laVerdi: “Trasfigurazione”

Il 12 marzo, ore 21, in streaming sul sito web dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

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Foto di Studio Hanninen

Dmitri Šostakóvič Concerto per violino e orchestra n. 1 in La minore op. 77

Notturno: Moderato

Scherzo: Allegro

Passacaglia: Andante-Cadenza (attacca)

Burlesque: Allegro con brio – Presto

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Violino Francesca Dego

Direttore Jader Bignamini

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Dopo Prokofiev, Lyadov e Cajkovskij, ecco che sul portale streaming dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi approda una ulteriore declinazione dell’anima russa, nell’interpretazione di un’accoppiata tutta italiana. Si tratta del Concerto per violino e orchestra n. 1 in La minore op. 77 di Dmitri Šostakóvič, affidato al violino di Francesca Dego, con cui laVerdi ha recentemente avuto l’onore di suonare anche nell’ambito del concerto inaugurale di MITO Settembremusica del 2020, e la bacchetta di Jader Bignamini, che tra le fila dell’Orchestra Verdi ci è cresciuto e la cui vocazione per la Direzione d’orchestra è fiorita proprio all’Auditorium di Milano. L’atteso ritorno di un orgoglio di Largo Mahler, nominato un anno fa Direttore Musicale della Detroit Symphony Orchestra.

Succede venerdì 12 marzo alle ore 21 sul nuovo portale streaming de laVerdi (streaming.laverdi.org), data in cui questa coppia di talenti esegue questa importante pagina del repertorio violinistico, originariamente scritta per essere suonata durante il secondo dopoguerra (1947/1948), e che, a causa dei difficili rapporti tra Šostakóvič e il regime sovietico, finì in un cassetto per qualche tempo prima di essere presentata al pubblico. La prima esecuzione avvenne dopo la morte di Stalin, nell’Ottobre del 1955, con la Leningrad Philharmonic diretta da Evgenij Mravinskij e il violino di Ojstrach. A lui, del resto, sono dedicati entrambi i Concerti per Violino e la Sonata op.134 di Šostakóvič, oltre a quello di Aram Chačaturjan e le due sonate di Prokofiev. Un punto di riferimento imprescindibile per il violinismo russo del Novecento.

Se è vero, come fa notare lo storico Boris Schwartz, che la poetica di Šostakóvič in quegli anni si dividesse tra una produzione più “accessibile” e più conforme alle linee-guida sovietiche e una più complessa e adatta a soddisfare gli standard artistici”, il Concerto n.1 rientra senz’altro nella seconda categoria. E basta sfogliare la partitura per rendersene conto. Fin dall’apertura, il Notturno, il primo movimento, che inizia in pianissimo e in cui è possibile ritrovare una certa maniera compositiva un po’ à la Bàrtok, specie nell’invenzione melodica affidata al violino. Poi, la danza demoniaca del secondo tempo, lo Scherzo, in cui compare per la prima volta quel crittogramma musicale che Šostakóvič userà spesso per rappresentare sé stesso in numerosi suoi lavori. Si tratta delle note Re, Mi bemolle, Do e Si naturale, che in notazione musicale tedesca risultano come “D, Es, C, H” (pronunciato come “De-Es-Ce-Ha “), andando dunque a rappresentare così le iniziali del compositore nella traslitterazione tedesca: D. Sch. (Dmitri Schostakowitsch). Segue la Passacaglia, il movimento che raggiunge indubbiamente l’apice emotivo dell’intero concerto, e che termina con una cadenza eccezionalmente lunga che conduce alla sfavillante Burlesque finale.

Quasi una Suite di danze stilizzate, affidate al talento espressivo di due musicisti che rappresentano un orgoglio italiano nel mondo. Quasi una reminiscenza musicale di quella tournée in Russia che li vide protagonisti assieme, proprio con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, nel lontano 2012.

In Streaming sul portale web dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (streaming.laverdi.org)

Esattamente come accade per i concerti dal vivo, laVerdi non rinuncia agli approfondimenti. Ed è così che, insieme ai concerti, anche i programmi di sala approdano online, e diventano consultabili sul portale online de laVerdi. Un ulteriore modo di rendere la fruizione musicale ancor più completa e consapevole, una strategia per avvicinare ancor di più la modalità di ascolto online a quella dei concerti dal vivo.

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Biografia

Francesca Dego violino

Francesca Dego è tra i giovani violinisti più richiesti sulla scena musicale internazionale.

Artista Deutsche Grammophon dal 2012, il suo debutto orchestrale con i concerti di Paganini e Wolf-Ferrari insieme alla City of Birmingham Symphony Orchestra diretta da Daniele Rustioni e pubblicato nel 2017 ha riscosso grande consenso internazionale di critica. Nell’autunno 2018 è uscito “Suite Italienne”, il suo nuovo progetto dedicato all’estetica e all’influenza della tradizione musicale italiana sulla musica del XX secolo. Nata a Lecco da genitori italo-americani, si esibisce sin da giovanissima con le più grandi orchestre, tra cui la Auckland Philharmonia, la Gürzenich Orchestra di Colonia, la Hallé, Het Gelders Orkest, l’Orchestre Philharmonique di Nizza, l’Orkest van het Oosten, la Real Orquesta Sinfonica di Siviglia, l’Orquesta de la Comunitat Valenciana al Palau de des Arts, la Philharmonia Orchestra alla Royal Festival Hall di Londra, la Royal Philharmonic, la Royal Scottish National orchestra e la Ulster Orchestra, la Tokyo Metropolitan e la Tokyo Symphony alla Suntory Hall. In Italia Francesca collabora regolarmente con l’Orchestra Haydn di Bolzano, La Verdi di Milano, l’Orchestra della Toscana, con la quale si esibirà a Monaco, Bregenz e Linz nella primavera del 2019, la Filarmonica Toscanini di Parma e le orchestre dei teatri di Bari, Bologna, Genova, Torino, Trieste, Verona e La Fenice di Venezia. La sua carriera internazionale le ha permesso di lavorare a fianco di grandi direttori come Karen Durgaryan, Christopher Franklin, Paul Goodwin, Christopher Hogwood, Yoel Levi, Grant Llewellyn, Wayne Marshall, Diego Matheuz, Shlomo Mintz, Gemma New, Sir Roger Norrington, Daniele Rustioni, Dalia Stasevska e Xian Zhang. Molto attiva anche nella musica da camera, collabora con artisti del calibro di Salvatore Accardo, Mahan Esfahani, Bruno Giuranna, Piers Lane, Jan Lisiecki, Mischa Maisky, Antonio Meneses, Domenico Nordio, Martin Owen, Kathryn Stott e Francesca Leonardi, con cui suona in duo da 14 anni. L’estate 2018 ha visto nascere il Gravedona Chamber Music Festival sul lago di Como, co-fondato da Francesca. Nella stagione 2018/19 recital e collaborazioni cameristiche la porteranno ad ad Atene, Beirut, Ede, Pisa, Roma, Siena, Torino e Venezia. Vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, nel 2008 è stata la prima violinista italiana ad entrare in finale al Premio Paganini di Genova dal 1961 aggiudicandosi inoltre il premio speciale “Enrico Costa” riservato al più giovane finalista. E’ stata selezionata per esibirsi come solista ai concerti commemorativi del 2014 e 2015 a Roma, trasmessi in mondovisione dalla RAI. Nel giugno 2014 ha suonato al Teatro Municipal di Rio de Janeiro in occasione dell’apertura dei Mondiali di calcio in Brasile. Francesca scrive regolarmente per riviste musicali tra cui BBC Music Magazine, The Strad, Musical Opinion e Strings Magazine, ed è autrice di una rubrica mensile su Suonare News. Francesca Dego vive a Londra e suona due preziosi violini Francesco Ruggeri (Cremona 1697) e il Giuseppe Guarneri del Gesù ex-Ricci (Cremona 1734) per gentile concessione della “Florian Leonhard Fine Violins” di Londra. Francesca è sostenuta dal Comitato Nazionale Italiano Musica (CIDIM), SIAE, S’Illumina e MiBACT.

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Jader Bignamini direttore

Direttore musicale della Detroit Symphony Orchestra e direttore residente dell’orchestra La Verdi di Milano, nasce a Crema e studia al Conservatorio di Piacenza.

Debutta nel 2010 con la Quinta sinfonia di Mahler e nel 2012 con Andrea Chénier di Giordano e Carmen di Bizet, dirigendo l’orchestra Verdi in un’ampia varietà di concerti oltre che in tournée. Inizia da subito una carriera internazionale sia in ambito sinfonico che operistico, condividendo il palco con solisti fra i quali quali Augustin Hadelich, Gil Shaham, Isabelle Faust, Kian Soltani, Sergei Babayan, Inon Barnatan, Maximilian Hornung, Joshua Roman, Lilya Zilberstein, Karen Gomyo, Francesca Dego e Kolya Blacher e nel 2013 è assistente del maestro Riccardo Chailly a Milano per l’Ottava di Mahler.

Iniziano quindi una serie di importanti collaborazioni in campo sinfonico con orchestre quali la Detroit Symphony Orchestra, Houston Symphony, Dallas Symphony, Minnesota Orchestra, Milwaukee Symphony Orchestra, San Diego Symphony, Toronto Symphony, Osaka Philharmonic, Sendai e Yomiuri Nippon Symphony.

In campo operistico oltre ad un’intensa collaborazione in tour con Anna Netrebko, Yusif Eyvazov e Juan Diego Florez, è stato ospite di importanti teatri con titoli del repertorio italiano, francese e russo, quali il Metropolitan di New York, Wiener Staatsoper, Bayerische Staatsoper, Dutch National Opera, Bol’šoj, Canadian Opera Company, Festival di Santa Fe, Teatro Municipal di São Paulo, Teatro Colon di Buenos Aires, NHK e Bunka Kaikan di Tokyo, Opera di Francoforte, Festival di Radio France di Montpellier, Teatro Massimo di Palermo, Fenice di Venezia, Comunale di Bologna, Teatro Regio di Parma, Festival di Martina Franca, Arena di Verona, Rossini Opera Festival e Teatro dell’Opera di Roma dove ha diretto Aida, Trovatore e Traviata con la regia di Sofia Coppola, ripresa anche in tournée in Giappone.

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