Marco Aime incontra Ugo Morelli

Giovedì 3 dicembre ore 18 - LIVE sulla pagina Facebook del Teatro Cristallo di Bolzano per parlare di Comunità e immunità

0
260

Proseguono gli incontri online del teatro Cristallo con ll noto antropologo Marco Aime.
Giovedì 3 dicembre, sempre sulla pagina Facebook del teatro Cristallo, alle ore 18 sarà possibile partecipare al dialogo in diretta con lo psicologo trentino Ugo Morelli (docente all’Università di Bergamo) sul tema “Comunità e immunità“. Un tema di grande attualità in questo periodo di pandemia in cui ci troviamo tutti esposti, più che mai, ad un virus che sta buttando letteralmente all’aria la presunzione, propria dell’occidente, di aver raggiunto un modello di civiltà inespugnabile, invincibile, garante della difesa della società da possibili aggressioni dall’esterno. Un’idea di società immune appunto. Questo mito è in sfacelo. E va ripensato. “Sta nel rapporto/scontro tra immunità e comunità – spiega Ugo Morelli – la sfida che dobbiamo essere in grado di risolvere in chiave generativa. Fatto nostro il mito prometeico (quello del progresso e dello sviluppo umano senza fine) ci siamo fin qui illusi di poter procedere separati e non coinvolti – immuni appunto – rispetto a ciò che ci circonda. Fiduciosi nelle magnifiche sorti e progressive, ci siamo immaginati invincibili. E’ stato doloroso ma inevitabile scoprirci invece fragili, precari, spaesati, incerti”.

E ancora: “Fragili di fronte a una malattia che – invisibile come erano le radiazioni di Chernobyl qualche decennio fa – si fa beffe della globalizzazione utilizzando i suoi stessi mezzi per viaggiare ed espandersi. Incerti dentro reti sociali (dalle famigerate feste private fin dentro le RSA, dal calcetto ai luoghi della creatività, dai vari livelli della formazione alle reti della solidarietà) che pur indebolite da distanziamento e restrizioni perché potenziali vettori della trasmissione del virus devono rimanere indispensabili strumenti della tenuta e della coesione oltre che dell’animazione sociale e culturale delle nostre città. E dunque in assenza degli altri non esistiamo.

Dobbiamo ricordarcelo. Abbiamo bisogno di riconoscimento e di confronto”.

LEAVE A REPLY