Va in scena Il deserto dei tartari di Dino Buzzati

Giovedì la lettura teatrale del capolavoro di Buzzati sul canale YouTube del Cristallo

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Prosegue la rassegna del Teatro Cristallo dedicata ai “Racconti per domani”, letture teatrali affidate ad alcuni attori bolzanini, impreziosite dalle musiche di Joe Chiericati e dalle illustratrici di Valentina Stecchi e Eleonora Bovo e proposte da alcuni protagonisti del panorama culturale altoatesino. I racconti sono registrati sul palco del teatro e vengono messi in onda ogni giovedì alle ore 16 sul canale YouTube del Cristallo.
Giovedì 18 marzo verrà proposto uno stralcio tratto dal libro Il deserto dei tartari di Dino Buzzati, libro indicato dal giornalista e artista Sergio Camin che spiegherà, prima della lettura, il motivo di questa scelta. Il testo verrà letto da Flora Sarrubbo e le illustrazioni sono di Valentina Stecchi.
Il romanzo, pubblicato nel 1940 consacra Buzzati come uno degli scrittori più importanti del Novecento. La trama segue la vita del sottotenente Giovanni Drogo dal momento in cui, divenuto ufficiale, viene assegnato come prima nomina alla Fortezza Bastiani, molto distante dalla città. La Fortezza, ultimo avamposto ai confini settentrionali del Regno, domina la desolata pianura chiamata “deserto dei Tartari”, un tempo teatro di rovinose incursioni da parte dei nemici. Tuttavia, da innumerevoli anni nessuna minaccia è più apparsa su quel fronte; la Fortezza, svuotata ormai della sua importanza strategica, è rimasta solo una costruzione arroccata su una solitaria montagna, di cui molti ignorano persino l’esistenza.
Quando scrisse il romanzo, Buzzati era giornalista al Corriere della Sera e il libro nacque in una sorta di tedio del quotidiano: “Molto spesso – ha raccontato – avevo l’idea che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell’esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva”.
Un manifesto del pessimismo, come qualcuno ha detto, ma con alcuni frammenti di sorriso. Un viaggio nell’altrove che ha una sua attualità con l’altrove di oggi.

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