L’impollinatore

Andato in scena giorno 10 Dicembre presso il Teatro Comunale di Antella, Firenze

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di e con Giovanni Guidelli

e con Francesco Grifoni

 

La coltivazione di semi transgenici pare esigere  ingenti quantitativi di costosi pesticidi, necessari a  controllare il proliferare di insetti sempre più resistenti, che possono inficiare sulla qualità del prodotto e renderlo invendibile sul mercato. Per questo, in diverse zone del mondo, molti contadini, per salvare il raccolto, sono arrivati a indebitarsi, fino al punto di non poter più gestire le spese e ricavare sufficienti guadagni.

Sono progressivamente cresciuti, in modo esponenziale, i casi di suicidio e si sono aperte delle inchieste a riguardo, mentre tonnellate di merce deperibile è rimasta invenduta, a causa del rialzo dei prezzi, dovuto ,anche, ai costi di deposito.

Le multinazionali del transgenico, specializzate nel settore della produzione agricola e, interessate, a loro dire,  a sconfiggere la fame nei paesi poveri, continuano a diffondere sul mercato semi che si comporterebbero come veri e propri pesticidi, producendo, tuttavia, frutti sterili, rendendo sterile anche la terra che li ospita e costringendo il mercato a mantenere stabile la spesa per questo approvvigionamento, gestito dalle loro  imprese di biotecnologia genetica.

Certamente, deve ancora  essere chiarita l’effettiva ricaduta di questa sperimentazione sull’ambiente, sulla salute dell’uomo e su quella degli insetti stessi,  ma le ricerche entomologiche correlate a questo tema e a quello dei mutamenti climatici,  denunciano la scomparsa crescente degli impollinatori, senza i quali l’equilibrio del nostro intero ecosistema è gravemente minacciato.

Lo racconta efficacemente Giovanni Guidelli, autore e interprete di una pièce già premiata all’Earthink Festival di Torino e selezionata dal Comitato Scientifico del Festival della Scienza di Genova.

Si riporta all’attenzione del pubblico un tema importante e complesso, affrontato attraverso un dialogo ad alta tensione che si avventura ad esplorare futuri scenari possibili, sviscerando pienamente la questione dello sfruttamento ambientale e dei rischi ad esso correlati e testimoniando il grande talento di un noto artista, impegnato a sondare la nostra epoca, senza trascurare di approfondirne, con lucida analisi, le forti contraddizioni.

 

Ines Arsì