Vedere la musica. L’arte dal simbolismo alle avanguardie

Roverella, 180 opere da 40 musei di 7 Paesi per raccontare il rapporto tra l'arte e la musica

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Per “Vedere la musica. Nell’arte, dal Simbolismo alle avanguardie“, che Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo mette in programma al Roverella sino al 4 luglio 2021, sono riunite a Rovigo oltre 180 opere, concesse da ben quaranta musei di sette diversi Paesi, oltre che da più o meno altrettanti prestatori privati.

Per la mostra, il curatore Paolo Bolpagni è riuscito nell’impresa di ottenere prestiti di altissimo livello da quattro musei austriaci, da un museo belga, da tre svizzeri, sei tedeschi, cinque francesi, due olandesi e da ben diciassette musei italiani. Tra essi, il Centre Pompidou e il Musée Picasso di Parigi, l’Albertina di Vienna, la Collezione teatrale dell’Università di Colonia, la Kunsthalle di Amburgo, la Kunsthaus di Zurigo, lo Stedelijk van Abbemuseum di Eindhoven.

Grazie a prestiti così generosi“, afferma il curatore, “possiamo presentare al pubblico ben sei capolavori di Kandinskij accanto a opere fondamentali di Klee, Kokoschka, Boccioni, Balla, Chagall, Renoir, Savinio, Severini, Casorati e a preziosi disegni di Picasso, Klimt e Le Corbusier. Tra gli altri…“.

“E’ una mostra di vasto respiro dedicata, per la prima volta in Italia in modo così esteso, alle molteplici relazioni tra le arti visive e la musica dalla stagione simbolista agli anni Trenta del Novecento. Un’esposizione articolata in maniera chiara, in senso cronologico, offrendo ampio spazio ai movimenti che si sono succeduti, in particolare alle avanguardie storiche, dall’astrattismo, al Futurismo, al Cubismo”.

Sul versante musicale, protagonisti sono Bach, Gluck, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Chopin, Wagner, Brahms, Verdi, Boito, Musorgskij, Debussy, Ravel, Puccini, Busoni, Stravinskij, che, pur appartenenti a epoche diverse, dal Settecento ai primi decenni del XX secolo, con i loro capolavori musicali hanno ispirato dipinti, disegni, sculture e incisioni degli artisti di fine Ottocento e inizio Novecento. Un caso particolare, poi, è quello di Arnold Schönberg, che fu contemporaneamente un compositore, inventore della dodecafonia, e un pittore: in mostra è esposto un suo curioso e rarissimo ciclo di opere del 1909, proveniente da Vienna.

 

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