Per Mozart tornano gli Under30

Verso il tutto esaurito la prova di "Nozze di Figaro" diretta da Harding aperta ai ragazzi

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Tutto esaurito in platea e nei palchi, restano alcuni posti in galleria. I giovani sotto i trent’anni hanno risposto con entusiasmo all’opportunità offerta dalla Scala, grazie alla disponibilità dei lavoratori che hanno rinunciato ai loro biglietti, e stanno affollando la prova generale de Le nozze di Figaro di Mozart diretta da Daniel Harding domani giovedì 24 giugno alle ore 14. La Scala riapre la platea al pubblico dell’opera, riallaccia il legame con gli Under30 e onora Giorgio Strehler nel centenario della nascita.

La prima aperta al pubblico sarà sabato 26 giugno alle 18.30 e in platea siederanno tra gli altri i grandi attori strehleriani Giulia Lazzarini e Ferruccio Soleri, insieme al Presidente del Piccolo Teatro Salvatore Carrubba e al regista Pippo Crivelli, mentre le repliche sono martedì 29 e giovedì 1° luglio alle 19.

La leggendaria produzione delle Nozze di Figaro di Strehler (ma la prima versione parigina era del 1973), che dal 1981 ha registrato 68 rappresentazioni al Piermarini, torna nella ripresa di Marina Bianchi. Daniel Harding, che alla Scala ha diretto un 7 dicembre, sei titoli d’opera e innumerevoli concerti in sede e in tournée con la Filarmonica, dirige Orchestra e Coro del Teatro e un cast di grande interesse. Debutta alla Scala e nella parte di Figaro Luca Micheletti, nato nel 1985, che dopo un brillante percorso di attore e regista teatrale ha intrapreso con successo la carriera di baritono, cantando tra l’altro la parte del Conte nelle Nozze con Riccardo Muti; Susanna è Rosa Feola, beniamina del nostro pubblico dopo le felici prove ne La gazza ladra e Don Pasquale diretti da Riccardo Chailly e L’elisir d’amore diretto da Michele Gamba. La parte della Contessa è affidata a Julia Kleiter, già ascoltata nel Freischütz diretto da Myung-Whun Chung, i cui prossimi impegni includono Eva nei Meistersinger a Monaco e ancora Contessa a Dresda. Alle sue terze Nozze scaligere è il carismatico Simon Keenlyside, già Conte con Muti nel 1997 e con Franz Welser-Möst nel 2016, mentre nei panni di Cherubino debutta il mezzosoprano bulgaro Svetlina Stoyanova, che dopo aver cantato in diverse occasioni all’Opera di Vienna proprio come Cherubino oltre che come Rosina, ha debuttato in Italia nell’estate 2020 al Festival Rossini di Pesaro.    

La prova generale di giovedì 24 giugno alle ore 14 sarà aperta a spettatrici e spettatori con meno di 30 anni grazie alla disponibilità dei lavoratori scaligeri che hanno rinunciato ai loro posti per riaprire il Teatro al pubblico più giovane. Gli ultimi biglietti sono acquistabili al prezzo di € 10 on-line sul sito www.teatroallascala.org e presso la Biglietteria del Teatro alla Scala in Largo Ghiringhelli (lunedì/sabato, 12.00/18.00).

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Giorgio Strehler e la Scala

74 anni fa la Scala affidava a un ventiseienne Giorgio Strehler la regia di una nuova produzione de La traviata con Margherita Carosio e la direzione di Tullio Serafin. La prima ebbe luogo il 6 marzo del 1947; il 14 maggio con L’albergo dei poveri di Gorkij si sarebbe inaugurato il Piccolo Teatro. Opera e prosa, Scala e Piccolo sarebbero stati i due volti di una rivoluzione teatrale che avrebbe ridisegnato l’identità culturale della città di Milano collocandola tra le capitali delle scene europee. Alla Scala Strehler realizza tra il 1947 e il 1990 35 regie di 33 titoli per oltre 480 repliche complessive. Tra gli autori proposti Cimarosa, Petrassi, Malipiero, Perosi, Ghedini, Rota, Stravinskij, Weill, Dessau e Wagner ma sopra a tutti Mozart e Verdi. Del primo Strehler porta in scena Die Entführung aus dem Serail (da Salisburgo), Le nozze di Figaro (da Parigi) e Don Giovanni (scene di Frigerio, diretto da Muti per l’inaugurazione 87/88); del secondo, oltre alla citata Traviata e al Falstaff diretto da Lorin Maazel nel 1980 e poi più volte ripreso da Muti, due titoli che hanno fatto la storia del teatro musicale per la sinergia perfetta tra la regia, la direzione di Claudio Abbado e interpreti vocali leggendari: Simon Boccanegra (inaugurazione 71/72) e Macbeth (inaugurazione 75/76).

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Le nozze di Figaro alla Scala

La storia delle Nozze alla Scala è una mirabolante galleria di figure leggendarie. La prima edizione, nel 1815, vedeva seduto al clavicembalo Vincenzo Lavigna, il maestro di Verdi, mentre primo violino e direttore d’orchestra era il compositore e violista Alessandro Rolla (colui che consigliò a Verdi, bocciato al Conservatorio, di prendere lezioni da Lavigna). Mozart ebbe scarsa fortuna alla Scala nell’800 (solo Don Giovanni, che vi era apparso nel 1814, tornerà con relativa regolarità: 1816, 1825, 1836, 1871, 1881) e per nuove Nozze bisogna aspettare il 1905 quando Cleofonte Campanini guida una compagnia che include come Susanna Rosina Storchio (che l’anno precedente era stata la prima Cio Cio San) e come Figaro Giuseppe De Luca. Nel 1928 il direttore d’orchestra è nientemeno che Richard Strauss, i costumi sono di Caramba, Figaro è Mariano Stabile, Contessa Mercedes Llopart, Cherubino Conchita Supervia, Bartolo Salvatore Baccaloni mentre Iris Adami Corradetti – poi celebre insegnante di canto – era Barbarina. Lo spettacolo viene ripreso l’anno successivo con Ettore Panizza.

Nel 1938 sul podio c’è Victor De Sabata e lo spettacolo di Rudolf Hartmann vede in scena Maria Caniglia come Contessa, Gianna Pederzini come Cherubino e Tancredi Pasero come Conte. Mariano Stabile è il regista dell’edizione del 1944, diretta da Gino Marinuzzi con Mafalda Favero come Susanna e Giulietta Simionato come Cherubino. Le recite ebbero luogo al Teatro Lirico in seguito al bombardamento della Scala nel ’43.

Dieci anni più tardi del titolo si impossessa Herbert von Karajan: nel ’48 con regia di Oscar Fritz Schuh e un cast che include Elisabeth Schwarzkopf in alternanza con Maria Cebotari, Irmgard Seefried, Sena Jurinac e Giuseppe Taddei; nel 1954 con regia propria e Schwarzkopf, Seefried, Jurinac, Panerai e Petri; nel 1960 con regia di Günther Rennert, la Jurinac passata alla parte della Contessa, Graziella Sciutti, Christa Ludwig, Geraint Evans e Eberhard Waechter.

Lo spettacolo del 1964 è firmato da Jean Vilar, mentre Hermann Scherchen dirige Pilar Lorengar, Mirella Freni, Fiorenza Cossotto, Wladimiro Ganzarolli e Sesto Bruscantini. Passano dieci anni e la nuova produzione, con regia di Otto Schenk, è diretta da Claudio Abbado con Mirella Freni passata a Contessa, Daniela Mazzucato, Teresa Berganza, José van Dam e Hermann Prey.

Nel 1981 va in scena la storica versione firmata da Giorgio Strehler, a proposito della quale è necessaria una premessa: Strehler aveva affrontato le Nozze per la prima volta nel 1972 a Parigi su invito di Rolf Liebermann che voleva presentare all’Opéra Garnier il capolavoro di Mozart e Da Ponte in una versione eccellente, affidando la parte musicale a Georg Solti. I rapporti tra regista e direttore però furono tesi da subito, e Strehler abbandonò la produzione nelle mani del suo assistente Jean-Claude Auvray alla vigilia della prima, nel marzo 1973. La versione di Milano è una ripresa dello spettacolo parigino con alcune sostanziali modifiche, e si vale dell’intesa con un Riccardo Muti in stato di grazia, che offre una delle sue prove più alte. Lo spettacolo Strehler-Muti viene ripreso nel 1982, 1987, 1989, 1997 e 2002: come Contessa si succedono tra le altre Julia Varady, Margaret Marshall, Lella Cuberli, Cheryl Studer, Daniela Dessì e Barbara Frittoli, come Susanna Barbara Hendricks, Patrizia Pace, Elizabeth Norberg-Schulz e Andrea Rost, come Cherubino Frederica von Stade, Ann Murray, Anne-Sophie von Otter, Monica Bacelli e Angelika Kirchschlager, come Figaro Samuel Ramey, Claudio Desderi, Ferruccio Furlanetto, Alessandro Corbelli, Bryn Terfel, Ildebrando D’Arcangelo e come Conte Wolfgang Brendel, William Shimell, Michele Pertusi, Simon Keenslyside e Alessandro Corbelli.

La regia di Strehler è ripresa nuovamente nel 2006 con la direzione di Gérard Korsten (Diana Damrau è Susanna), nel 2008 con la direzione di Giovanni Antonini e orchestra e solisti dell’Accademia tra cui Serena Farnocchia, Elena Monti, Anita Rachvelishvili e Christian Senn, e nel 2012 con la direzione di Andrea Battistoni e Dorothea Röschmann, Aleksandra Kurzak, Nicola Ulivieri e Fabio Capitanucci protagonisti.

Nel 2016 Franz Welser-Möst dirige una nuova produzione affidata al giovane regista britannico Frederic Wake-Walker con Diana Damrau nella parte della Contessa, Golda Schultz come Susanna, Marianne Crébassa come Cherubino e Markus Werba come Figaro, mentre Carlos Álvarez e Simon Keenlyside si alternavano nella parte del Conte; una recita vede Michele Gamba sostituire Welser-Möst e Eleonora Buratto Diana Damrau.

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