laVerdi: Cajkovskij 5

Il 5 marzo, ore 21, in streaming sul sito web dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

0
248
Foto di Marco Borggreve

Petr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n.5 in mi minore op.64

Andante. Allegro con anima

Andante cantabile con alcuna licenza

Valse. Allegro moderato

Finale. Andante maestoso – Allegro vivace

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Stanislav Kochanovsky Direttore

———–

Si conclude venerdì 5 marzo alle ore 21 sul portale streaming dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (streaming.laverdi.org) il viaggio nel tridente delle ultime sinfonie di Petr Il’ič Čajkovskij.

Una per ogni mese, in questo avvio di 2021. Prima, a gennaio, la Quarta sinfonia in fa minore, diretta da Michael Sanderling. Poi, a febbraio, la Sesta Sinfonia, sotto la bacchetta del Direttore Musicale de laVerdi, Claus Peter Flor.

L’anello di giunzione tra le ultime “pari” avviene a un mese esatto dalla data di messa in onda della “Patetica”, ed esattamente il 5 marzo, con un altro grande direttore, altro graditissimo ritorno all’Auditorium di Largo Mahler. La Sinfonia n.5 in mi minore op.64 sarà trasmessa nell’interpretazione di Stanislav Kochanovsky, direttore di grandissima classe, che offre così i suoi spunti per cucire insieme il Cajkovskij della Quarta e quello della “Patetica”, dirigendo l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi nella Sinfonia composta ben undici anni dopo la precedente, anni in cui il compositore si dedica maggiormente alla realizzazione di opere, concerti e altri pezzi orchestrali.

Datata 1888, la Sinfonia in mi minore non godrà immediatamente di grande popolarità, e sarà il grande Direttore d’orchestra Arthur Nikisch, alla morte di Cajkovskij, a riportarla in auge per mostrarne la raffinata bellezza.

Così come la Quarta e la Sesta, nell’ambito della Quinta Sinfonia viene sviluppato un discorso musicale che vuole raccontare la lotta di Cajkovskij col destino, una contesa impari dove la volontà dell’uomo soccombe miseramente alla forza del fato, disegnando musicalmente un oscillare perpetuo tra una visione del mondo distesa e serena, e un pessimismo cupo e indomabile.

Un’alternanza che ben si percepisce a partire dal primo movimento, l’Andante-Allegro con anima, dalle tinte drammatiche, passando per il più disteso Andante cantabile con alcuna licenza e il lirico Valzer del terzo movimento, fino al ritorno del tema del destino nell’ultimo movimento, l’Andante maestoso-Allegro vivace, una frenetica e appassionante corsa in cui si intrecciano stati d’animo contrastanti.

Stanislav Kochanovsky, un talento che a San Pietroburgo è nato e cresciuto, e che ha potuto respirare nei corridoi del Conservatorio anche un po’ dell’anima di Cajkovskij. Un direttore che conosce bene questo repertorio, e che all’Auditorium di Milano ne ha già dato prova dirigendo, un anno e mezzo fa, la Suite n.3 in Sol Maggiore op.55, oltre al Secondo Concerto per violino di Prokofiev (accanto alla solista Caroline Widmann). Un gradito ritorno di una stella del firmamento della direzione d’orchestra, il cui gesto è stato recentemente definito “bello, elegante e raffinato, quasi come stesse ‘scolpendo’ il suono”.

In Streaming sul portale web dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (streaming.laverdi.org)

Esattamente come accade per i concerti dal vivo, laVerdi non rinuncia agli approfondimenti. Ed è così che, insieme ai concerti, anche i programmi di sala approdano online, e diventano consultabili sul portale online de laVerdi. Un ulteriore modo di rendere la fruizione musicale ancor più completa e consapevole, una strategia per avvicinare ancor di più la modalità di ascolto online a quella dei concerti dal vivo.

———-

Biografia

Stanislav Kochanovsky direttore

Nasce e studia a San Pietroburgo ed è oggi considerato tra i più brillanti e promettenti giovani direttori russi. Con una profonda e vasta conoscenza dei repertori sinfonico ed operistico, già durante gli anni di formazione ha diretto al Mikhailovsky Theatre come Direttore Principale della State Safonov Philharmonic Orchestra, e sta ora ricevendo attenzioni dalle orchestre e dai teatri di tutto il mondo.

La stagione 2020/21 vedrà i debutti con i Wiener Symphoniker, la Deutsches Sinfonie-Orchester di Berlino, la Berner Symphonieorchester e tornerà a dirigere l’Orchestre de Paris, la Netherlands Philharmonic, l’Orchestre Philharmonique de Strasbourg, la Oslo Philharmonic, la Malaysian Philharmonic e le principali orchestra russe fra cui la St. Petersburg Philharmonic, la Mariinsky Orchestra, la Russian National Orchestra, la National Philharmonic of Russia e la Moscow Philharmonic Orchestra.

Recentemente ha debuttato con successo con la Royal Concertgebouw Orchestra, la Philharmonia Orchestra londinese, la Oslo Philharmonic Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Netherlands Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, la Danish National Symphony, la Dresden Philharmonic e con la Israel Philharmonic. Torna regolarmente a dirigere l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Rotterdam Philharmonic, l’Orchestre de Paris, la Netherlands Radio Symphony e molte altre.

In seguito al grande successo al suo debutto al Verbier Festival nel 2017 con la Verbier Festival Academy, è ormai ospite regolare dirigendo ogni anno un’opera in concerto: Eugene Onegin (2017), Rigoletto (2018), Die Zauberflöte (2019), e un programma sinfonico con i solisti Lucas Debargue e Mikhail Pletnev. È inoltre ospite regolare dello Stars of the White Nights di San Pietroburgo, del Klarafestival di Bruxelles e di MITO SettembreMusica di Milano e Torino.

In ambito lirico, di recente ha diretto La dama di picche ed Eugene Onegin all’Opernahus di Zurigo, Iolanta al Maggio Musicale Fiorentino, Il principe Igor alla Dutch National Opera di Amstedam e Boris Godunov alla Korean National Opera, collaborando con registi fra i quali Dmitri Tcherniakov e Barrie Kosky. Come direttore ospite, dirige regolarmente al Teatro Mariinskij (Tosca, Madama Butterfly, Evgenij Onegin, Iolanta, Boris Godunov, Samson et Dalilah…), e ha oltre trenta opere nel suo repertorio.

Oltre al repertorio classico, ha un profondo interesse anche per la direzione di lavori raramente eseguiti. Nelle ultime stagioni, ha diretto lavori rari come il Requiem di Ligeti, Prefatory ActionMysterium di Scriabin-Nemtin, Psalmus Hungaricus di Kodály con la Belgian National Ochestra, l’opera incompleta di Shostakovich The Gambler alla Chamber Opera di San Pietroburgo, Silence di Myaskovsky e il Concerto per pianoforte n.1 di Medtner con la Russian National Philharmonic di Mosca; le cantate Sulamith di Jan van Gilse e John of Damascus di Sergei Tanejev con la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra.

Si dedica inoltre ad eseguire lavori di compositori contemporanei quali Dean, Fedele, Broström, Visman, Campogrande, Martinsson, Golijov, Thorvaldsdottir, Tarnopolski, Rääts e molti altri.

LEAVE A REPLY