Fuori il nuovo video di Charlie Dakilo – Troppo sick

Il vero rap allo specchio, tra solitudine e forza di reagire

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“Brutto disco” è il nome dell’ultimo album del rapper fiorentino, Angelo Tomasi, uscito a fine 2020. Dieci tracce dense di vita e riflessioni personali: dalle collaborazioni con la Numa Crew a quella, speciale, con Nick Fondo, detenuto conosciuto in un laboratorio rap.

‘Troppo sick’ è il nuovo singolo di Charlie Dakilo: un manifesto rap che racconta senza indugi la solitudine di questi tempi, i propri sentimenti esacerbati dalle restrizioni sociali imposte dal lockdown e dalla pandemia. Il brano è prodotto dallo stesso autore ed è accompagnato dal video, online da oggi su Youtube e sui canali social del rapper. Il video è diretto dal regista fiorentino Julien Vannucchi, che già aveva firmato le immagini del singolo d’esordio ‘Barre Scritte’.

“Ho scelto questa traccia perché particolarmente rappresentativa del mood del disco e di un periodo che ho vissuto – afferma Charlie Dakilo, all’anagrafe Angelo Tomasi – In fondo, rappresenta davvero come sono durante le mie fasi cinicamente pessimiste e riflessive. Volevo mettere in rima quel mio stato di animo, quel mio modo di essere a volte, come guardarsi brutalmente allo specchio, come se fosse una lettera scritta a me stesso.”

Il nuovo brano è il secondo singolo estratto dall’ultimo lavoro dell’artista, causticamente intitolatoBrutto Disco”, poiché il momento non è, appunto, dei più sereni. Un album figlio di questi tempi e delle esperienze personali del rapper fiorentino Charlie Dakilo negli ultimi due anni di vita, come sempre sospesa fra l’amore per il microfono e la sua attività di educatore sociale rivolta a ragazzi e detenuti, all’alba dei vent’anni di attività. Il disco è disponibile dallo scorso novembre su tutti gli store digitali (Spotify, Apple Music, Tidal), fuori per l’etichetta Urban Pusher di Ganji Killah, nome storico della scena marchigiana da anni residente nel capoluogo toscano.

Continua il suo viaggio tanto scuro quanto vero e sincero, sicuramente personale, così descritto dal suo autore: “Brutto Disco perché non è un album felice, sono le riflessioni e gli stati d’animo degli ultimi due anni. Brutto perché non c’è un pezzo preso bene, perché triste e nostalgico, quasi fatalista. Forse brutto anche perché è vero, senza filtri, diretto e in maniera grottesca anche sincero. Brutto perché mi rispecchia in pieno durante la solitudine, nelle notti solo in studio a pensare a quello che ho intorno e che mi è successo.” Un disco che traccia un percorso, che si augura catartico. Dieci tracce per immaginare il mondo raccontato dalle parole e le rime di Charlie, lasciare che questo prenda forma davanti ai nostri occhi. Di queste, sette tracce sono state prodotte da Pupet, tranne Troppo sick e Balla ancora con me, prodotte dallo stesso Charlie, e Baudelaire che invece è costruita su licenza creative commons. Le collaborazioni riflettono ulteriormente lo spirito personale ed intimo del lavoro, andando a pescare dal percorso del rapper in un viaggio nella memoria fatto di coerenza e di presenza nella scena. In “Barre scritte” il rapper fiorentino sceglie di duettare con Ninjaz, mc della concittadina Numa Crew e già suo compagno di viaggio agli esordi nella storica formazione La Primiera, che contava nelle proprie fila anche K!Dust, qui presente su Croce sopra. La terza collaborazione pesca ancora in casa Numa Crew col sempre più lanciato XL Mad, adesso artista per un’etichetta inglese di culto come la Nice Up! Records, vera e propria bussola musicale per generi come il bashment o la dancehall, che col suo particolarissimo cantato impreziosisce il ritornello di Bevi il mare.

L’ultimo featuring del disco è, invece, ad opera di Nick Fondo, un ragazzo che l’artista ha conosciuto durante uno dei suoi laboratori rap tenuti come insegnante ed educatore presso il carcere minorile Meucci, attività che il rapper svolge dal 2010 e, a partire dal 2013, anche presso la Casa Circondariale M. Gozzini. “La collaborazione con Nick Fondo è nata davvero in maniera spontanea. – afferma l’artista toscano – Ci siamo conosciuti durante i laboratori di musica che svolgo nel carcere minorile di Firenze dove lui era detenuto. Si è creato subito un bel feeling musicale, infatti gli ho registrato e prodotto alcune tracce soliste durante le uscite in permesso premio che passavamo in studio. Da questa sintonia è nata la voglia di fare un pezzo insieme, una traccia intima e delicata come Balla ancora con me.”

Anche la copertina (ad opera del visual artist pratese Vlr 139) rispecchia lo spirito e il contenuto dei pezzi: un pupazzo straziato, mal ridotto e abbandonato, rappresenta la condizione dell’autore, la sua anima distrutta, come un oggetto lasciato in mezzo alla strada insieme ad altri rifiuti, da buttare. Una persona divisa tra musica, lavoro, vizi, relazioni affettive che non durano, eventi e sensazioni che ne hanno minato la serenità e la stabilità.

Biografia – Charlie Dakilo, classe ’84, ha mosso i primi passi nella cultura hip hop agli inizi del nuovo millennio. Dopo anni passati fra jam e live in tutta la Toscana, nasce La Primiera, crew che esordisce nel 2009 con “Unshittable”, che produce dopo due anni di attività il disco “Sangue e inchiostro” (Trumen Records/Self). Concluso il progetto della Primiera, l’esordio dal titolo “Così è se vi pare”, ispirato al celebre Pirandello, è fuori nel 2015. Due anni dopo pubblica insieme al socio Nanne il secondo volume del mixtape “Fi Riders – Nanne vs Charlie Dakilo” che porterà il duo a suonare in giro per l’Italia, da Perugia a Milano, passando per Macerata, Livorno, Modena, Massa e ovviamente Firenze.

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