Germania anni 20

Recensione di Irene Floridi

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Teatro della Pergola

visto domenica 19/12

Germania anni 20 è uno spettacolo intrigante, estremamente coinvolgente, il ritmo e la musicalità scandiscono il tempo; risalta subito la scelta che a portare in scena la storia non è solo il mezzo teatrale, ma, come sempre avviene, Giancarlo Sepe si serve sicuramente delle ispirazioni che provengono dalla cinematografia; il linguaggio è ambivalente, quello teatrale e quello cinematografico, e in modo armonico dialogano tra di loro. Il regista stesso confessa “Faccio teatro perchè amo il cinema. Il cinema è importante perché ti insegna l’uso della musica, l’uso della luce, le assolvenze, le dissolvenze. Come diceva Hitchcock il cinema  per me è la vita senza tempi morti. E questo va tenuto presente. Invece nel teatro i tempi morti regnano”

Quello che ne scaturisce è un prodotto di bellezza che appassiona, le scene corali sono orchestrate da bravissimi attori della compagnia La Comunità, che riescono con grande maestria a dialogare anche in tedesco. Sì, la scelta registica è quella di realizzare uno spettacolo quasi interamente in lingua tedesca (e senza sottotitoli) inframmezzato da qualche monologo in italiano. Il fatto che gli attori siano bravi e che comunque la regia riesca a coinvolgere lo spettatore sopperisce sicuramente alla barriera linguistica anche se a tratti il pubblico forse avrebbe gradito di poter godere anche della comprensione di alcune frasi per poter comprendere con maggiore profondità la vicenda narrata che sicuramente dal punto di vista storico è di dominio pubblico ma non quella specifica che rende vivi i personaggi. 

La vicenda si svolge al termine del Primo conflitto mondiale, siamo in una Germania devastata dalla guerra, dalla miseria e dalla paura. La Repubblica di Weimar ha fallito e presto il popolo tedesco si affiderà al nazismo. 

Non solo la scenografia con i suoi palazzi alti e scuri, ma anche la luce riesce a raccontare  il sentimento che anima i personaggi, la penombra e il blu predominano e sembra che una lunga notte sia calata. L’inquietudine dilaga a ritmo di musiche d’epoca in lingua originale, sembra quasi di assistere a un musical oscuro a tinte espressioniste. La musica non è un sottofondo o una cornice, ma diventa anch’essa protagonista.