Vie Nuove – Riparte con Brahms e Mendelssohn la musica da camera de laVerdi al Teatro Gerolamo

Domenica 17 ottobre 2021, ore 11.00 Teatro Gerolamo - Piazza Cesare Beccaria, 8

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Johannes Brahms Trio per pianoforte, violino e violoncello in Si maggiore op. 8

Felix Mendelssohn Grand Trio per pianoforte, violino e violoncello in Re minore op. 49

Luca Santaniello Violino

Tobia Scarpolini Violoncello

Carlotta Nicole Lusa Pianoforte

 

Tra le tante rassegne collaterali della nuova programmazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi spicca senza dubbio la rassegna di Musica da Camera al Teatro Gerolamo, ribalta in miniatura nel centro di Milano.

I solisti di Largo Mahler approfondiscono il repertorio cameristico in tre appuntamenti, sempre la domenica mattina alle ore 11.00, nel delizioso teatro di Piazza Beccaria, nel cuore della città.

La prima di queste tre affascinanti matinées è prevista per domenica 17 ottobre, col programma intitolato Vie Nuove, quando Luca Santaniello (Violino), Tobia Scarpolini (Violoncello) e Carlotta Nicole Lusa(Pianoforte) affronteranno il Trio per pianoforte, violino e violoncello in Si maggiore op. 8 di Johannes Brahms, e il Grand Trio per pianoforte, violino e violoncello in Re minore op. 49 di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Due composizioni che sono due pietre miliari per il repertorio destinato a questo organico, la formazione cameristica par excellence, da sempre laboratorio di sperimentazione linguistica per tutti i grandi compositori di tutte le epoche. Mendelssohn compreso, che compose il Trio in Re minore nel 1839, eseguendolo per la prima volta all’età di trent’anni nella casa di Robert Schumann, che, dopo l’esecuzione, definì il compositore amburghese “il più brillante dei musicisti, quello che ha individuato più chiaramente le contraddizioni dell’epoca e il primo che le ha riconciliate tra di loro”. Le due epoche, ça va sans dire, sono il Classicismo e il Romanticismo. E Mendelssohn, maestro assoluto e indiscusso di equilibrio formale, mostra fin dall’inizio della sua produzione una naturalezza sconvolgente nel fondere insieme le istanze classiche con lo spirito romantico. E questo Trio ne è senza dubbio esempio lampante. Articolato nei quattro movimenti Molto allegro e agitatoAndante con moto tranquilloScherzo. Leggero e vivaceFinale. Allegro assai appassionato, la partitura del Trio in Re minore mostra le tre voci fuse in un tutt’uno, come fossero tre diversi aspetti della stessa idea propulsiva, e, per dirla con Gioachino Lanza Tomasi, “qui il romanticismo è perfezione di calcolo, pianificazione di una poetica secondo quel filone pedagogico, moralistico, che da Lessing a Schiller formò il costume sano del nuovo sentimento nazionale”.

Schumann torna utile anche nel racconto dell’altra composizione protagonista del concerto di domenica 17 ottobre: all’epoca della composizione del Trio op. 8, Johannes Brahms aveva appena incontrato Robert Schumann. Era il 1853 e quest’incontro avrebbe sconvolto la sua vita. Infatti, Schumann avrebbe presentato sulle colonne della Neue Zeitschrift für Musik il giovane amico come il rappresentante di una nuova sensibilità musicale. L’affetto di Brahms per Schumann era tale da utilizzare uno pseudonimo scopertamente schumanniano (“Johannes Kreisler junior”) per firmare proprio il manoscritto dell’opera n. 8.

Le prime parti dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi mostrano al Gerolamo una dimensione più intima del fare musica, una concezione di quest’arte che si pone in un ruolo di complementarità rispetto alla dimensione sinfonica, all’interno di uno splendido teatro che ne valorizza gli aspetti dialogici e conversativi. Un ottimo modo per passare una domenica mattina autunnale.

 

 

I Biglietti (euro 8,00/28,00) si possono acquistare nei giorni precedenti all’ Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler (mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401)

oppure, la mattina stessa del concerto, direttamente al Teatro Gerolamo, Piazza Beccaria 8; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it . 

 

 

Biografie

Luca Santaniello, violino

Ha intrapreso lo studio del Violino all’età di sei anni con L. Invernizzi, che lo ha seguito sino al diploma; ancora studente ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali. Diplomatosi quale privatista al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, nel ’92 si è perfezionato a Sion in Svizzera, con T. Varga. Ha frequentato in seguito i corsi di P. Vernikov e per due anni il corso di Violino di spalla con G. Franzetti a Fiesole. Quale violinista del Trio Felix ha conseguito con il massimo dei voti e la lode il diploma all’Accademia di alto perfezionamento a Pescara; con la stessa formazione ha vinto alcuni concorsi e ha ottenuto un contratto discografico per la produzione di un disco con il Trio in La minore di Ravel e il Trio in Re minore op. 49 di Mendelssohn. Giovane diplomato ha collaborato con le più prestigiose orchestre Italiane, e si è esibito in numerosi teatri in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Austria e Germania. Dal 2000 è Spalla dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e ha lavorato con direttori e solisti di fama mondiale tra cui C. M. Giulini, R. Chailly, G. Prêtre, R. Muti, V. Gergiev, Xian Zhang, L. Pavarotti, P. Domingo, S. Rostropovich, M. Argerich, S. Accardo, J. Bell, K. Blacher, E. Dindo, M. Brunello, e molti altri. Con la stessa formazione diretta da Chailly ha inciso per Decca il solo de I lombardi alla prima crociata di Verdi, disco che ha ricevuto diversi premi. Nella Stagione 2002-03 si è esibito come solista con un violino Stradivari del 1703 appartenuto a J. S. Bach e ha suonato nelle sale più prestigiose d’Europa, Sud America, Cina, India e Giappone. Come primo violino del Quartetto de “I Solisti della Verdi” ha inciso un cd con trascrizioni di brani di J. Hendrix, J. Joplin e Beatles. Con questa formazione ha un’intensa attività concertistica affiancando al repertorio classico interessanti trascrizioni. Negli ultimi anni affianca al suo ruolo di Primo Violino numerose esibizioni in qualità di Solista. Dal 2007 si occupa dell’Orchestra Amatoriale “laVerdi per Tutti” e dopo aver lavorato per piu di dieci anni con i giovanissimi dell’Orchestra Sinfonica Junior, da quest’anno è promotore del nuovo progetto de “I Giovani de laVerdi”. Suona un Vuillaume copia Maggini del 1617.

Tobia Scarpolini, violoncello

Nato a Varese nel 1984 in una famiglia di artisti, in tenera età intraprende lo studio del violoncello presso il Civico Liceo Musicale “Francesco Malipiero” di Varese con Daniele Bogni, allievo del M° Pocaterra. Dal 2003 ha frequentato il Conservatorio di Milano sotto la guida di Marco Scano diplomandosi nel 2008; nel medesimo istituto due anni più tardi consegue la laurea in Alta Formazione Artistica a indirizzo interpretativo. Attualmente è primo violoncello nell’orchestra Giuseppe Verdi di Milano, per la quale vince l’audizione nel 2011. Con laVerdi si esibisce nei teatri più prestigiosi del mondo, ricordiamo: il Teatro alla Scala, la Royal Albert Hall in occasione dei BBC Proms di Londra, la sala Čajkovskij di Mosca, la Tonhalle di Zurigo, l’Alexandrinsky di San Pietroburgo, la Festspielhaus di Salisburgo sotto la guida di illustri maestri tra i quali Riccardo Chailly, Leonard Slatkin, Helmuth Rilling, John Neshling, James Conlon, Jeffrey Tate, Hannu Lintu, Paul Daniel, Roberto Abbado, Kojia Blacher, Diego Matheuz, Juraj Valcuha, Sir Neville Mariner. Sempre con laVerdi esordisce come solista nel novembre 2015 con la Sinfonia concertante di Haydn in Si bemolle Maggiore, successivamente esegue la prima esecuzione assoluta di Musica sull’Acqua, il concerto per violoncello, voce recitante e orchestra di Fabio Vacchi, nel 2016 si esibisce con il Don Quixote di Strauss per violoncello e orchestra. Numerosa l’attività musica da camera: nel 2013 fonda i “SoliCelli”, un quartetto di violoncelli per i quali scrive arrangiamenti ad hoc di svariati generi musicali. Nel 2018 crea il progetto “I cameristi Collezione Fazio”, ensemble destinato alla valorizzazione della musica da salotto dell’800 e dei primi del 900; i musicisti suonano importanti strumenti della tradizione liutaria italiana appartenuti alla collezione del suo bisnonno Vincenzo Fazio. Dal 2012 è membro stabile de I Solisti e de Il Quartetto della Verdi, molte nel corso degli anni le collaborazioni, tra cui ricordiamo: P. N. Masi, il quartetto Bernini, G. Ettorre, D. Nordio. Suona un violoncello Joseph e Antonio Gagliano del 1773 e un Joseph Guarneri del 1713 appartenuti al suo bisnonno. Da sempre affianca al violoncello il suo primo amore: la batteria, con la quale colleziona un discreto numero di successi artistici. Nel 2006 è finalista con il duo “air factory” al concorso di composizione per film muti “Strade del Cinema”, capo della giuria Ezio Bosso. Nel 2004 vince con i “The Crawl” il premio speciale della critica, il premio come miglior gruppo e il premio come miglior pezzo inedito al concorso sound check di Stresa, a capo della giuria Eugenio Finardi. Vanta la prima esecuzione italiana nell’agosto 2013 del Concerto di Jon Lord dei Deep Purple per gruppo rock e orchestra sinfonica proprio con laVerdi nonché la prima assoluta nel 2016 della rielaborazione di Ivan Merlini dei Quadri di un’Esposizione secondo Emerson, Lake and Palmer.

Carlotta Nicole Lusa, pianoforte

Nata a Milano nel 1988, inizia giovanissima lo studio del pianoforte e prosegue al Conservatorio “G. Verdi” con C. Pastorelli. Si diploma nel 2008 in Pianoforte con lode sotto la guida di L. Leonardi e nel 2010 a pieni voti in Composizione Sperimentale con M. Garuti. Si è perfe-zionata presso l’Accademia Musicale di Pinerolo e il Mozarteum di Sa-lisburgo con la violinista D. Schwarzberg, insieme alla quale si è esibita in diverse occasioni. È stata invitata all’Académie de Musique de Chambre di Losanna tenuta da B. Canino e P. Amoyal. Ha seguito masterclass di S. Accardo, S. Krylov, K. Georgian, P. Wiespelway. Ha collaborato con compositori quali C. Boccadoro, S. Bussotti, N. Campogrande, A. Corghi, H. Dufourt, H. Lachenmann, R. Laganà, A. Solbiati, ed è stata invitata a suonare all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi per l’Omaggio a G. Manzoni, alla presenza di P. Boulez e dell’autore stesso. Dal 2010 collabora regolarmente con la-Verdi in qualità di pianista e tastierista, e ha preso parte alle registrazioni dei Cd di Nino Rota e K. Weill,editi da Decca, diretta da G. Grazioli. Si esibisce spesso in formazioni cameristiche insieme a prime parti dell’Orchestra, promuovendo progetti di riscoperta e diffusione del repertorio. Nel 2012 debutta con laVerdi nel Concerto per tre pianoforti e orchestra di Castiglioni, con E. Pie-monti, A. Alberti e direttore A. Pestalozza; esegue, insieme ai solisti de laVerdi, Pierrot Lunaire di Schönberg, direttore R. Jais. Interessata alle tastiere storiche, che ha studiato con R. Laganà, parte-cipa alla maratona musicale in onore di D. Scarlatti al Teatro Dal Verme nel 250° dalla morte. Come fortepianista partecipa al documentario musicale Sul nome B.A.C.H. di F. Leprino.