“Qui ci sono le altalene” di Monica Morini

Mercoledì 17 novembre alla Casa delle Storie di Reggio Emilia

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Il Teatro dell’Orsa per la Giornata Mondiale della Prematurità: Qui ci sono le altalene alla Casa delle Storie
Monica Morini continua la «ballata alla vita» iniziata nel suo libro: un’occasione per bambine, bambini e adulti per raccontarsi e ascoltare nuove storie e domande. Un appuntamento della rassegna Fiabe senza Corona. Posti limitati.

«Mi avevano chiesto di portare parole sulle culle dei prematuri, di accendere di storie il Reparto di Neonatologia dell’Ospedale di Reggio Emilia, città dove vivo e lavoro. Sentivo in modo cristallino di camminare in bilico dove la vita sboccia e traballa. Ho deciso di domandare ad altri bambini, alleati potenti, di aiutarmi a trovare il filo da tessere insieme per convincere i più piccoli ad aprire gli occhi da questa parte»: Monica Morini, cofondatrice del Teatro dell’Orsa, racconta la nascita del libro Qui ci sono le altalene, una delicata «ballata alla vita» che mercoledì 17 novembre alle ore 17.30, in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, sarà filo conduttore di un evento di narrazione alla Casa delle Storie di Reggio Emilia nell’ambito della rassegna Fiabe senza Corona.

«Scrivo e lavoro in teatro, costruendo con i bambini, da sempre. Mi pareva naturale coinvolgerli. Ai bambini visitati nelle scuole e negli incontri in biblioteca ho raccontato storie di nascita, ho tenuto tra le mani un libro amatissimo, La grande domanda di Wolf Erlbruch (Editore E/O), poi ho ascoltato e registrato le loro risposte» continua l’autrice «Brecht diceva “Io nasco dentro una domanda”. Abbiamo bisogno di domande per liberare visioni. Ho chiesto aiuto, ho detto dove sarei andata, chi avrei incontrato, e dopo aver domandato loro cosa avrei dovuto dire perché valesse la pena nascere una bambina di quattro anni mi ha guardato e con certezza mi ha risposto: “Qui ci sono le altalene”».

Racconta Monica Morini: «Da anni ricerco in teatro la voce dell’altro, la interrogo, domando ad adulti, bambini, anziani, rovescio l’orecchio e raccolgo incandescenze e visioni ferme dentro frammenti di storie, risposte fulminanti a domande che grattano nelle pieghe del vivere. Lo faccio nelle biblioteche, nelle scuole, nelle piazze, compongo ballate fatte dalle parole ascoltate e registrate; ho composto le ballate della scuola, della famiglia, della cittadinanza, della casa, del lavoro. La ballata è una formula che lascia libertà al respiro di incontrare la diversità del pensiero dell’altro in un moto aperto, come la vita. La ballata che comporremo insieme in quel pomeriggio è una ballata senza fine».

«Nonostante Monica Morini l’abbia concepita per un momento chiave della vita di alcuni, venire al mondo prima del tempo, a me pare di cogliere un’universalità che tocca anche altre questioni» riflette Carla Ghisalberti sulle pagine di Letteratura Candita «Se si potessero avere pagine infinite per elencare tutte le ragioni che possono esistere per decidere di vivere, questa ‘ballata’ la si potrebbe cantare non solo ai bambini prematuri, ma a tutti coloro che sono in equilibrio tra un qui e un là. Solo per dirgli, non mollare, resta ancora un po’».

 

Ingresso: unico € 5.

Prenotazione obbligatoria con WhatsApp al numero 351 5482101 indicando nome, cognome numero di telefono per ogni spettatore.

La Casa delle Storie si trova in via Beretti 24 a Reggio Emilia.

Info sull’autrice: http://www.teatrodellorsa.com/la-compagnia/monica-morini/.