La Metamorfosi

Il 19 dicembre, ore 21.15, su Rai5

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Foto di Claudia Pajewski

Con lo stesso spirito con cui ha rigenerato le modalità spettacolari nel corso della sua carriera, e con il talento unico nel creare dispositivi scenici che rompono lisolamento dello spazio teatrale, Giorgio Barberio Corsetti svela finalmente al pubblico la sua nuova creazione, LA METAMORFOSI di Franz Kafka, con un debutto televisivo in prima nazionale trasmesso sabato 19 dicembre (ore 21.15) su Rai5.

Il capolavoro kafkiano si mostra nella sua prima apparizione pubblica direttamente dagli schermi della tv, ricongiungendo idealmente la platea di spettatori con il palcoscenico dellArgentina, dove avrebbe dovuto debuttare il 10 novembre, e infrangendo le barriere tra le arti e i formati differenti dal teatro. Un atto di creatività che oltrepassa la soglia del performativo senza pubblico in sala per farsi raccontare dallocchio delle telecamere in questa produzione del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, la cui attualità si ripropone oggi prepotentemente nel rapporto fra individuo” e “mondocon cui la pandemia in corso costringe ogni giorno ciascuno di noi a confrontarsi. 

Nato in stretta relazione con le riflessioni e i limiti imposti dalla crisi emergenziale, il nuovo lavoro di Barberio Corsetti porta il regista, ancora una volta, ad immergersi nelluniverso kafkiano, seguendo latto terribile della sua scrittura che si inoltra nello squarcio profondo dellalienazione sociale e della depressione, per indagare fragilità e inquietudini che, al di là di turbolenze specifiche, ci vedono tutti protagonisti. Così, dopo Descrizione di una battaglia, America, Il Processo, Il Castello, ritorna a confrontarsi con lopera del grande scrittore del Novecento, in una ricorrenza creativa attraverso la poetica dellautore boemo che ha segnato in modo deciso la sua carriera quarantennale, fin dal debutto sul palco leggendario del Beat 72. 

Con La metamorfosi, in questo speciale momento in cui il contatto è negato, Barberio Corsetti fa i conti con una scrittura che coinvolge corpi e racconta una trasformazione fisica, che impatta sensi e linguaggio. Una trasformazione paradossale, letteralmente animalesca, che si manifesta nella mutazione in scarafaggio del protagonista Gregorpotente allegoria di una vita scandita da moti dellanimo, ritmi lavorativi, rapporti familiari e sociali, sovrapposizioni e incomprensioni, che racchiudono gli elementi della nostra esistenza attuale a cui segue lisolamento, la repulsione, la necessità di rinchiudersi in una stanza, al sicuro ma distanti dal resto del mondo fino ad arrivare allannullamento totale. Attraverso le parole di Kafka, assumiamo il punto di vista di Gregor, che è insetto ma pensa da essere umano, sperimentando la condizione quasi cosmica, e metafisica, di un personaggio che sembra segnato dal male della depressione indotta dallalienazione del lavoro subordinato, dalla maldicenza, dalla separazione da ogni forma di socialità. «In terza persona, Gregor si guarda e ci racconta, ci fa vedere la realtà con i suoi occhi commenta Barberio Corsetti abbandona il mondo degli umani e si trasforma, assume un altro corpo, immaginario, nato nel bozzolo protettivo del letto». La causa prima di questa rinuncia a se stesso, che si esprime nella fuga dalla propria identità, è il suo lavoro e la sottomissione alle sue regole massacranti, allimbecillità gerarchica, con uneco lontana di minacciose strutture burocratiche e voci maldicenti. «Spesso in Kafka il lavoro è il motore nascosto, il luogo di partenza o di arrivo, motivo che si mescola irrimediabilmente con i luoghi più segreti della vita intima, contaminandola di colpe sconosciute ed espiazioni impossibili, individuabili forse solo in punto di morte continua Barberio Corsetti Kafka come sempre va preso alla lettera, crea un paradosso e lo porta fino alle estreme conseguenze, conduce un gioco immaginario e mentale spietato, che porta Gregor, e noi con lui, allannullamento. La metamorfosi è un’opera-mondo che si irradia da una stanza e invade lappartamento che la circonda, in cui si svolgono eventi imprevedibili, assoluti, vissuti da personaggi tragici e comici. Sono malinconiche costellazioni familiari in una notte piena di nubi che prendono nella mente dimensioni gigantesche. C’è una finestra, ma per Gregor lesterno perde i contorni, diventa ununica nebbia, mentre rimpicciolisce, il suo mondo è ora tutto lì dentro. Mentre Gregor si perde nella sua stanza angolo viaggiando verso il proprio azzeramento, la famiglia umana ritrova una sua forza, estromettendolo si ricompone pronta a riprodursi». 

I mondi creati da Kafka riescono inevitabilmente a rivelare un senso di limitatezza, fatta di gesti e situazioni in costante ambivalenza, che rimanda, come sottolinea Barberio Corsetti, a una «possibilità di comunicazione al di là della pura e semplice sopraffazione di questi universi, che si clonano e si moltiplicano». Una scrittura che si avvolge rendendo gli immaginari vivi, «parte di paradossi che diventano visibili, un mondo impossibile e allo stesso tempo perfettamente aderente e coerente. Per me conclude lartista – è stato naturale cadere dentro Kafka, dove la scrittura non è interrogata soltanto come modo unico di trasferire il pensiero in parole e poi depositarlo sul foglio, ma come un atto assoluto, un atto che si incide nel corpo, che ha a che fare profondamente col corpo e col gesto e che è totalmente e assolutamente non rappresentabile».

Il debutto televisivo della Metamorfosi di Barberio Corsetti, registrato presso il Teatro Argentina in assenza di pubblico in sala, testimonia la vicinanza della Rai, attraverso Rai Cultura, al mondo dello spettacolo profondamente colpito dagli effetti del Coronavirus. La trasmissione è parte della Trilogia dellinquietudine (ogni sabato alle 21.15 su Rai5 dal 5 al 19 dicembre), un ciclo di appuntamenti dedicati a scrittori e drammaturghi che hanno intercettato e sostanziato con le loro penne le inquietudini della società europea tra Ottocento e Novecento.

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LA METAMORFOSI firmata da Giorgio Barberio Corsetti

debutta in tv per la sua prima nazionale

sabato 19 dicembre in onda su Rai5 

La nuova produzione del Teatro di Roma porta nelle case del pubblico televisivo il classico kafkiano che, riletto oggi, si fa racconto di grande contemporaneità, assorbendo le istanze del nostro presente ed evocandone la condizione di costrizione, alienazione e distanziamento.

Nello spazio ristretto in cui è rinchiuso Gregor linsetto una stanza simbolica di un luogo interiore  e del confinamento – si riflette una metamorfosi comunicativa, lanomalia del distacco che circonda tutti noi.

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LA METAMORFOSI

di Franz Kafka

adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti

Mondadori Libri, traduzione di Ervino Pocar

con Michelangelo Dalisi (Gregorio Samsa), Roberto Rustioni (Il Padre), Sara Putignano (La Madre), Anna Chiara Colombo (La Sorella Rita), Giovanni Prosperi (Il Procuratore, Pensionante II, Contabile Universale II), Giulia Trippetta (La Donna di Servizio, Pensionante III), Dario Caccuri (Pensionante I, Contabile Universale)

vocal coaching e musiche Massimo Sigillò Massara

scene Massimo Troncanetti – costumi Fracesco Esposito – luci Marco Giusti

aiuto regia Giacomo Bisordi – assistente alla regia Tommaso Capodanno 

Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale