“Ester” di Francesca Duscià

Alla Biennale di Gerusalemme

276
Francesca Duscià
presenta ESTER alla BIENNALE DI GERUSALEMME 2021
L’opera esposta all’interno della collettiva Voyage Around My Room
curata da Ermanno Tedeschi e Vera Pilpoul
 Dwek Art Gallery (Mishkenot)
Gerusalemme, fino al 30 dicembre 2021

 

Francesca Duscià partecipa all’edizione 2021 della Biennale di Gerusalemme, con “Ester” (2021) un’opera dal forte valore simbolico, ispirata all’omonima regina biblica: una donna senza tempo, proiettata nello spazio siderale di un futuro lontano, ma allo stesso tempo antico. Tra gli artisti italo-israeliani selezionati per la mostra collettiva “Voyage Around My Room”, curata da Ermanno Tedeschi e Vera Pilpoul all’interno degli spazi della Dwek Art Gallery (Mishkenot), l’artista propone un quadro che segna un punto di ritorno della sua poetica e condensa una parte consistente dei temi a lei più cari: la centralità della figura femminile, che come spesso accade domina la scena, la passione per la scienza, i pianeti e l’astrologia.

Partendo dal titolo della mostra e dal concetto di isolamento e solitudine, fisica e mentale, anche in relazione all’evento pandemico, l’opera di Francesca Duscià apre uno spazio metaforico universale, sospeso tra contemporaneità e figurativismo classico, ispirato all’opera di grandi maestri come Giorgione, Veronese, Tiepolo e Van Dyck. Il dipinto, che richiama nel nome il significato salvifico di “Ester”, che in persiano significa “Stella” e riconduce alla dea Ishtar, la Venere d’Oriente, raffigura una donna solitaria proiettata in un futuro lontano su Plutone, il pianeta più lontano del sistema solare, rappresentata negli abiti dell’antichità per la sua permanenza in assenza di atmosfera. Attorno a lei appaiono Saturno in primo piano e Giove in lontananza. Un allineamento planetario che, secondo l‘astrologia, suggerisce un mutamento imminente, come l’avvento di una carestia o di un diluvio, a cui si affianca il placido e rassicurante permanere di una figura umana nella grana del colore.

“L’opera nasce dalla volontà di armonizzare due diverse prospettive sullo Spazio: negli ultimi anni ho cercato di far convivere gli aspetti più ortodossi dei miei studi scientifici con quelli più poetici, che ci avvicinano a questa frontiera così ignota. In questo straordinario percorso ho conosciuto diversi fisici, figure importantissime per la mia crescita personale e artistica, come Giovanni Amelino Camelia, Massimo Bianchi, Luigi Pulone, Sergio Doplicher ed infine Ersilia Vaudo Scarpetta. In particolare, quest’ultima mi ha fatto capire quanto sia importante valorizzare l’approccio femminile alle materie scientifiche. Anche per questo Ester è la protagonista assoluta del quadro” – spiega Francesca Duscià

Il mondo di “Ester” intreccia dunque vari saperi ed elementi iconografici, seguendo quella convergenza tra arte, scienza e spiritualità che percorre tutta l’opera dell’artista, alla ricerca di una complementarità che allarga la visione del contemporaneo nell’universo infinito delle sue possibilità.

Francesca Duscià (Roma, 1972) ha studiato storia dell’arte moderna, oltre a filosofia e storia delle religioni, concentrandosi in particolare su cattolicesimo ed ebraismo, i cui simboli tornano frequentemente nelle sue opere, insieme a una riflessione sul concetto di bellezza. Ha esposto in molte collettive e diverse personali, tra le più recenti: “Fondamenta” al Palazzo Bellomo, Siracusa e “Genesi” al Museo MACRO di Roma. Nel 2018, in occasione del cinquantenario della morte di Enrico Fermi ha tenuto una conferenza al Teatro Valle di Roma, dal titolo “L’Arte figurativa incontra la M-Teoria”.