Il Giardino delle Esperidi Festival (17° edizione)

Dal 24 giugno al 4 luglio nei borghi e sui sentieri del Monte di Brianza

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Natura e sperimentazione digitale, accessibilità e multidisciplinarietà, performance site-specific e musica, teatro e poesia: queste le parole chiave della XVII edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival, che si svolge da giovedì 24 giugno a domenica 4 luglio nei comuni di Colle Brianza, Ello e Olgiate Molgora.

Un’edizione, quella di quest’anno, volta a indagare l’evoluzione della performing art nel paesaggio a partire dalle sue radici legate al Teatro Natura, passando attraverso il teatro immersivo nei boschi e nello spazio urbano, per arrivare a sperimentare nuove azioni performative accessibili e percorsi artistici in realtà aumentata nello spazio concreto di un sentiero, di un bosco, di una piazza.

Il cartellone di quest’anno presenta 25 titoli, tra cui quattro prime nazionali e due prime regionali, che spaziano tra molteplici linguaggi e differenti dimensioni dell’arte contemporanea: teatro sperimentale e di ricerca, prosa, teatro di figura, teatro natura, performance teatral-musicali, reading, ma anche cinema e installazioni artistiche.

Il Giardino delle Esperidi Festival 2021 vedrà il debutto di due nuove produzioni di Campsirago Residenza: Amleto, un percorso personale, spettacolo con dieci giovani attori nato da un ciclo di residenze di alta formazione di teatro nel paesaggio, e Il gatto con gli stivali, nuovo lavoro che partendo dalla drammaturgia originale del racconto digitale presentato a gennaio, mette in scena la storia attraverso la narrazione e il linguaggio del teatro di figura. Debuttano in prima nazionale anche Robot coproduzione internazionale di Unia Teatr Niemozliwy e dell’artista cileno David Zuazola e Ladies Bodies Show di Qui e Ora Residenza Teatrale con la regia Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti, presentato in forma di studio nella scorsa edizione. Le performer di Qui e Ora Residenza teatrale presentano anche in anteprima alle Esperidi 2021 il loro ultimo spettacolo “a tavola” Saga Salsa Noir. Il festival ospita inoltre grandi artisti come Arianna Scommegna con la lettura scenica Un albero di trenta piani, Sista Bramini con due spettacoli-concerto nella natura, Marco Cacciola con Farsi silenzio e la compagnia VicoQuartoMazzini con il loro ultimo spettacolo Livore.

La musica quest’anno alle Esperidi è soprattutto sperimentazione e fusione di linguaggi: da Nina Madù e le reliquie commestibili, progetto di Camilla Barbarito che vedrà per l’occasione la partecipazione delle Nina’s Drag Queens, all’elettronico Maicol Gatto di Matteo Galbusera, dalla performance itinerante Fantasmi, percorso site-specific di Diego Dioguardi e Serena Crocco che unisce video e suono, alla sonorizzazione live del film muto L’uomo meccanico a cura di Luca Maria Baldini, per finire con la performance HO SONNO, rappresentazione per corpi, voce, suoni: di Giulio Escalona e Vittorio Ondedei.

Nove giorni di festival che propongono anche incontri e talk per dialogare su arte, natura, poesia e nuove tecnologie. Come sempre una parte della programmazione è dedicata alle nuove generazioni con spettacoli per la primissima infanzia, famiglie e ragazzi. Quest’anno importante è il tema dell’accessibilità e dell’inclusività: la compagnia Pleiadi in collaborazione con l’Associazione Fedora porta per la prima volta alle Esperidi una versione accessibile a ipovedenti e ipoudenti della performance Alberi maestri.

Esserci, come corpi intelligenti e in cammino, in transito in uno spazio materiale e vivente, a costituire una ragnatela di significati ad uno spazio che non vogliamo sia solo virtuale, ma concreto, metaforico e poetico. L’importanza della presenza, dell’incontro, del contatto, dello sguardo, dell’ascolto, della trasformazione: le Esperidi 2021 saranno uno spartito lungo nove giorni che spazia dalla ricerca di antichi canti di tradizione popolare a futuristiche narrazioni in realtà aumentata, da spettacoli in cammino a performance sonore sperimentali. Esperidi 2021 opera un ribaltamento nella relazione tra attore e spettatore, proponendo una versione inedita e allo specchio di Amleto (un percorso personale), incontri ed interviste in presenza con maestri dell’arte, tecnici informatici e critici, naturalisti e registi.

Esperidi 2021 si interroga e indaga sulle direzioni che sta prendendo il mondo e propone delle ipotesi alternative, percorrendo quelle strade che a noi sembrano sostenibili, inclusive, cariche di bellezza. Il Giardino delle Esperidi 2021 vuole fare tutto questo con leggerezza, perché la pesantezza del mondo la si può sconfiggere solamente con il suo contrario. E quindi il canto ad andare oltre il destino, il cammino performativo a sfidare l’alba e il coprifuoco, gli spettacoli nella natura per fare sì che poesia, arte e teatro si liberino di tutto quell’apparato tecnico non necessario. La leggerezza di portare in scena una produzione con 12 attori e performer in una produzione nata nei mesi più bui del lockdown.

Michele Losi, direttore artistico de Il Giardino delle Esperidi Festival

Inaugura il festival, giovedì 24 giugno alle ore 16.00 la presentazione di Vivarium, installazione artistica site-specific in cui musiche, suoni e una drammaturgia originale convivono e si fondono con sorprendenti opere digitali in realtà aumentata. Un percorso artistico e itinerante nel bosco fruibile attraverso il proprio smartphone, prodotto e realizzato da Campsirago Residenza e dalla Cooperativa Bepart. Vivarium fonde i linguaggi della performing art con quelli delle nuove tecnologie applicate all’arte: attraverso l’app Imaginar il pubblico sarà guidato lungo nove tappe in cui il mondo della natura, della matematica che lo governa e degli spiriti che la pervadono aprono a nuovi immaginari e a una diversa percezione del paesaggio. Un’esperienza visiva, narrativa e sonora, una nuova dimensione delle arti performative che Campsirago Residenza, insieme alla Cooperativa Bepart, ha deciso di sperimentare unendo competenze e professionalità diverse tra loro. L’installazione permanente Vivarium sarà fruibile in autonomia per tutta la durata del festival.

Alle ore 18.00 Oliviero Ponte di Pino conduce un incontro-dialogo sul tema del rapporto tra teatro e tecnologia.

Ad aprire invece la programmazione teatrale, sempre giovedì 24 giugno, saranno le artiste di Qui e Ora Residenza Teatrale con l’anteprima di Saga Salsa Noir, un atto unico “da tavola” incentrato su una veglia funebre. Ad essere servito in tavola c’è solo un mistero, di cui gli spettatori dovranno venire a capo. Con un sapore che ricorda le commedie di Achille Campanile e un’atmosfera comicamente noir, densa di suspense, i racconti sul cibo si mescolano a echi shakespeariani, con finale a sorpresa. Un’occasione per tornare a vivere la convivialità dello stare a tavola, per sorridere del morire, per rispondere con un atto artistico, surreale e visionario all’incombere del quotidiano. Saga Salsa Noir, in replica anche venerdì 25 giugno, è uno spettacolo di Silvia Baldini e Giovanni Guerrieri con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli e la regia di Giulia Gallo e Giovanni Guerrieri.

A seguire il duo Le NoChoice, composto dalla scrittrice Federica Tuzi e dalla musicista e cantante olandese Merel Van Dijk, presenta Le forze della natura, un concerto teatrale che utilizza l’ironia per interrogarsi sui grandi temi dell’esistenza e sulle relazioni sentimentali.

Venerdì 25 giugno debutta in prima nazionale la nuova produzione di Campsirago Residenza, nata da un ciclo di residenze di alta formazione di teatro nel paesaggio con dieci giovani attori: Amleto, un percorso personale, è uno spettacolo itinerante nel bosco che parte dall’indagine dei dubbi amletici e di alcune parole chiave del dramma, già affrontata nella performance one to one Hamlet private di ScarlattineTeatro. Non un Amleto classico dunque, ma piuttosto un’esperienza personale e collettiva al tempo stesso attraverso gli interrogativi del principe di Danimarca e il coinvolgimento del pubblico nella costruzione del proprio personale percorso drammaturgico. Lo spettacolo si snoda in un percorso a tappe, ognuna della quali rappresenta un episodio o un personaggio della storia di Amleto e corrisponde a un momento della vita o a uno stato emozionale. I quadri scenici, attraverso l’azione, gli sguardi e le parole dei performer, diventato occasione per esplorare collettivamente l’onirico e, intimamente, i propri desideri. La regia è di Anna Fascendini, Giulietta de Bernardi e Michele Losi, anche in scena insieme a Barbara Mattavelli, Benedetta Brambilla, Liliana Benini, Marialice Tagliavini, Sara Milani, Sebastiano Sicurezza, Sofia Bolognini, Stefania Ventura e Stefano Pirovano. I testi sono in parte tratti dall’Amleto e in parte una scrittura originale degli attori con la supervisione drammaturgica di Sofia Bolognini.

Teatro nel paesaggio e relazione con la natura sono da sempre cuore ed elemento peculiare de Il Giardino delle Esperidi Festival. Proprio la natura viene celebrata nella lettura scenica Un albero di trenta piani di Arianna Scommegna in scena alle 21.00 insieme a Giulia Bertasi alla fisarmonica. Produzione di Atir, il reading è un viaggio tra poesie, racconti, canti e riflessioni che invitano a prendersi cura della natura, della madre Terra, dell’ambiente, degli alberi. L’albero, con le radici per terra e i rami verso il cielo, è l’immagine che accompagna il pubblico attraverso questo “canto d’amore” alla Terra.

A seguire Diego Dioguardi e Serena Crocco debuttano con la performance itinerante Fantasmi, un percorso site-specific che unisce video e suono per un viaggio iniziatico tra i ricordi infantili assopiti.

Sabato 26 giugno il festival ospita un’altra prima nazionale: dopo la presentazione in forma di studio a Il Giardino delle Esperidi Festival 2020, le performer di Qui e Ora Residenza Teatrale debuttano con Ladies Bodies Show, performance orchestrata dalla coreografa Silvia Gribaudi, con la collaborazione drammaturgica di Marta Dalla Via e le immagini dell’artista visivo Matteo Maffesanti. Uno show che porta l’attenzione su come ognuno di noi sceglie, seleziona, elimina, giudica attraverso lo sguardo e in cui lo spettatore è parte attiva nella scelta di chi incarna il successo o chi il fallimento. Un modo di riflettere sul senso di queste due parole e su come possano demolire la nostra comunità sociale. Al centro del lavoro c’è il corpo come carne, guardato, massacrato, giudicato, abbandonato, ricostruito, accettato o allontanato.

Alle ore 22.30 si esibisce sul palco di Campsirago Residenza Nina Madu’ con la sua band Le Reliquie Commestibili e in compagnia delle scintillanti glitterate Nina’s Drag Queens Miss Dora e Miss Donata. La rock band continua il racconto urbano e aziona il suo circo di personaggi e situazioni grottesche dando vita a un Frankenstein musicale fatto di elettronica, surf rock, balera, doo-wop. Nina Madù e le Reliquie Commestibili è una performance di Camilla Barbarito, con Camilla Barbarito, Fabio Marconi, Guido Baldoni, Andrea Migliarini, Lorenzo Piccolo e Alessio Calciolari.

Domenica 27 giugno torna la compagnia Qui e ora Residenza Teatrale che porta a Campsirago il suo terzo spettacolo “a tavola”: Cosa bolle in pentola?, una performance per due spettatori, un viaggio fatto dalle parole di grandi artisti del contemporaneo e pensieri rubati al quotidiano. Cosa bolle in pentola? è un progetto nato nei mesi di quarantena per continuare a stringere relazioni e incontrarsi anche se a distanza e che ora è diventato un atto di table theatre dal vivo per ragionare sul futuro dell’arte e della cultura.

Sempre domenica 27 giugno, debutta in prima nazionale Robot, nuova coproduzione della leggendaria compagnia polacca Unia Teatr Niemozliwy e del burattinaio cileno/spagnolo David Zuazola, nato da una riflessione artistica sul mondo in cui viviamo, spesso intollerante e ingiusto, e dal linguaggio poetico e al tempo stesso inquietante del teatro di figura. Lo spettacolo è costruito con materiali di riciclo, congegni e curiosi pupazzi realizzati da David Zuazola che, magistralmente diretti da Marek Chodaczynski e con la musica del compositore Marek Zurawski, coinvolgono lo spettatore in una storia di fantasia che affronta problemi così attuali da portare a chiedersi se l’essere umano abbia mai imparato qualcosa dai suoi errori.

Sulle molteplici esperienze della solitudine indaga invece la camminata sonora Piazza della Solitudine _ promenade del Collettivo Wundertruppe in programma all’alba e al tramonto di mercoledì 30 giugno e giovedì 1° luglio. Una performance itinerante che conduce il pubblico in un’esperienza allo stesso tempo personale e condivisa, abitata da voci, suoni, frammenti letterari e testimonianze intorno al tema della solitudine. La realtà del paesaggio entra a far parte della performance, risuona con le parole in cuffia e permette agli imprevisti di manifestarsi e diventare racconto.

Alle ore 21.00 di mercoledì 30 luglio torna alle Esperidi la compagnia cada die teatro con Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto, un omaggio di Alessandro Lay all’uomo divenuto mito del calcio italiano, al “poeta realista” come lo definì Pasolini. La compagnia sarda presenta anche, giovedì 1° luglio, in prima regionale Il respiro del vento, nuova produzione tout public di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi: lo spettacolo narra la storia di un ragazzo che, cercando la pioggia, perse sé stesso, e la storia della sua amata che lo ritrovò, seguendo il suo ultimo respiro.

L’indagine della relazione tra arte, coscienza ecologica e ambiente naturale e il ripensamento stesso dell’arte dell’attore rispetto alla sua presenza nel paesaggio è l’anima della compagnia O Thiasos TeatroNatura, che torna alle Esperidi nella splendida cornice naturale di Mulino Tincati, immerso nel bosco di Mondonico: venerdì 2 luglio Camilla Dell’Agnola e ValentinaTurrini portano Canti del vivo, un concerto che attraversa l’universo di diverse culture tradizionali. I testi sono i canti dell’anima che raccontano della relazione con l’universo, sono la “poesia anonima” dei nostri antenati in cui vibrano nelle nostre fibre più profonde.

Alle 21.00 Principio Attivo Teatro presenta in prima regionale Preghiera del mattino con Silvia Lodi, la drammaturgia di Valentina Diana e la regia di Giuseppe Semeraro. Lo spettacolo dà voce a quelle donne seminascoste, a quei personaggi femminili che rimangono spesso marginali, a quelle vite quasi cancellate e appena intuibili nella tradizione biblica per raccontare la narrazione delle donne, oggi come ieri. Questo lavoro per me è una preghiera laica, un teatro che cerca nella preghiera la forma della sua verità. (Giuseppe Semeraro)

A seguire, nella splendida cornice della corte del Gelso a Mondonico, Luca Maria Baldini, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, cura la sonorizzazione live del film muto L’uomo meccanico di Andrè Deed, il primo film italiano di fantascienza che nel 2021 compie 100 anni.

La giornata di sabato 3 luglio si apre con un talk su teatro e natura condotto da Marco Fratoddi: intervengono Sjioerd Wagenaar, Ryoko Baba, Michele Losi, Virginio Colombo.

Alle ore 19.00, nuovamente a Mulino Tincati, va in scena Sista Bramini con Athene Noctua, uno spettacolo-concerto che intreccia antiche melodie al poemetto La Civetta di Pascoli. Athene Noctua, interpretato da Camilla Dell’Agnola alla viola, Daniele Ercoli al contrabbasso, Silvia Balossi alla kora, e da Sista Bramini nella lettura teatrale s’immerge in struggenti brani tradizionali, strumentali e canori, che percorrendo a volo il Mediterraneo cantano il desiderio di ciascun vivente alla sua libertà.

Alle ore 20.15 e ore 22.30 Marco Cacciola porta alle Esperidi lo spettacolo Farsi silenzio, un intenso viaggio alla riscoperta della lentezza e del silenzio attraverso la quotidianità della vita. In un’epoca in cui l’immagine è così prepotente, il tentativo è quello di lasciare che il suono suggerisca le parole, per scrostarle e riportare alla luce il loro vero significato. “Marco Cacciola è un fiume in piena, di parole ovviamente; ci porta, ci guida, ci conduce in questo suo mondo che alterna l’ovattatura morbida al torrente che fluisce dai pensieri senza argini né diga.” Tommaso Chimenti

Alle ore 21.00 verrà proiettato il documentario di Claudia Cipriani L’ultima ruota che ripercorre il viaggio in bicicletta da Milano a Sanremo di un gruppo di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo per portare le voci della Cultura e dello Spettacolo dal Vivo sul palco del Festival di Sanremo. A presentarlo gli artisti protagonisti di questa azione politica e poetica durante i mesi di chiusura dei teatri.

A chiudere la giornata di sabato 3 luglio Vittorio Ondedei (fondatore con Mirko Bertuccioli, scomparso prematuramente quest’anno, dello storico gruppo I Camillas) e Giulio Escalona che presentano la performance HO SONNO, rappresentazione per corpi, voce, suoni: Avvolto dai suoni di Giulio Escalona, raccolti dall’ambiente e dagli oggetti circostanti, Vittorio Ondedei, con parole e gesti porta sul palco di Campsirago un’azione performativa del suo bisogno di dormire.

L’ultima giornata del festival, domenica 4 luglio, si apre nel Comune di Ello con un incontro dedicato alla poesia e all’infanzia che vede dialogare la filosofa Laura Campanello con la poetessa Giusi Quarenghi.

Alle 17.00 la compagnia Pleiadi in collaborazione con l’Associazione Fedora porta in scena una versione accessibile a persone ipovedenti e ipoudenti della performance itinerante Alberi maestri. Il percorso nel bosco sarà guidato da interpreti LIS e saranno forniti testi in Braille e la mappa tattile del sentiero.

Alle 19.30 Matteo Galbusera è in scena con Maicol Gatto, il suo ultimo lavoro che intreccia differenti linguaggi: la musica, il mimo, il teatro fisico e il circo contemporaneo. Lo spettacolo è un concerto alienante e alieno che rende omaggio alla musica elettronica pionieristica del dopoguerra, all’immaginario fantascientifico, al teatro dell’assurdo e che celebra il rapporto tra uomo e macchina in un incredibile viaggio verso l’ignoto.

Anche quest’anno chiude il festival delle Esperidi, domenica 4 luglio alle ore 21.00, la compagnia VicoQuartoMazzini con suo ultimo lavoro in prima regionale: Livore, una scrittura che prende spunto dal mito di Mozart e Salieri e scava nelle ragioni dell’invidia nel mondo contemporaneo. Livore è una profonda riflessione su come la ricerca del merito e del prestigio non sia la sola chance per la riconoscenza e su come a volte, dietro l’invidia, possa nascondersi la meraviglia dell’adorazione. Livore è un motore che corre dentro l’umano. Istintivo, primitivo, ineluttabile. Frenarlo, contenerlo è impresa impossibile. Abita nel profondo dell’animo e si nutre di quella assoluta solitudine. Una lenta, disperata macerazione interiore pronta a esplodere nel momento più inopportuno. In scena Francesco D’Amore (che cura anche la drammaturgia) Michele Altamura e Gabriele Paolocà (che firmano anche la regia). Lo spettacolo è coprodotto da VicoQuartoMazzini, Gli Scarti, Festival delle Colline Torinesi con il sostegno di Armunia e Teatri Associati di Napoli/C.Re.A.Re Campania.

Come sempre Il Giardino delle Esperidi Festival dedica una parte della programmazione alle nuove generazioni, con spettacoli di teatro ragazzi e per la primissima infanzia. Debutta domenica 27 giugno in prima nazionale Il Gatto con gli stivali, produzione di Campsirago Residenza con la regia e drammaturgia di Marco Ferro. Dopo la sperimentazione attraverso gli strumenti dello streaming, Campsirago Residenza presenta un nuovo spettacolo, che abbandona del tutto i dispositivi digitali, ma mantiene alcuni elementi del teatro di figura. A interpretare i personaggi della storia, una riscrittura originale della celebre fiaba ispirata dalla versione di Basile, è l’attrice Soledad Nicolazzi.

Oltre al già citato spettacolo tout public Il respiro del vento di cada die teatro, vanno in scena al festival altri due spettacoli di ScarlattineTeatro per le nuove generazioni: Angeli di terra (tout public) e Nina e il mare (0-5 anni).

Per tutta la durata del festival saranno esposte le opere della fotografa e visual artist francese Marilyne Grimmer. Il progetto fotografico partecipativo Saluti da…, vincitore del bando OPEN CREAZIONE CONTEMPORANEA 2020 – ospitalità, indaga il rapporto di ognuno e ognuna con il qui e con l’altrove. Grimmer ha incontrato gli abitanti di Pergine, Milano, Modena, Gorizia e Colle Brianza, immortalandoli nello spazio pubblico e “teletrasportandoli” nei ricordi del passato o nei luoghi dei sogni attraverso il montaggio fotografico. Ne è nata una mostra di immagini e una serie di cartoline surreali che Il Giardino delle Esperidi Festival espone nei luoghi degli spettacoli.

Il Giardino delle Esperidi, partendo dal borgo di Campsirago, è fin dalla prima edizione un festival itinerante immerso nella natura. I luoghi del festival quest’anno saranno i sentieri romanici del Monte di Brianza, il suggestivo palco all’aperto di Campsirago Residenza, la settecentesca Villa Sommi Picenardi di Olgiate Molgora, le corti dell’incantevole borgo di Mondonico, i boschi e i parchi del comune di Ello.

Il festival applicherà i protocolli di Regione Lombardia e Governo per la partecipazione in totale sicurezza del pubblico, degli artisti, dei tecnici, degli organizzatori e dello staff. Gli orari degli spettacoli in programma dopo le 22.30 potrebbero variare nel rispetto delle normative del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il Giardino delle Esperidi Festival 2021, la cui direzione artistica è curata da Michele Losi, è organizzato da Campsirago Residenza con il sostegno di MIBACT, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo. Ha il riconoscimento di Europe For Festivals e il patrocinio della Provincia di Lecco. Media partner dell’edizione 2020 sono TrovaFestival, La Provincia di Lecco, Krapp’s Last Post.

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