Giocateatro Torino

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Alla Casa del Teatro, settembre sarà un mese dedicato al futuro. Malgrado le incertezze e le incognite ancora presenti, ci impegneremo a immaginare e analizzare il tempo che ci aspetta, pronti, con il nostro lavoro, a partecipare alla sua costruzione: con idee, progetti, iniziative. La ripresa delle attività della Casa del Teatro dopo la pausa di agosto è dedicata a un debutto per noi importante: Maskerrando. Storie di Teatro e di Balene, provato e riprovato nei lunghi mesi di chiusura, che potrà finalmente andare in scena di fronte al pubblico. Lo spettacolo inaugura la nuova edizione di Giocateatro Torino: le sale della Casa del Teatro ospiteranno 13 spettacoli e 2 appuntamenti con esperti, studiosi e protagonisti, per riflettere sulle prospettive del Teatro per le Nuove Generazioni dopo la pandemia. Un’occasione di ripartenza per tutto il mondo del teatro ragazzi, ma anche un evento festoso per il pubblico dei ragazzi e delle famiglie che amano andare a teatro.
Un Festival per godere del teatro, riflettere sulle sue prospettive e interrogarsi sulla realtà. Perché il Teatro è arte, intrattenimento culturale, ma anche espressione e conoscenza del mondo che ci circonda.
Emiliano Bronzino Alberto Vanelli
Direttore Artistico e Progettuale Presidente
Fondazione TRG Onlus Fondazione TRG Onlus

IL PROGRAMMA

Sabato 4 settembre ore 19.00
Domenica 5 settembre ore 21.00 – Arena
MULINO AD ARTE MI ABBATTO E SONO FELICE
Di e con Daniele Ronco Regia Marco Cavicchioli elementi di scena / Piero Ronco, Federico Merula, Lorenzo Rota realizzato con il sostegno di / Teatro Tangram, Fondazione Piemonte dal Vivo,
Città di Orbassano, Comune di Cumiana
Vincitore dei premi: MaldiPalco 2015, CassinoOFF 2016, Premio voce della società giovanile 2017,
Anello verde come migliore spettacolo green & smart nazionale 2018.
Ispirato alla Decrescita felice di Maurizio Pallante.
Lo spettacolo non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta grazie allo sforzo prodotto dall’attore in scena, che pedalando per un’ora intera su una bicicletta recuperata nel garage del nonno, fa girare una dinamo collegata ad un faro, che si illumina a seconda dell’intensità della pedalata. Non sono presenti altri elementi scenici, i costumi sono essenziali e originali di nonno Michele.
Le musiche sono live. E’ lo stesso attore ad accompagnare il pubblico in alcune esperienze sensoriali, suonando uno strumento a percussione in legno, realizzato a mano da un artigiano africano. Mi abbatto e sono felice, rifacendosi ai principi etici della Decrescita felice, accompagna il pubblico in un viaggio che fa la spola fra un passato intriso di freschezza e genuinità e un presente frenetico e stanco di correre.
Dai 12 anni

Sabato 4 settembre ore 21.00
Domenica 5 settembre ore 16.30
Mercoledì 8 settembre ore 21.00 – Sala Grande
MASKERRANDO Storie di teatro e di balene
Fondazione TRG Onlus
Cie Nino D’Introna (Lyon France)
Testo Paola Mastrocola
Regia e concezione visiva Nino D’Introna
Con Pasquale Buonarota, Giorgia Goldini, Irene Ivaldi
Musiche e universo sonoro Patrick Najean
Scenografia Lucio Diana Costumi Roberta Vacchetta
Creazione luci Nino D’Introna in collaborazione con Marco Ferrero
Maschere Collezione Cie Nino D’Introna
Tecnico audio e luci Marco Ferrero
Consulenza Commedia dell’Arte Mauro Piombo
Assistente Micol Jalla
Il testo di MASKERRANDO Storie di teatro e di balene è stato commissionato a una scrittrice di fama nazionale, Paola Mastrocola, che aveva già collaborato in passato ad alcune produzioni dell’allora Teatro dell’Angolo, poi divenuto Fondazione TRG Onlus. In questi anni, oltre ad aver compiuto una carriera come insegnante, ha pubblicato numerosi romanzi a partire dal 2000 tra i quali citiamo La gallina volante, Una barca nel bosco, Che animale sei? Storia di una pennuta, editi da Guanda e successivamente L’amore prima
di noi e Leone, editi da Einaudi. MASKERRANDO Storie di teatro e di balene nasce da un’ispirazione di Graziano Melano, provocata dalla visione della collezione di maschere giganti sulla storia del teatro mondiale, fatte realizzare dal regista Nino D’Introna negli anni della sua direzione artistica del Théâtre
Nouvelle Génération di Lione. La capacità narrativa della Mastrocola ha creato il personaggio del custode delle maschere, interpretato da Pasquale Buonarota, che se ne prende cura da anni. Nel luogo in cui le maschere sono depositate e da cui devono essere trasferite, irrompono per sbaglio una madre e una figlia che il custode avvia alla conoscenza dei linguaggi teatrali, ma che cambieranno il corso della sua vita. Nelcorso dell’ora che hanno a disposizione, il pubblico dei bambini e dei ragazzi, ma anche degli adulti, potrà fare un viaggio iniziatico nel teatro, attraverso le sue tecniche e mediante alcuni testi e miti classici. Le interpreti femminili, Irene Ivaldi, la madre e Giorgia Goldini, la figlia, contribuiscono a movimentare d’altro canto la vita solitaria e senza sole del custode, creando così un ponte di trasmissione tra la terza età, l’età di mezzo e l’adolescenza.
Dagli 8 anni Mercoledì 8 settembre ore 17.00 e ore 19.00 – Sala Piccola
I CANTI DELL’ALBERO Controluce Teatro d’Ombre
Su musica di Maurice Ravel Ideazione, messinscena e regia Cora De Maria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas
Testi Guia Risari
Sagome originali Cora De Maria
Elementi scenografici Alice Delorenzi
Supervisione musicale Caterina Vivarelli
Disegno luci Sara Brigatti e Emanuele Wally Vallinotti
In scena Alice De Bacco, Pierre Jacquemin
Esecuzione musicale Sergio Scibilia e Ylenia D’Introno
In collaborazione con Conservatorio G. Verdi di Torino e Fondazione TRG Onlus

Un progetto MITO Settembre Musica 2019
Prendendo spunto dalle suggestioni nate da Miroirs e Ma mère l’Oye, piccolo gioiello pianistico di Maurice Ravel che si ispira al libro di fiabe per bambini Contes de ma mère l’Oye, accompagnato, nelle varie edizioni, da magnifiche illustrazioni, I CANTI DELL’ALBERO è uno spettacolo fatto diombre e musica, e conduce, come un libro illustrato, in un mondo dove tutto è possibile. Le illustrazioni hanno una lunga e antica storia, quale veicolo per far conoscere il mondo e, prima della fotografia, hanno rappresentato l’unica possibilità di poter godere delle meraviglie viste da viaggiatori, esploratori e talvolta solo immaginate da narratori. Mondi che comunque, per la loro irraggiungibilità, avevano la stessa sostanza della fiaba. È la storia di due ragazzi che ritornano nel bosco della loro infanzia, ma lo trovano molto cambiato e soprattutto il grande albero, custode dell’equilibrio del bosco, sembra gravemente ammalato: inizia così un’avventura attraverso la quale riscoprono il piacere della fantasia, e grazie alla musica vengono trasportati in mondi fiabeschi, riuscendo a far rivivere il bosco. Un viaggio musicale, simbolico e narrativo che da una parte riporta al piacere della lettura e della musica e dall’altra apre a suggestioni importanti come il rispetto della natura. Dai 7 anni

Mercoledì 8 settembre ore 22.30 – Sala Piccola
SE MI AMY
Anfiteatro
Scritto ed interpretato da Naya Dedemailan
Scene di Bruno Freddi
Musiche di Amy Winehouse
Regia Roberto Anglisani
Con il sostegno di RADIX Svizzera Italiana e Festival Internazionale di NARRAZIONE di ARZO
E’ la storia di ELEN e ALAN, due adolescenti, che si ritrovano a lottare contro le proprie “dipendenze”. Una battaglia di cadute e ricadute, con piccole vittorie e cocenti delusioni, un taglio drammatico con momenti di ironia.
Lo spettacolo, raccontato in prima persona dalla ragazza, è uno spaccato della sua vita insieme alle sue riflessioni come donna, intrecciato con la parabola tragica della cantante AMY WINEHOUSE, perché era la sua musica quella che ELEN ascoltava, sino alla morte dell’artista a soli 27 anni proprio per overdose da alcool. Come due treni che percorrono binari diversi ma paralleli, le loro storie s’incontrano, s’intrecciano e
si confondono. Spesso la storia di queste vittime si assomigliano quasi tutte, incredibilmente, perché alla base c’è sempre la stessa FRAGILITA’. Il testo con un linguaggio secco, moderno e giovanile, si caratterizzerà per un approccio umano, non moralista mostrando fatti ed episodi della vita di ELEN ed ALAN.
Ho accettato di fare la regia dello spettacolo “Amy ” perché affronta il problema del consumo di alcool nei giovani. Credo nella forza e nell’efficacia del linguaggio teatrale per parlare ai giovani. Perché il teatro non spiega, ma fa vivere una situazione in modo diretto, forte, che colpisce il cuore e poi, dopo, ti permette di fermarti a riflettere. Ci si affida alla storia di una ragazza per parlare di quello che può accaderci, prima per gioco e poi via via diventare incubo. Ho scelto di lavorare utilizzando il linguaggio della narrazione teatrale. Un linguaggio che mi permette di far vedere quello che accade usando solo la parola e il corpo dell’attrice in scena. Voglio far nascere nella mente degli spettatori una specie di film, che lo obblighi ad usare le proprie immagini, quelle che ha accumulato durante la sua vita, per immaginare personaggi, luoghi, situazioni, vicende. Questa condizione lo predispone all’apertura, a lasciarsi andare, ad entrare in empatia con i personaggi della storia e quindi ad emozionarsi per il loro destino.

Roberto Anglisani

Dai 14 anni

Giovedì 9 settembre ore 9.30 e ore 11.30– Sala Piccola
CHI SEI?
Fondazione TRG Onlus
Di Bruna Pellegrini e Adriana Zamboni
Con Adriana Zamboni
Coordinamento artistico Bruna Pellegrini
Spazio scenico Lucio Diana
Cura del movimento Ornella Balestra
Sound Guglielmo Diana
Tecnico audio e luci Mattia Monti/Marco Ferrero
Stoffe nastri e tessuti si trasformano piano piano nel paesaggio dove giocano personaggi curiosi. Nascono vicende di amicizia e piccoli conflitti, gesti di esclusione ma anche di solidarietà. È storia di crescita, dove ci si fa forti delle relazioni per superare contrasti e paure. Il clima sospeso tra attesa e divenire ha il ritmo divertente del gioco teatrale. I bambini sono catturati dal continuo movimento verso una conclusione appagante gli occhi e il cuore. Lo spettacolo offre la scoperta di elementi e forme non strutturate con la
possibilità di nuove combinazioni secondo la propria creatività. Il gioco simbolico è alla base dello sviluppo dell’immaginario infantile, elemento fondante per la crescita di pensieri ed emozioni che formano la persona. Nell’espressività del gioco che è relazione, emergono gesti e parole ma anche sguardi e silenzi.
Nasce, in piccolo, la poesia del teatro.
Dai 3 ai 5 anni

Giovedì 9 settembre ore 10.30 – Sala Grande
IN VIAGGIO CON IL PICCOLO PRINCIPE
Fondazione TRG Onlus
Regia Luigina Dagostino

Con Claudio Dughera, Claudia Martore, Michele Puleio
Scenografia Claudia Martore
Costumi Monica Di Pasqua
Creazione luci Agostino Nardella
Tecnico audio e luci Agostino Nardella / Marco Ferrero
In collaborazione con FONDAZIONE BOTTARI LATTES nell’ambito del progetto Vivolibro – Il Piccolo Principe, Monforte d’Alba (CN)
Il Piccolo Principe è un long-seller internazionale, un testo chiave di formazione. Antoine De Saint-Exupéry, il suo autore, era un aviatore e un umanista: adorava volare e si interessava agli uomini. Il suo è un libro che si legge una volta, poi un’altra e un’altra ancora. Perché a ogni rilettura scopri cose nuove non solo del racconto, ma di te che lo stai leggendo. È una storia semplice ma intensa rivolta ai bambini ma anche a ogni adulto ricordandogli che è stato un bambino. Proprio da questa varietà di interpretazioni nasce lo spettacolo. Racconta il viaggio del Piccolo Principe dall’asteroide B 612 alla Terra e l’incontro con i
personaggi sparsi sul suo cammino: dall’aviatore precipitato con il suo aereo nel deserto del Sahara, al serpente che sarà l’ultimo che lo vedrà sulla terra. Sono questi intensi personaggi a mettere in scena l’amore, l’amicizia e il paradosso in cui vivono gli adulti. Lo fanno in modo grottesco e delicato rendendo lo spettacolo coinvolgente, ricco di situazioni poetiche e filosofiche, ma anche ironiche e divertenti, accompagnando con un tocco di modernità il pubblico dei ragazzi in un viaggio dentro e fuori dal mondo reale per diventare una ricerca di quel Piccolo Principe che è in ognuno di noi. Questo “classico per l’infanzia” ci incoraggia a fare qualcosa non sempre facile: vedere con il cuore, sentire in profondità, non
fermarsi alle apparenze.
Dai 5 anni

Giovedì 9 settembre ore 14.00 e ore 15.30 – Sala Piccola
SIMONA storia di una calabrona
Onda Teatro
Di e con Silvia Elena Montagnini
Regia Bobo Nigrone
Allestimento e sonorizzazione dal vivo di Mattia Monti
Scene Claudia Martore
Simona è una calabrona… un calabrone femmina. Una calabrona che prima volava, come tutti gli altri suoi compagni, ma che adesso non vola più. I suoi compagni calabroni le han detto che è troppo grossa per volare, che è illogico che voli. Così un giorno, al risveglio, non è più riuscita a spiccare il volo. Comincia quindi il suo viaggio iniziatico verso la riscoperta della sua vera natura.
Simona finisce in un prato, dove incontrerà alcuni nuovi amici: Rombo, un bombo goffo e simpatico, un Grillo Parlante, Guala la cicala, e altri insetti. Questi personaggi impareranno a volerle bene e cercheranno di aiutarla a riacquistare la sua capacità perduta. Eppure niente. Intanto sul prato incombe un pericolo che non si svelerà fino all’ultimo. Riuscirà Simona a recuperare la sua capacità innata seppur illogica? Quale leva funzionerà?
La calabrona, come nella migliore tradizione delle favole di Esopo e Fedro, è archetipo di un inconscio collettivo, rappresenta i meccanismi secondo i quali funziona la psiche umana. I giovani spettatori seguiranno la vita di questo simpatico animale alla ricerca della sua identità, per scoprire poi che, a volte, i limiti sono puri e semplici pregiudizi, e che il loro superamento è possibile, basta trovare la leva giusta.
Dai 6 anni

Giovedì 9 settembre ore 16.30 – Arena
CONVEGNO
IMMAGINARE LA RIPARTENZA PER IL TEATRO RAGAZZI
Intervengono
Lucia Salvati – Presidente Teatro del Buratto
Gimmi Basilotta – Vicepresidente AGIS Piemonte e Valle d’Aosta
Assitej – in via di definizione
Emiliano Bronzino – Direttore artistico Fondazione TRG Onlus
Appuntamento di approfondimento per comprendere il momento complesso che stiamo affrontando quali prospettive devono essere valutate? Quali sono le strategie utili alla “ripartenza” del settore del Teatro per la Nuove Generazioni? Da una parte siamo chiamati a rispondere alle conseguenze che il covid sta lasciando su una intera generazione offrendo strumenti utili, dall’altra l’intero settore dello spettacolo dal vivo deve riuscire a costruire una ripresa di attività, complicata dalle limitazioni ancora presenti. Quale ripartenza è
immaginabile?

Giovedì 9 settembre ore 17.30 e ore 19.00 – Sala Piccola
NOI istantanee per una buona fratellanza
Nonsoloteatro
Di e con Alice Pavan, Alessandro Rossi
Coordinamento drammaturgico e collaborazione alla messa in scena Guido Castiglia
Luci e fonica Marcello Batelli
Un ringraziamento speciale a “I Ragazzi in Gamba” di Breccia (CO)
NOI, istantanee per una buona fratellanza è uno spettacolo che porta in scena due storie tenere e poetiche, divertenti e profonde, per lanciare uno sguardo attento oltre gli stereotipi dell’adolescenza; per affondare “le mani”, con leggerezza e ironia, in quei rapporti affettivi che, tra fratelli, spesso si tramutano in forti contrasti.
Storie di preadolescenti e adolescenti che ritrovano, nel vissuto quotidiano, un rapporto sincero e spoglio di quei naturali egoismi che spesso accompagnano la ricerca della propria peculiare identità.

In scena un attore e un’attrice che, nel corso dello spettacolo, attraverso un delicato gioco di riflessi emotivi, riveleranno la loro solida (e fraterna) relazione affettiva.
La prima storia apre l’immaginario ad una fuga surreale e sconclusionata di due fratelli alla ricerca del padre: una grande/piccola avventura che permetterà ai due adolescenti di riscoprire le emozioni e l’intensità di un rinnovato legame.
La seconda storia narra invece del rapporto tra due fratelli, uno dei quali con sindrome di Down. Un racconto delicato e divertente che evidenzia quanto l’insofferenza provocata dalla “diversità” possa essere superata, anche attraverso “compromessi speciali” capaci di trovare nuovi equilibri affettivi.
Ma i racconti si riveleranno solamente un pretesto per una ludica relazione tra i due narratori, svelando di essi il legame profondo che nasce dal gioco della parola.
“NOI, istantanee per una buona fratellanza” nasce dal progetto “Vox Motus – di voce in voce”, un progetto sull’arte del narrare che ha visto giovani attori e attrici elaborare testi drammaturgici e metterli in scena per il pubblico del ragazzi
e delle ragazze tra gli 11 e i 13 anni.
Dagli 11 anni

Giovedì 9 settembre ore 21.00
Sabato 11 e Domenica 12 settembre ore 16.30 – Sala Grande
CENERENTOLA Rossini all’Opera
Fondazione TRG Onlus
Di Pasquale Buonarota, Nino D’Introna e Alessandro Pisci
Musiche Gioachino Rossini
Adattamento musicale e al pianoforte Diego Mingolla
Con Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci, Mirjam Schiavello
Regia Nino D’Introna
Scene Lucio Diana
Costumi Roberta Vacchetta
Trasformazioni a cura di Studio Mutazioni/ Michele Guaschino
Creazione luci di Nino D’Introna in collaborazione con Emanuele Vallinotti
Tecnico audio e luci Emanuele Vallinotti
In collaborazione con UNIONE MUSICALE ONLUS e con C.IE NINO D’INTRONA
In scena ci sono tre personaggi: la Musica, personificata dal maestro Rossini, le Parole, cioè il librettista Jacopo Ferretti, e il Canto, ovvero una giovane ragazza di nome Angelina che sta facendo le pulizie in teatro e aiuta i due artisti ottocenteschi a unire musica, parole e canto in un’opera lirica che diverrà famosa in tutto il mondo. Tre personaggi che giocano in una girandola di emozioni, intrecciandosi come fili a comporre immagini, quadri poetici surreali e comici sulla trama della celebre fanciulla che perde la scarpetta: «una Cenerentola nuova – afferma Pisci – moderna e disincantata, come lo è la musica del
maestro pesarese».
Una nuova avvincente sfida per la coppia inossidabile formata dagli attori-autori Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci. Insieme a loro l’attrice Mirjam Schiavello, giovane interprete di grande talento. La parte musicale è affidata al pianista Diego Mingolla che da anni collabora con la coppia di attori e che ha curato anche l’adattamento della partitura di Rossini. La regia è affidata a un uomo di teatro per le nuove generazioni quale Nino D’Introna, attore, autore e regista, cofondatore e responsabile artistico del Teatro
dell’Angolo fino al 2004 (oggi Fondazione TRG Onlus).
Lo spettacolo fa parte del progetto Favole in Forma Sonata. Un percorso di avvicinamento alla musica tramite il confronto tra le forme musicali classiche e le forme narrative teatrali.

Dai 5 anni

Venerdì 10 settembre ore 9.00 e ore 11.00 – Sala Piccola
BARBABLU’ E ROSSANA
Compagnia Teatrale Mattioli
Di Monica Mattioli
Regia Monica Mattioli e Alice Bossi
Consulenza Dott.ssa Viviana Seveso
Costumi Barbara Livecchi
Scenografie Elena Colombo
Disegno Luci Giuseppe Sordi
Con Monica Mattioli Barbablù e Rossana affonda le radici nella fiaba popolare “Barbablù” di Charles Perrault. Un’attrice-narratrice, mantenendo il sapore originale della fiaba, dà corpo e voce ai due protagonisti: Barbablù e Rossana, appunto, utilizzando alcuni oggetti simbolo.
Le rose rosse segnano l’inizio di un amore. La chiave apre la stanza proibita. Le lanterne dorate segnano la strada da non percorrere. E la barba di corde blu ammalia, abbraccia, protegge ma, via via, stringe fino a fare male.
Immagini poetiche ed evocative, momenti esilaranti, atmosfere ricche di tensione emotiva, musiche avvolgenti per raccontare una fiaba antica che forse così antica non è.
Una storia d’amore? … Forse. O forse una storia come tante. Come tante storie di ogni giorno.
Barbablù e Rossana insegna ad ascoltarsi e a non lasciarsi manipolare, ribellandosi di fronte a relazioni che soffocano, inibiscono e annullano. Pensiamo sia fondamentale che le donne e gli uomini di domani imparino fin da piccoli “che cos’è l’amor”, inteso come espressione di rispetto, di sincera, reciproca e libera condivisione dei propri sentimenti.

Dai 9 anni

Venerdì 10 settembre ore 10.00
Sabato 11, Domenica 12 settembre ore 18.00 – Arena
LA PIRAMIDE INVISIBILE Alla scoperta dell’Antico Egitto
Fondazione TRG Onlus e Teatro della Caduta

Tratto da Viaggio nel Tempo tra gli Antichi Egizi, testo Sofia Gallo, mappa Sandro Natalini, collana LeMilleeunaMappa, EDT, Torino
Di e con Francesco Giorda
Regia Massimo Betti Merlin
Tecnico audio e luci Fabio Bonfanti
Una grande mappa interattiva, 51 carte-gioco e un bizzarro e divertente archeologo per non perdere la bussola e scoprire una delle più grandi civiltà della storia.
Si torna indietro di 5000 anni nel più insolito viaggio nel tempo: percorrendo le sponde del Nilo scopriremo una civiltà inaspettatamente simile alla nostra in quanto ad abitudini e stili di vita! Sapete che la birra era la bevanda preferita degli antichi egizi, ma era un intruglio che noi troveremmo puzzolente e ben poco invitante?
E com’è fatta una classe di piccoli egizi?
Come vestivano, che cosa portavano in tavola?
Cos’è la sfinge? E… come si fa una mummia?
Il nostro archeologo ha una risposta per tutto!
Un gioco-spettacolo interattivo e inedito ogni volta, come predilige lo stile di Francesco Giorda.
Abbattiamo la quarta parete e saliamo a bordo della macchina del tempo che ci porterà alla scoperta dell’antica civiltà egiziana!

Dai 5 anni

Venerdì 10 settembre ore 12.00 – Sala Grande
LA STANZA DEI DINOSAURI
Teatro Distinto
Uno spettacolo ideato, scritto e diretto da Daniel Gol
Con (in alternanza) Patrice Bussy, Adrien Borruat, Chloè Ressot , Jacopo Fracasso
LA STANZA DEI DINOSAURI è un luogo immaginario, in cui un dottore apparentemente insensibile ed un paziente timoroso danno inizio ad una classica visita medica, per portarci successivamente verso un viaggio giocoso di crescita emotiva e relazionale.
Il mondo della paura e della chiusura in sé si trasforma, attraverso la relazione umana, in capacità di farsi guidare e di guidare sé stessi verso l’accettazione della propria aggressività. La stanza dei dinosauri è un luogo in cui il confine tra normalità e fragilità è sottile, dove i desideri nascosti hanno uno spazio adeguato per poter prendere forma e corpo. Con questo nuovo spettacolo, che utilizza i linguaggi del teatro gestuale e d’oggetto, Teatrodistinto esplora nuovamente il tema della diversità in una sequenza di immagini nitide, senza l’utilizzo di parole, senza diagnosi e senza timore.
Dai 4 anni

Venerdì 10 settembre ore 14.00
CONVEGNO
IL TEATRO RAGAZZI IN PIEMONTE – UNA RIFLESSIONE DI SISTEMA
Intervengono
Matteo Negrin – Direttore Fondazione Piemonte dal Vivo
Giorgia Goldini – Attrice, autrice, comica
Fabio Naggi – Presidente Unoteatro
Chiara Baudino – Organizzatrice Faber Teater
modera Emiliano Bronzino – Direttore Artistico Fondazione TRG Onlus
Appuntamento dedicato alla valutazione dello stato del settore del Teatro per le Nuove Generazioni in Piemonte e Nord Ovest. Dopo due anni di covid per ripartire è importante avere chiarezza della situazione del comparto, quali siano le criticità emerse, e quali buone pratiche sono state vincenti. Solo da questa analisi possiamo immaginare strategie utili a tutti, stimoli necessari su cui puntare, esigenze del pubblico a cui dobbiamo riuscire a dare risposta.

Sabato 18, Domenica 19 settembre ore 16.30 – Arena
Fondazione Teatro Ragazzi E Giovani Onlus
LUNA DELLE MIE BRAME
Di e con Giorgia Goldini
Collaborazione alla messa in scena Rebecca Rossetti
Ideazione costumi Agostino Porchietto
Progettazione scenografica Lucia Giorgio
Creazione luci Bruno Pochettino
Sound designer Niccolò Bosio
Cappuccetto Cappuccino, chiamata per comodità K, e un’incredibile missione da compiere: rimettere la luna al suo posto. E poi bisogna fare in fretta perché se torna la strega sono guai. “Io qui non ci volevo nemmeno stare, dovevo solo portare il cestino a mia sorella”.
Inizia così l’avventura di un’improbabile e insospettabile protagonista che -inciampando in assurde

situazioni che la portano a crescere, a mettersi alla prova, a fare i conti con le proprie insicurezze e paure-
riporta l’ordine nel bosco.

Uno spettacolo che affronta in una maniera bizzarra il mondo delle fiabe e delle favole, che mette in scena
in modo spiazzante i personaggi delle storie più popolari.
Una storia fantastica che stravolge gli equilibri, sovverte le regole e affronta importanti temi come il
coraggio e la paura da un insolito punto di vista.
Dai 6 anni

INFO

CASA del TEATRO RAGAZZI e GIOVANI
Piazzale Grande Torino – 10134 Torino
tel. 011/19740280 – 389/2064590
biglietteria@casateatroragazzi.it – www.casateatroragazzi.it
Orario di biglietteria telefonica: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle
ore 18 – sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e negli orari di spettacolo.
ACQUISTO ON LINE
Sul sito casateatroragazzi.it
BIGLIETTI:
Intero € 13
Ridotto € 11 (over 65, abbonati stagione 2019/2020, associazioni e CRAL convenzionati)
Ridotto giovani € 8 (dai 14 ai 25 anni)
Ridotto ragazzi € 7 (under 14)
Ridotto Studenti € 6 (riservato agli allievi della SCUOLA DI TEATRO 2020/2021)
I posti a sedere non sono numerati
ABBONAMENTI
In vendita ANCHE ON LINE. Gli ingressi una volta acquistati non possono essere rimborsati
Lo spettatore potrà scegliere in qualsiasi momento la rappresentazione per tutti gli spettacoli in
abbonamento compatibilmente con la disponibilità.
ABBONAMENTO SMART
a 4 SPETTACOLI
Intero € 40 – Ridotto € 26 (under 14 anni)
UN GIORNO A TEATRO
(2 spettacoli nella stessa giornata)
Intero € 16 – ridotto € 10