“Freefolk”, il nuovo album solista di Massimo Garritano

In uscita dal 29 gennaio per la Manitù Records

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Si può scrivere un manifesto anche senza usare le parole. Equello che ha fatto il chitarrista Massimo Garritano con il suo nuovo album solista Freefolk, in uscita per la Manitù Records il 29 gennaio 2021.

Attraverso sedici composizioni strumentali, tredici nella versione in vinile, Massimo Garritano ci parla di integrazione musicale come metafora di quella sociale in quello che è a tutti gli effetti un concept album (anche) politico, una sorta di zibaldone musicale coltivato per anni e immaginato già nel titolo e nelle intenzioni, prima ancora che nella musica.

Ma il processo che ha portato alla genesi di Freefolk, il secondo dopo lesordio nel 2016 di Present”, è il frutto di un lavoro artigianale, di una ricerca artistica e personale in cui niente è lasciato al caso.

Massimo riprende in mano la chitarra acustica a 36 anni, in occasione del suo ritorno a San Fili, piccolissimo paese arroccato nella provincia cosentina, dove era cresciuto e dove cominciò a studiare in adolescenza i primi accordi musicali. Sono da sempre un appassionato di musica – ricorda Massimo – ma quando iniziai a suonare non fu per farne una professione. Lobiettivo era riuscire a suonare ai falò per conquistare le ragazze. Sorvolo sui fallimenti del mio primo repertorio, che era composto da brani come My My, Hey Hey”, “The Road”, “Cocaine. Tutta roba poco appetibile da far cantare a un falò ma buona per far limonare gli altri.

È in questo ritorno, in qualche modo anche alle origini, che emerge una nuova anima musicale, spesso in conflitto con tutta la musica suonata fino ad allora. Dubbi, domande e insoddisfazioni non hanno però fermato la ricerca e lo studio dello strumento. Fin quando, alla volontà venne incontro anche il caso.

Mi piace molto quello che suoni, è freefolk?” la domanda di un entusiasta ascoltatore alla fine di un suo concerto risuonò nelle orecchie di Massimo come unaffermazione.

Nacque così sia lidea di fare un disco con questo titolo: una nuova identità aveva finalmente trovato forma nella ricerca di accordature alternative, oltre a quella tradizionale, nella ricerca timbrica e nella consapevolezza che due anime – quella elettrica, più moderna, e quella acustica, più primordiale – potevano finalmente convivere insieme.

Tutto il bagaglio di vita prende forma in nuove composizioni. Fu una epifaniaricorda ancora Garritano – percepivo vividamente che si era innescato un cambiamento.”

Il disco è costituito da composizioni istantanee e canzoni. In apertura c’è Haiku #7, la prima di quattro schegge musicali, ispirate agli omonimi e brevissimi componimenti giapponesi di tre versi, che attraversano il disco come un sottile filo conduttore. In Magara, il chitarrista rievoca una figura femminile, fantastica, misteriosa e danzante, mentre, nel successivo Pitagora, limprovvisazione modale apre a spazi e orizzonti più ampi. Ispirata allanarchico calabrese giustiziato nel 1933 per il tentato omicidio del presidente americano Roosevelt, Joe Zangara è un brano per solo bouzouki con al suo interno tre temi, Maggiore-Minore-Maggiore e improvvisazioni ritmico-melodiche. Incastonato circa a metà album, troviamo il prezioso cammeo John Fahey, dedicato allomonimo chitarrista e compositore statunitense.

In Bottle Cup Blues, Garritano suona una chitarra classica fretless, preparatacon un tappo di plastica inserito tra corde e tastiera, modificando sensibilmente il suono e le armonie. Attese Disattese doveva essere un altro Haiku, invece, il riff melodico e ritmico ha preso man mano una forma, fino a diventare brano a sé.

Una danza nuova condivide non solo la stessa accordatura di Night Moon, ma anche unimportante natura evocativa. Custodito nellarchivio per ventanni e riscoperto durante il lockdown, Life in a Box è il brano in cui Garritano ha trovato la motivazione necessaria per portare a compimento lintero album.

Il freefolk raggiunge anche lIndia e si manifesta in PersuAsian e Marvaellous, due improvvisazioni basate sui raga, le tipiche successioni di intervalli modali della musica indiana. Lalbum si chiude con unesortazione a uno sguardo delluomo più ampio e libero da pregiudizi. In Xenos, infatti, lunione del suono dellellenico bouzouki con gli effetti digitali rappresenta lincontro tra tradizione e contemporaneità.

Questa seconda fatica discografica di Massimo Garritano è, in sintesi, una pacifica incursione nella musica di altri mondiraccontata con uno sguardo contemporaneo, con gli occhi e i suoni di chi è riuscito semplicemente a mettersi in ascolto.

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Tracklist

01 Haiku #7

02 Magara

03 Pitagora

04 Bottle Cup Blues

05 Haiku #11

06 Attese Disattese

07 Una Danza Nuova

08 Marvaellous

09 Haiku #9

10 John Fahey

11 Joe Zangara

12 Life in a Box

13 Night Moon

14 PersuAsian

15 Haiku #10

16 Xenos

All music composed and performed by Massimo Garritano

Recorded in February and July 2020 by Pierpaolo Mazzulla at Wood Studio (Cosenza)

Mix and Master by Francesco Malizia in August/September 2020 at Kaya Studio (Rende, CS)

Art Work: Raffaele Cimino

Massimo Garritano plays acoustic, classical fretless and prepared guitars, bouzouki, live electronics and lap steel MG Signature built by Mario Silent BluesMassaro.

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Sito: www.massimogarritano.com

Facebook: www.facebook.com/massimogarritanomusic

Spotify: https://open.spotify.com/artist/6L0e2q05kFAKO6PgDF9jcX

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