri per l’infanzia, realizzato con la onlus Fondazione Sacra Famiglia che da oltre cento anni si occupa di accoglienza e di integrazione della disabilità.

Un picture book importante, magistralmente disegnato dal giovane e talentuoso illustratore Marco Brancato, che ha accentuato le diversità mediante forti cromatismi. Ma come finisce la fiaba? Possiamo solo dire che il bosco, che “non concepiva rancori e divisioni” perché “se fosse finita la voglia di intrecciarsi, sarebbe finito il mondo”, si prende la responsabilità di intervenire, per cui chiede alle nuvole “una pioggia speciale (…) di quelle che cambiano le cose”. La fiaba, insomma, è una delicata metafora dell’incontro con il diverso, aiutandoci a comprendere il possibile disagio iniziale e indicandoci la strada per superarlo. Anche questo albo illustrato, come il precedente, si chiude con alcune pagine di laboratorio, dando la possibilità ai bambini di sperimentare e di raccontare le proprie esperienze.

Carthusia, diceva all’inizio la direttrice editoriale Zerbi, è fortemente orientata in senso creativo e progettuale. Uno straordinario esempio di questa vena geniale è la collana “Musica disegnata e un po’ strampalata”: una serie di deliziosi albi illustrati (finora sono stati pubblicati otto titoli), curati e scritti dalla pianista, compositrice e didatta musicale mantovana Elisabetta Garilli, dove “la sonorità delle parole e la forza delle immagini – si legge nell’introduzione alla collana – permettono ai piccoli lettori di ascoltare le illustrazioni e di vedere la musica”. La lettura del libro, infatti, si accompagna (inquadrando un QR code con la fotocamera di un cellulare) all’ascolto di tracce musicali dedicate, creando così un impasto davvero magico, che educa nello stesso tempo alla lettura e all’ascolto.

Gli albi illustrati della collana sono tutti stupendi, è davvero impossibile consigliarne uno più di altri. Noi ne segnaliamo due, scelti esclusivamente per gusto personale. Il primo è “Chouchou e la luna”, illustrato dalla pittrice e Premio Andersen 2017 Sonia Maria Luce Possentini, mentre le musiche sono eseguite dal maestro Roberto Paruzzo. Il volume è ispirato al compositore francese Claude-Achille Debussy, che chiamava Chouchou (farfalla, in giapponese) sua figlia Claude-Emma, ed è una poetica divagazione sullo straordinario potere evocativo della musica. Il secondo è “Un pianoforte, un cane, una pulce e una bambina”, illustrato dall’artista visuale Daniela Iride Murgia, realizzato con la Fondazione Palazzetto Bru Zane e con la pianista Nathalia Milstein. L’albo illustrato è dedicato alle opere pianistiche di Mel Bonis, compositrice nata alla metà dell’Ottocento, autrice anche di numerose musiche per bambini, in cui “ha dipinto – scrive Elisabetta Garilli – racconti, giochi, emozioni e sogni, donandoci un mondo di suoni, una tavolozza di colori per continuare a creare”.

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