“The Measuring of Time” di Laura Grisi

Lunedì 29 novembre 2021 al FM Centro per l'arte contemporanea, Milano

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In occasione della mostra Laura Grisi. The Measuring of Time – in corso fino al 5 dicembre 2021 al Muzeum Susch in Engadina lunedì 29 novembre alle 18.00 presso FM Centro per l’arte contemporanea a Milano Muzeum Susch e JRP | Editions presentano The Measuring of Time, la prima monografia retrospettiva dedicata all’artista italiana scomparsa nel 2017.

Alla presentazione in anteprima del volume, che sarà in commercio in Europa a partire da dicembre 2021 e in America da febbraio 2022, interverranno Grażyna Kulczyk, fondatrice di Muzeum Susch e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Art Stations Foundation CH; Anke Kempkes, Direttrice del programma di ricerca femminista Instituto Susch; Marco Scotini, curatore della mostra e della pubblicazione, nonchè Direttore Artistico di FM Centro per l’arte contemporanea di Milano; e Valérie Da Costa, storica dell’arte, critica, curatrice e docente all’Università di Strasburgo. 

Durante l’incontro, in cui saranno proiettati i video del regista e cameraman svizzero Claudio von Planta, si approfondiranno i temi affrontati da questa prima monografia retrospettiva che, come la mostra – realizzata in collaborazione con l’Archivio Laura Grisi di Roma e la Galleria P420 di Bologna testimonia la singolarità e la visione innovativa dell’artista italiana all’interno della storia dell’arte contemporanea. 

The Measuring of Time raccoglie un’ampia documentazione sulla multiforme pratica, sulla ricerca e i numerosi viaggi dell’artista, concentrandosi principalmente intorno agli anni Sessanta e Settanta;  nonostante il suo lavoro sia stato spesso ricondotto alla sola Pop art italiana – se non completamente trascurato – Grisi fin dall’inizio ha lavorato ben oltre tale categorizzazione, intercettando in modo pertinente varie linee di ricerca artistica internazionale e applicandole nella sua sintesi originale. All’interno di un’attività multiforme che assume come basilare condizione quella del “viaggio”, Laura Grisi incarna una sorta di soggetto femminile apolide e nomade che sfida le politiche dell’identità, l’univocità della rappresentazione e l’unidirezionalità del tempo.

The Measuring of Time, curato da Marco Scotini, presenta saggi di Marco Scotini, Giuliana Bruno, Professoressa di Studi Visivi e Ambientali dell’Università di Harvard; Valérie Da Costa, storica dell’arte, critica, curatrice e docente all’Università di Strasburgo; Martin Herbert, critico d’arte; Krzysztof Kosciuczuk, ex Direttore Artistico del Muzeum Susch. Il volume include inoltre la ristampa di una seminale intervista a Laura Grisi realizzata da Germano Celant nel 1990.

LAURA GRISI. THE MEASURING OF TIME

EDITORI: Clément Dirié, Marco Scotini
AUTORI: Germano Celant, Krzysztof Kosciuczuk, Laura Grisi, Marco Scotini, Martin Herbert, Valérie Da Costa, Giuliana Bruno
CATEGORIE: Libri, Monografie e Libri d’Artista 

SPECIFICHE TECNICHE: Inglese
Pubblicazione: Dicembre 2021
ISBN: 978-3-03764-566-6
Copertina rigida, 240 x 170 mm
Pagine: 272 

Immagini B&W: 70 / Colore: 150
Prezzo: CHF 38, EUR 35, GBP 30, USD 40 

Nata a Rodi, in Grecia, nel 1939, formatasi a Parigi e vissuta tra New York e Roma, dove è morta nel 2017, Laura Grisi trascorre lunghi periodi della propria vita in Africa, Sud America e Polinesia: un’esperienza nelle culture extra-occidentali destinata a segnare per sempre la sua pratica, sempre più focalizzata sulla ricerca di un pensiero cosmico o una ‘scienza del concreto’ (Lévi-Strauss). Pur facendo della fotografia il linguaggio primario della propria ricerca nei primi anni ‘60, in seguito passa a una pittura definita “variabile”, con pannelli scorrevoli e tubi di neon. Alla fine degli anni ’60 crea installazioni ambientali dinamiche in cui riproduce artificialmente fenomeni naturali come la nebbia, la pioggia, del vento, fino ad approdare a una forma verbale descrittiva e al linguaggio matematico come strumento concettuale negli anni ’70 e ’80, che impiega per esplorare i meccanismi della percezione e della conoscenza umana. L’intero lavoro di Laura Grisi è uno sforzo titanico nel rendere conto dell’ampiezza, della molteplicità, della natura impercettibile così come della proliferazione senza fine di tutto il possibile, ma partendo da vincoli precisi, da gap paradossali, da limiti linguistici e semiotici, secondo un’attitudine vicina al Noveau Roman, al cinema della Nouvelle Vague e al gruppo francese Oulipo.  

Durante la sua vita, Laura Grisi ha esposto a: Galleria dell’Ariete, Milano nel 1965; Galleria Leo Castelli, New York, dal 1973; Museo Van Abbemuseum, Eindhoven, nel 1976; Konrad Fischer Gallery, Düsseldorf, dal 1978. Il suo lavoro è stato incluso nel 1966 alla XXXIII Biennale di Venezia e alla mostra collettiva Italy New Tendencies alla Gallerie Bonino, New York; nel 1968 in Young Italians all’ICA, Boston, al Jewish Musem, New York, e al Teatro delle Mostre alla Galleria La Tartaruga, Roma.

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