“Parlami d’amore”

Recensione di Vito Fabio

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“Parlami d’amore” ovvero come indagare la crisi di coppia per indagare l’animo umano
Andato in scena in due serate partecipate  nel caratteristico teatro del Grillo a Soverato (Cz) 

Ha riscosso grandi apprezzamenti il “Parlami d’amore” di Philippe Claudel che ha visto il gradito ritorno al teatro del Grillo di Soverato (Cz) di Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti, interpreti di questa bella piece introspettiva.

Diretta dallo stesso Branchetti, molto rappresentata negli anni con successo di critica e pubblico nei maggiori teatri italiani, racconta la vita di una coppia qualsiasi; lui un dirigente ambizioso ricco e in carriera, con qualche scheletro nell’armadio e che ha sempre creduto nei falsi valori mettendoli al posto della famiglia e dei rapporti umani. Lei, esuberante e vulcanica, madre presente che ha sacrificato la carriera per la famiglia soffocando i suoi sogni di ragazza e ora non più disposta a chiuderli nel cassetto. “Dopo anni di matrimonio, al ritorno di una serata trascorsa fuori casa, – si legge in una nota di Rosy Urso – quel filo sottilissimo che teneva “unita” la coppia, si rompe e il passato torna, rinfacciandosi con aggressività tutto ciò che dell’altro hanno silenziosamente sopportato per anni. Senza pause e senza riconoscere le proprie responsabilità perché la colpa è sempre degli altri, si consuma nel ricco salotto borghese trasformato in un “ring” con un ping pong di accuse, di colpi bassi, di mortificazioni, di sfrenati battibecchi, tutto nella più appassionante ironia. Entrambi sono figli e vittime del nostro tempo che crea illusioni e falsi ideali che porta ad una vita che esclude l’altro. I due attori bravissimi nel ruolo che ricoprono, vivono appieno i personaggi che interpretano, in perfetta sintonia nella lotta senza esclusione di colpi, affrontando temi così veri e scottanti e soprattutto raccontati con sincerità e senza falsi moralismi tanto da coinvolgere il pubblico che ha potuto trovare molti spunti di riflessione e che nella commedia ha potuto immedesimarsi, vista anche l’universalità del testo. I due attori inoltre riescono a dare l’impressione di non essere su un palco, ma fra le proprie mura domestiche ad affrontare l’ennesima discussione di un rapporto ormai logoro in cui sembra sia molto difficile salvare qualcosa, ma chissà forse alla fine qualcosa di buono verrà fuori”.