L’Aleph di Borges, quel punto luminoso da cui tutto prende forma

Giovedì la lettura del racconto del grande scrittore argentino

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Legge: Paolo Grossi. Illustrazioni: Eleonora Bovo. Ospite: Antonio Lampis

È possibile mettere in scena la rotondità del pianeta? Se lo chiede tutti i giorni Carlos Argentino Daneri che ha trovato il suo Aleph, ossia un punto nascosto nella cantina di casa dove si vedono tutti i luoghi della terra, da ogni angolo. Ma quel punto rischia di sparire sotto i colpi di trapano degli operai che sono chiamati a lavorare per dare luogo a una pasticceria, proprio lì, proprio in quella straordinaria casa che ingloba l’universo intero. E c’è da diventare matti…

L’Aleph dello scrittore argentino Jorge Luis Borges andrà in scena giovedì 25 marzo a partire dalle ore 16 sul canale Youtube del Teatro Cristallo. È il terzo racconto della nuova rassegna “Racconti per domani” – prodotta dal Cristallo – che verrà letto dall’attore Paolo Grossi con le illustrazioni di Eleonora Bovo. Ospite il proponente del racconto: il direttore della Ripartizione cultura italiana della Provincia, Antonio Lampis.

Il protagonista del racconto è lo stesso Borges. Lo scrittore ascoltando i racconti di un amico poeta mediocre e un guascone, scopre il punto luminoso spartiacque dell’universo: «Vidi nell’Aleph la terra e nella terra di nuovo l’Aleph e nell’Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigine e piansi, perché i miei occhi avevano visto l’oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha mai contemplato: l’inconcepibile universo».
L’Aleph è il punto di ogni partenza, perché da quel centro tutto prende forma, tutto si distende. È l’alpha di ogni creazione che si allunga verso l’omega. Aleph è la prima lettera dell’alfabeto ebraico, quella che simboleggia Dio e la complessità dell’universo. È il tutto in uno.

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