Django Reinhardt, il genio della chitarra jazz

Martedì 30 marzo alle 16 la puntata sul grande musicista zingaro raccontato da Manuel Randi e Francesco Zanardo

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Django Reinhardt è il protagonista della puntata di domani, martedì 30 marzo, di “Ma che musica!”, viaggio nella grande musica d’autore della storia del Novecento, programma online del Teatro Cristallo diretto da Greta Marcolongo con la regia di Andrea Bernhard. Ospiti della puntata di domani, Manuel Randi e Francesco Zanardo. L’evento si può vedere a partire dalle 16 sul canale YouTube del Teatro Cristallo.

Django Reinhardt (1910-1953) è considerato uno dei più grandi e influenti chitarristi jazz del Novecento. Il suo stile, acclamato da musicisti di tutti i generi come geniale ed innovativo, si sviluppò in una vita di immersione fra i più grandi della tradizione gitana. Django fu il primo musicista zingaro (manouche) a conoscere la gloria riservata ai musicisti più popolari, e il primo a uscire dalla culla jazz francese
L’improvvisazione, anche sopra brani sentiti per la prima volta, è la base dello spirito musicale dei Manouches, e proprio l’improvvisazione era una delle caratteristiche che contribuivano a scioccare anche i professionisti che assistevano alle sue performance. Pur essendo in grado di capire, smontare e trasformare ogni musica, non sapeva scrivere o leggere un semplice spartito per cui il suo fu un vero talento naturale.
L’esperienza del Quintetto dell’Hot Club nacque nell’ambiente musicale francese, dove in quegli anni si trovavano indifferentemente musicisti di formazione classica, musicisti neri afroamericani emigrati dall’America e zingari di tutta l’Europa (zigani, gitani, manouches…). Lo stesso succedeva in alcune zone degli Stati Uniti, come New Orleans, in cui il Quintetto trovò una seconda casa. Secondo la critica musicale, Django non è che uno dei “padri” del jazz, che all’epoca aveva estimatori e collaboratori del calibro di Delaunay e Ravel. Si è a lungo dibattuto se la musica di Django Reinhardt fosse o non fosse Jazz e al giorno d’oggi la maggior parte dei critici è unanime sul fatto che la sua musica sia propriamente Jazz, e anche di un particolare tipo di Jazz, quello europeo, con influenze tzigane, classiche e della tradizione mitteleuropea.

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