Spacciamo Culture 2021

Spazio recluso, spazio liberato. Rigenerazione, arte e spazi pubblici nell’ex-manicomio di San Salvi, a Firenze. Articolo e foto di Ines Arsì

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PROGETTO FINANZIATO DA FONDAZIONE CR FIRENZE

E REALIZZATO CON DIDA E ACCADEMIA BELLE ARTI

IN COLLABORAZIONE CON COMUNE DI FIRENZE, REGIONE TOSCANA

E AZIENDA USL TOSCANA CENTRO

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Un progetto giunto, con buon successo, alla seconda edizione, grazie all’iniziativa dei Chille De La Balanza, la storica compagnia teatrale che, da oltre venti anni, anima e concede nuovo respiro ai luoghi dell’ex manicomio di San Salvi, a Firenze.

Spacciamo Culture” fa parte di una serie di preziose iniziative di formazione e fruizione creativa di questi spazi, altrimenti dimenticati e incompresi nella loro trascorsa funzione, e ha offerto, a diversi giovani creativi, la possibilità di partecipare ad un laboratorio gratuito, guidato da docenti dell’Accademia di Belle Arti e del Dida, Artisti e Testimoni del superamento del manicomio.

Le dieci opere selezionate hanno segnato un percorso di testimonianze, memoria e narrazione della trascorsa storia del manicomio, snodandosi all’interno della bellissima area verde che circonda gli edifici, in parte ancora sorretti da rugginose sbarre di contenimento.

Un giovane artista si è chiesto chi fossero i pazzi: gli internati o le menti in grado di concepire queste prigioni di tortura e afflizione? Una sua compagna di laboratorio ha riflettuto sul concetto di ordine e norma, denunciando la profonda e folle rigidità dei metodi di contenimento che hanno accompagnato tanti pazienti reclusi in manicomio, dimostrando la profonda violenza fisica e psicologica che hanno subito. Il clima di controllo e di disorientamento ha reso, a lungo, San Salvi un non luogo, privando di prospettiva il futuro di quanti condannati a vivere un non senso alienante.

Qualche ingegnoso studente della Facoltà di Architettura, dell’Università degli studi di Firenze, ha dato voce a questi luoghi attraverso sculture ludico-musicali, altri hanno rivisitato il Cenacolo di Andrea del Sarto, altri ancora hanno voluto raccontare l’isolamento degli internati, che non avevano modo di comunicare con l’esterno: le lettere dei visitatori, cementificate e murate, conterranno pensieri pesanti come i loro, impossibili da spostare, tramandare, condividere.

Una valida occasione di espressione e riflessione; una festa delle libertà che ha, così, celebrato e ricordato quanti l’hanno perduta senza aver capito perché.

Ines Arsì


“Corrispondenza negata” di Chiara Gasbarro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il sogno più grande” di Rocco Lopardo e Giovanni Marino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Fermata Firenze manicomio” di Francesco Cobucci

 

 

 

 

 

 

“Percorsi condivisi” di Stefano Navarro

 

 

 

 

 

 

 

“Restiamo connessi” di Marco Conte e Matilde Ragazzini

 

 

 

 

 

 

 

 

“La ronda dei folli” di Alessio Porretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Come stelle cadenti” di Leonardo Gori