Intervista a Emiliano Toso

Il Biologo che compone musica a 432Hz

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La musica ha un ruolo fondamentale nella nostra vita. La ricerca scientifica lo conferma ed Emiliano Toso, Biologo Cellulare e Musicista Compositore a 432Hz, lo dimostra. La sua carriera scientifica, infatti, culmina nella ricerca musicale, nella vera e propria integrazione tra biologia e musica e nell’incisione del suo primo album: Translational Music.

Vi raccontiamo questa particolare scelta artistica in una breve intervista.

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Emiliano Toso, Biologo Cellulare e Musicista Compositore, ci racconta il suo percorso di studi?

Sono laureato in Scienze Biologiche, anno 1998. Nel 2008 conseguo il dottorato in Biologia Umana presso l’Università di Torino, con specializzazione in basi molecolari e cellulari. Ho lavorato per 16 anni come Associate Director responsabile del gruppo di Biologia Molecolare presso la Merck – Serono, nel set up di metodi approvati da FDA ed EMA. Contestualmente a questa ricerca scientifica, ho cercato di portare avanti un percorso di crescita personale insieme alla mia passione per la musica e per la composizione.

Quando si è avvicinato alla musica?

Da sempre, fin da bambino; è sempre stato un filo conduttore. Ho cominciato con il mio primo strumento, la tromba, per poi proseguire con il pianoforte, componendo e suonando i miei brani.

E come è maturato il suo progetto che coniuga la scienza alla musica? Come è nato l’album Translational Music?

Non avrei mai pensato di unire le mie due più grandi passioni, biologia e musica, in un unico elemento. Per molti anni, alla sera, come momento di relax, ho composto la mia musica che è rimasta nel cassetto fino ai quarant’anni, quando mi sono fatto il regalo della vita e ho deciso di incidere in un cd i miei brani, per regalarlo ai miei invitati. Così è nato l’album Translational Music! Un mare di cellule sotto un cielo di musica: così mi piace pensare alla mia musica, ad un unico grande organismo fatto da milioni di cellule, esattamete come è fatto il nostro corpo.

L’arte, ha, a suo parere, una componente curativa, terapeutica?

Sì! In particolare riferendoci all’alta sfera emozionale e al ruolo delle emozioni sulla nostra salute. Basti pensare alla risposta fisica che certe melodie, quadri, danze possono suscitare nel corpo.

I linguaggi della musica, dei colori e del movimento sono molto simili al linguaggio della vita: il ritmo, la melodia, l’intenzione con cui possiamo leggere uno spartito musicale determina l’autenticità e l’emozione che l’ascoltatore prova in quel momento. Grazie a quella vibrazione possono nascere trasformazioni a livello fisico, emozionale e mentale.

Cosa significa esattamente comporre a 432Hz? E come interviene la musica sulle cellule? Quali influenze comporta, effettivamente, sullo stato psicofisico di un organismo?

Translational Music utilizza strumenti acustici accordati con il la centrale a 432Hz; in questo modo, diversamente dall’accordatura a 440Hz, si producono frequenze che risuonano più facilmente con le cellule del nostro organismo. Questa musica deve parlare lo stesso linguaggio del nostro corpo, di ciascuna delle nostre cellule che è uno strumento musicale che vibra con il suo citoscheletro, risuonando con l’intero universo intorno a noi. Per questo gli strumenti che suono, e che prendono parte a Translational Music, devono essere acustici e accordati con questa speciale accordatura a 432Hz.

Quali sono i suoi progetti di ricerca artistico-scientifica per il futuro?

Alcuni progetti attualmente in corso sono il cortometraggio Waterlife, dedicato all’acqua, al ciclo della vita nella splendida cornice della città di Venezia, dove l’elemento è protagonista, per celebrare la resilienza in questo periodo storico così particolare.

Lo si puo vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=Cjq8tv7_-GU&t=36s

Contemporaneamente, coesiste lo sviluppo sempre più ampio del progetto “Operatori del benessere Translational Music”, una rete di operatori tra i più svariati ambiti che utilizzano la mia musica nella loro professione, tra cui medici, infermieri, operatori olistici, massaggiatori, ostetriche, per arrivare addirittura all’utilizzo in agricoltura e in progetti in scuderie.

Stiamo inoltre lavorando a un nuovo progetto che raccoglierà dati relativi agli effetti che Translational Music ha sul corpo umano; sarà reso noto a breve.

Grazie.

Ines Arsì

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