L’Incanto del Movimento di Brazzo-Volpintesta omaggia Primo Levi

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Per NON dimenticare, nella ricorrenza in memoria della Shoah, “l’incanto del Movimento”, performance in Prima assoluta degli artisti Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta, già étoile e primi ballerini scaligeri, omaggia Primo Levi con un Progetto artistico apripista in mostra stabile, istituito presso la Centrale dell’Acqua di Milano in sinergia con MM e Istituto Politecnico.

Nel contesto del palinsesto culturale, della settimana designata, in ricordo delle vittime dei campi di sterminio nazista in cui Primo Levi, ebreo deportato ad Auschwitz, è stato vittima e testimone attraverso le sue opere letterarie, la Centrale ospitante il museo offre una straordinaria ed unica opportunità di conoscere la vena scultorea ed artistica, che pochi sanno, dell’autore.

Levi, scappato dal lager, partigiano antifascista, s’impone agli esordi nel panorama letterario con un’opera dal titolo “Se questo è un uomo”, quasi un diario, un racconto lucido ed agghiacciante della sua esperienza nel campo di concentramento e della disumanizzazione dell’uomo.

Laureato in chimica, pochi sanno che ha prodotto opere artistiche e installazioni attingendo proprio dagli studi scientifici, spesso citati anche direttamente o indirettamente, nei suoi scritti letterari, influenzandone i temi da cui trae ispirazione per le sue creazioni, i cui i soggetti sono tratti dalla natura e dal regno animale.

Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta, chiamati a raccontare con il movimento corporeo le 17 sculture in filo di rame intrecciato, si pongono con estrema delicatezza traducendo in danza, la trama sottile del fil rouge, sulla musica del concerto per Violino di Philip Glass, come un filo conduttore, tra la materia inconsistente e lo scheletro leggero di rame degli animali fluttuanti di Primo Levi, metafora di corpi violati e scarnificati dalla bestialità dell’uomo, portati alla vita dal soffio del respiro del suo creatore simbolico, Andrea, e della sua musa, Sabrina.

Figure d’incanto del Movimento, è molto più di una danza, è una riflessione a voce alta espressa con le modalità della comunicazione non verbale del gesto, del teatro in danza, e si tesse sulla sovrapposizione delle immagini delle trame del filo di rame delle sculture e negli spazi museali industriali della Centrale dell’Acqua, costruiti in video con sensibile dovizia di montaggio, ripresa e produzione, da Franco Covi.

Meditate che questo è stato, scolpitele nel vostro cuore…ripetetele ai vostri figli, perché non si ripeta” Primo Levi

Intervista dalle parole di…

Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta

È stato come andare in trans, e lasciarsi condurre dalle note del violino di Glass che accarezzano il filo sottile di rame come una trama. Nella sala museale ci siamo sentiti in estasi, un’attrazione verso una forza che ci guidava nelle sequenze. Abbiamo scelto quattro delle opere che descrivono gli animali, tra cui la farfalla, senza sapere che fosse anche la prediletta dallo stesso Primo Levi. Andrea… ho pensato in quel momento, che tu Sabrina, potessi essere il mio filo di rame che si muove nello spazio”.

Dalle parole di presentazione di Luca Montani, responsabile comunicazione del Museo dell’Acqua, dedicato alle professioni e alla cultura del Politecnico nel territorio sociale milanese. Sottolinea la primizia di questa opera Prima, vista solo da pochi altri a Torino precedentemente, e la raffinatezza con cui Primo Levi maneggia da umanista e da tecnico la materia, testimone di un drammatico periodo storico indelebile.

Anche Filippo Del Corno, Ass.re alla Cultura di Milano, sottolinea il valore dell’operazione artistica nel rimarcare il dramma e le atrocità dello sterminio nazista, come l’emblema del mattatoio europeo .

Daniela Tedeschi dell’Ass.ne “Figli della Memoria” mette in risalto l’elaborazione evocativa delle opere di Levi ed una vena artistica che si scopre. Nello spirito della mostra si concepisce il trait d’union con la Scuola nel senso educativo ed istituzionale attraverso il racconto lucido di una zona grigia della storia dell’umanità.

L’importanza di questi intrecci hanno una luce propria. Sono sculture del mondo animale, esperienza di vita, chimica della natura, scarnificata, spogliata di tutto, come l’atroce destino delle anime dei lager.

Dal pensiero di Stefano Cetti, Direttore Generale di MM, arriva il senso della Cultura Politecnica con cui l’azienda ha coniugato in modo poliedrico e poliformico il modo di ampliare ed allargare il perimetro di attività e contaminare con una forte matrice tecnica, la cultura, in questo caso tra la performance, e il concetto di movimento in senso lato del moto dell’acqua, come della metropolitana, sotto un comune denominatore, nella Giornata della Memoria, perché non diventi uno stereotipo celebrativo fine a se stesso.

Nelle parole risolutive del Presidente Simone Dragone, la conclusione con il saluto ebraico, “Shalom”.

www.centraledellacqua.it

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